Quasi cent'anni fa il capostipite della famiglia Darwin, facente parte col Puzzone e con Presidente con la pipa del nucleo del PSI nonchè cofondatore, si trovò di fronte alla sua scelta della vita: seguire quel pazzo scemo pelato che gli proponeva di diventare uno dei massimi gerarchi del partito, o fare la fame. Quella vera.. esilio probabilmente per sempre, botte, famiglia distrutta, casini di tutti i tipi.
Di fronte a quella scelta la carriera del bisnonno, che aveva chiamato le figlie Vera, Solidea e Atea, si trovò al bivio: mettere a frutto tanti anni di lotte vere e fondare un nucleo di un partito rivoluzionario (quello era il fascismo quando non era ancora fascismo) o darsi alla macchia.
Ovviamente mollò tutto: l'idea socialista di un mondo giusto, in cui le persone siano giudicate non dal loro status ma dal loro essere, era troppo forte. E furono vent'anni di esilio, prima scappando in Italia e poi in Francia, la patria degli esuli.
E per tanti anni fu difficile resistere alla tentazione di un potere che stava diventando sempre più forte in tutta Europa e che riscuoteva tanti successi economici (truccati) e di pubblico. Gli anni '30 fino all'inizio della guerra furono difficili; ed in fondo fu la guerra a sbilanciare tutto, altrimenti sarebbe finita come in Spagna con Franco al potere fino alla sua fine biologica.
Il bisnonno aveva ovviamente ragione, e organizzò per gli alleati un paio di cosette notevoli, per cui aveva poi a casa lo stato maggiore inglese, col bel ammiraglio che faceva la corte alle figlie sposate.
Fine del rewind.
Nella vita si imparano a volte le cose da una foto delle tre nonne nelle baracche fuori Parigi o da una di un Ammiraglio bellissimo: si impara che le idee e i principi non si mettono in discussione, si mantengono sempre e non sono in vendita. E che avere ragione, in politica come nella vita, nella scienza o nelle discussioni sul clima, è una cosa che dura a volta decenni, o anche un secolo. E che il fascismo, quelli che criticano senza sapere e ricriticano, quelli che fanno battutine e non rispondono quando le domande si fanno serie, quelli che gli altri fanno schifo, è purtroppo un sentimento che prende alcune menti e non le molla più. Aveva preso intere nazioni e un paio non le ha ancora mollate, malgrado guerre, bombe atomiche e insuccessi di tutti i tipi.
Sono cose che mi sono tornate in mente nei giorni scorsi, di fronte ad una scelta professionale e privata. Una scelta che ho già fatto un paio di volte, quando lasciai le FF.GG e quando anni dopo lasciai l'Italia. C'è un punto di non ritorno, un porto da salpare, una curva a U da fare, e va fatta. Indipendentemente da quello che dicono le altre persone e indipendentemente dai vantaggi materiali.
Semplicemente perchè le scelte vanno fatte in base a se stessi, davanti alla faccia di quello che sta allo specchio, ai propri pensieri ed emozioni che girano nella testa durante le lunghe notti insonni e silenziose, o a quelli che ti frullano quando leggi qualcosa di bellissimo.
E alla fine è pure facile.
(le foto le pubblicherò appena riesco a metterle insieme)
6 comments:
Guarda, tra i socialisti, come tra i fascisti, i comunisti ed i nazisti, ci saranno state anche brave persone e magari tuo nonno sarà stata tra queste, ma le 3 meschine ideologie politiche nate dall'illuminismo non è che fossero poi così diverse.
Purtroppo si tende a ricordare solo i massacri nazisti, quelli fascisti ed ultimamente quelli comunisti, ma i socialisti non furono certo da meno.
In Spagna i socialisti furono cacciati dopo le VIGLIACCHE CAMPAGNE di STEMRINIO portate avanti proprio dal governo socialista.
E i compagni socialisti dell'America Latina non ebbero nulla da invidiare ai loro cuginetti spagnoli.
Si può dire senza paura di essere smentiti che i nazisti e gli stessi comunisti non furono affatto i primi ad inventare le campagne del terrore contro i non "allineati" (preti, ebrei, gay etc etc).
I socialisti, purtroppo per loro, sono stati sempre avanti nel praticare violenza e morte.
Farli passare per angioletti o persone "moderne" vuol dire ignorare completamente la storia o travisarla del tutto.
PS: ovviamente tutto va contestualizzato all'epoca dei fatti, epperò la violenza è violenza. E l'unica differenza fra socialismo, comunismo, fascismo e nazismo era solo il nome sulla carta intestata. Per il resto erano solo una grande famiglia di fratelli coltelli.
France', era una storia personale, non aveva il pretesto di essere storica. Ed è un fatto che la sinistra italiana si sia schierata con gli alleati e abbia lavorato contro il nazifascismo.
E non è un caso che ho fatto un cut al 1945.
PS: se volevi commentare, avresti potuto dire da che parte stavano i tuoi di bisnonni e che cosa hanno fatto contro il fascismo.
FF.GG?
Mmhhh, credevo che si capisse abbastanza (anche perché già l'avevo detto).
Cmq per 2/4 parliamo di cattolici ferventi della Lucania fermi prima ai Borboni, poi alla DC e adesso alla Margherita.
Per 1/4 mio nonno materno era di Borgo Pio, romano da 7 generazioni, papalino papalino e ancora papalino. Zero tessere fasciste.
Un ultimo quarto erano le pecore nere della famiglia nel senso che tra loro ci furono effettivamente antipapalini.
Durante la guerra un nipote partì con l'esercito fascista e venne ucciso dai partigiani in un'imboscata, mentre mia nonna che essendo ci buona famiglia non veniva fermata ai posti di blocco, portava messaggi ai partigiani (ma non per motivi "politici" di militanza, solo per far finire la guerra).
Sarebbe bello se tutti recuperassero le storie delle proprie famiglie, perché quando si scopre che c'è qualcuno vicino a te che "sbaglia" o ha "sbagliato" dopo è più facile coprendere le ragioni del tuo prossimo ed essere meno "rigido" ed intrasigente.
Purtroppo molti non solo tendono a nascondere le proprie radici, ma addirittura ci aggiungono il carico da novanta (vedi Scalfari, Fo e compagnia).
Sì, sarebbe molto bello. Tipo sulla carta d'identità.. :-)
Mio nonno era del '24, il giorno dell'armistizio non aveva ancora 20 anni ed era arruolato da pochi mesi. Nessuno gli aveva detto cosa fare: a lui interessava solo tornare a casa, e allora si mise in viaggio. I tedeschi lo catturarono praticamente subito. Si fece un anno abbondante di konzentrationslager in Cecoslovacchia durante il quale scopri' cosa vuol dire veramente avere fame.
Messo di fronte alla possibilita' di aderire alla RSI e tornare a casa, non ebbe molti dubbi, lui che era sempre stato e che sarebbe sempre rimasto un repubblicano mazziniano (non di quelli che, come purtroppo capito' in Romagna, scambiarono il fascismo per la prosecuzione del Risorgimento).
Riusci' a tornare e riusci' anche a sopravvivere ai partigiani comunisti che lo volevano accoppare perche' aveva aderito alla RSI.
A volte l'unica cosa che conta e' riuscire a tornare a casa.
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