La prima, quella epica degli anni '50 e '60, dei tedeschi, dei John Glenn, del Saturno, fu messa alla porta (letteralmente) nei primi anni '70 da Nixon che riprogrammò tutto il programma spaziale statunitense intorno allo Shuttle.
La seconda ha provato a tirar fuori da un concetto al limite dell'assurdo, la navetta che parte come un missile e atterra come un'aereo, tutto il possibile. Bolden stesso viaggiò nella missione che precedette il disastro del Challanger e forse è una delle persone che professionalmente ed emozionalmente meglio può comprendere che tutto finì in quella fredda mattina del 1986.
Però tutto è andato avanti per altri 25 anni, con un altro incidente e una marea di soldi pompati in un programma che alla fine si è concentrato sulla MIR e poi sulla ISS.
Quest'anno si chiude baracca e non c'è neanche più un programma nuovo ad aspettare la incredibile marea umana di ingegneri. Stavolta non sarà più statale, perchè lo spazio di prima generazione, quella intorno all'orbita terrestre, ormai è un affare commerciale.
Appena ci saranno di nuovo soldi bisognerà pensare alla prossima generazione per la conquista di asteroidi e di Marte. Il business dei prossimi 200-300 anni. La prossima età dell'oro.
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