La stampa intervista il responsabile di MobileMe (ehm, stendiamo un velo pietoso) che spiega la durezza di alcuni meeting con il gran capo della Apple:
Ogni lunedì faceva la revisione dei prodotti: quello era il momento più atteso e più temuto da tutti noi. Quando entravi nella sua stanza, cercava come un laser qualcosa che non gli piacesse del progetto che presentavi. Se non la trovava, diventavi un eroe: ti trattava come la persona che aveva appena inventato la ruota e decantava tutte le potenzialità straordinarie della cosa che gli avevi portato. Se invece trovava un minimo dettaglio, anche solo il colore, che non andava, eri finito. Non parlava più di altro, fino a quando il problema era risolto. E se non lo risolvevi, ti faceva a pezzi. Letteralmente: ti lanciava i pezzi del prodotto. Non c’erano mai vie di mezzo. Non esisteva una cosa che fosse semplicemente ok: o era sublime, o faceva schifo.
Siccome il sottoscritto è stato developer e senior nella più grande azienda di DTP del mondo, vi volevo dire che questo metodo di fare le cosiddette design review è quello che si usa negli USA. Tutti intorno al tavolo, proiettore accesso e via col prototipo.
Il capo ci pensa, mugugna, sbuffa.
Poi, come l'uomo del monte, decide.
Io ci sono passato e mi ha sempre detto bene, che poi a me di quelli che fanno così a me fanno ridere. Però mi ricordo gli amichetti e le segretarie innamorate di me che avevano paura quando entravo. Una volta sono uscito pure con le urla "ci facciamo un brevetto".
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