Da alcuni giorni in Germania impera la discussione sullo Stato Sociale con accenni particolari alle storture che un sistema comunque efficiente come quello tedesco può portare. Per darvi un idea della differenza con i discorsi sulle dentiste del nano imperante nel bel paese, qui il ping pong si è incentrato su un caso statistico niente male: il cameriere sposato con due figli guadagna meno che nella stessa situazione senza lavoro. In particolare guadagnerebbe sui 1400 euro netti (compresi i sussidi dello Stato) mentre come disoccupato di lungo corso (in Germania c'è uno schema legislativo chiamato in questo caso Hartz IV) starebbe sui 1500.
Il lungo corso da disoccupato è un costrutto sociale tedesco molto particolare che va capito a fondo: scatta dopo un anno di disoccupazione, nel quale si prende una percentuale consistente dell'ultimo stipendio, e teoricamente è illimitato temporalmente. Prevede tutta una serie di sussidi, non soltanto i soldi. Prevede anche che gli assistenti sociali ovvero gli ispettori del lavoro vadano a spulciare nello stile di vita della famiglia per evitare che degeneri in senso negativo ma anche che non ci siano lussi. Sono previste cose come il cinema e il teatro e viene sindacato sul tipo di macchina che si ha.
Il tutto si basa sul principio sacrosanto che, se uno quando lavora paga le tasse e ne paga molte, quando non lavora per motivi non suoi riceva un supporto dallo Stato e che lo stesso gli permetta di vivere una vita dignitosa insieme alla sua famiglia.
Poi ovviamente nelle pieghe della vita dignitosa ci sono due tipi di aberrazioni: il primo è che il principio è sacrosanto e illimitato temporalmente, per cui, se una persona poi sviluppa una specie di allergia al lavoro e si accontenta dei sussidi, può andare avanti ad libitum senza lavorare. Il secondo tipo è che alla fine ci sono lavori che rendono meno del sussidio.
Sul primo caso c'è stato un tam tam nei giorni scorsi su una persona che da decenni non lavora e che non riesce a lavorare; ha uno standard di vita basso, ma si accontenta. Sul secondo c'è un battage da giorni del leader dei liberali tedesco, Guido Westerwelle, con una serie di interviste alla Bild am Sonntag.
Le riforme che chiedono i liberali e che la Merkel sta elaborando col suo stile cattocomunista, riguardano entrambi i casi: chi non accetta lavori anche non qualificati deve vedersi ridurre i sussidi; che è un po' un dramma sociale in Germania, perchè poi alla fin fine vorrà dire che in alcuni casi si debba scendere vistosamente sotto la soglia della povertà.
Il secondo invece è il benvenuto discorso sugli ulteriori supporti alle famiglie con molti figli e in cui uno o entrambi lavorano. Qui c'è da dire che il livello base di supporto è già notevole, sia economico che per ciò che riguarda le detrazioni: gli assegni familiari sono cifre mensili di tutto rispetto e sono state aumentate in modo significativo nel 2010, e viaggiano verso i 200 euro a figlio, mentre sono state aumentate le detrazioni di una cinquantina di euro al mese.
Rimane il dilemma che in fondo il gruppo maggiore di pagatori di tasse sono quelli con famiglia e ridurre molto vuol dire decurtare gli introiti fiscali per cui tocca andarci con la mano leggera. Mentre il single di lungo corso è un caso statistico difficile da mungere.
In realtà per il sottoscritto il punto è un altro: a parte il fatto che sono direttamente coinvolto nella discussione, vista la progenie che aumenta, mi compiaccio del livello della discussione politica in Germania, anni luce dalle risate qualche ora dopo il terremoto e dalle mignotte a palazzo.
Qui si parla di numeri, di stipendi, di vita vera. Da voi è tutta un'inscenata televisiva.
3 comments:
Parliamo pure di ridurre i sussidi a chi non acetta lavoro, ma parliamo anche, anzi prima, di aumentare i salari, dato che riguarda un bel po' di gente in più. Se no direi che si va a finire come in Italia dove i working poor stanno diventando la magioranza. Voglio dire: è tanto facile sbecerare sui casi limite e utilizzare lo sdegno per aumentare la disuguaglianza sociale. Credo che si possano ridurre gli abusi senza smantellare i sistemi che garantiscono la dignità della vita, ma oggi non va di moda, non fa figo e non fa scrivere post quotati.
Livia Castelli
più mi addentro nelle regolette dei sussidi e più mi stupisco su come faccia lo stato tedesco a non fallire.
in italia non esistono cose del genere e continua ad affondare...
qui ad esempio se sei disoccupato ti pagano 3 corsi di java con annesso esame per i certificati della sun del costo di 7743,60 euro e in più il biglietto della metro (72 euro)... oltre ovviamente a darti il sussidio. devo dire che ringrazio di essere qui disoccupata che non in italia lavorante.
Anche lì comunque si fa un po' la politica dei casi limite. Si prende il caso peggiore (comunque raro) e giù.
Altra cosa interessante è che in assenza di una sana educazione civica il sussidio venga considerato troppo in generale come un purple salary, il che configura la possibilità che agisca da elemento di calmierazione dei salari (mi paghi meno del sussidio? meglio disoccupato). Alle volte i controlli non bastano ad evitarlo.
E... scusa il ritardo.
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