Giulietto Tremonti al suo massimo, in un intervista al Messaggero:
1. In effetti c’è un ”curiosum”. Prima del 1994, per Berlusconi neanche una multa per divieto di sosta; dopo il ’94 una vertiginosa concentrazione dell’azione penale.
Eh sì, soprattutto quel tizio che indagò a lungo negli anni 70 e poi divenne consulente Fininvest e finì condannato.
2. Vede, le idee (economiche) degli anni ’80 non è che fossero tutte invalide appunto in quel periodo. Non lo sono più adesso.
Forza Giulietto, forza. Non fare come Fonzie. Dillo, non è difficile. Ho sbaggglll...
3. Mentre gli altri avevano scritto nel loro programma elettorale la parola ”miracolo”, noi abbiamo inserito la parola crisi.
Ma a chi si riferisce? Al nuovo miracolo italiano?
4. Che la politica di sinistra la state facendo voi: è così?
Non so se è di destra o di sinistra ma so che abbiamo fatto una politica opposta alle aspettative caricaturali della sinistra.
Non so se è di destra o di sinistra. Diciamo che navighiamo a vista, cambiamo idea ogni cinque minuti. Oggi facciamo la tassa contro i ricchi petrolieri. Domani non lo so.
5. Avendo avuto la ”fortuna” di aver previsto in anticipo la crisi, la priorità è andata alla conservazione dello Stato sociale.
Ma fare le previsioni non era il male? L'avevi detto neanche una settimana fa.
6. La prossima la devo copiare tutta, perchè è così piena di iperboli, mezze veritá che diventano frasi bibliche e sempliciottate, che nemmeno viene voglia di commentarla:
Guardi la carta geografica dell’Europa. Come si presenta adesso, riflette un radicale mutamento dello scenario politico. Prima la politica si muoveva sull’asse destra-sinistra o viceversa seguendo una logica di pendolo, di ciclo. Ora siamo andati oltre quella meccanica di pendolo, nel senso che non trovi più la sinistra. La realtà è che la sinistra è marginale, e dove è al governo è in crisi. E’ il segno che non siamo davanti ad un cambiamento congiunturale, al vecchio pendolo appunto, bensì ad un cambiamento strutturale. Ad alta intensità politica e storica, una discontinuità radicale. Per mezzo secolo la sinistra europea ha avuto la sua matrice politica nello Stato sociale - ed è stato un bene per tutti - poi davanti ai limiti di bilancio imposti dal costo crescente di quella macchina è andata nella direzione opposta. Ha divinizzato il mercato, ha teorizzato la confusione della terza via. Adesso non parla più con i popoli, non ne interpreta le speranze, non ne comprende le paure. Artefice della globalizzazione, ne è la vittima
Ma non è che invece la sinistra ha vinto? Ma non è che se di fronte alla crisi tutti i governi, a prescindere dal colore, hanno coperto le spese sociali, alla fine la destra ha mollato le sue politiche liberiste pure ed è diventata di sinistra.
E soprattutto, ma se tutti fanno politica di sinistra, come si fa a dire che la sinistra ha perso?
Non continuo per pudore. Ma un paio di righe dopo dice di nuovo che la destra fa politiche di sinistra solidali. E per lui la conclusione non è che la destra ha sbagliato per decenni, ma che la sinistra non ha più significato.
E poi la chiosa finale sulla riforma fiscale del 2010. Non lo dice direttamente ma è lì tra le righe: nel 1994 vi hanno preso tutti per i fondelli.
7 comments:
Sulla sinistra pero' ha ragione, si è allontanta dal popolo (ora è la lega il partito del popolo) per tutelare minoranze insignificanti ma rumorose come gay, pacs, dico.
E, cosa assai piu' grave, ha abbracciato i dogmi del liberismo proprio nel momento in cui questo falliva miseramente.
Propose l'innalzamento di dazi alle frontiere dell'unione per permettere una riconversione del lavoro in tempi piu' dilatati e lo avete sbeffeggiato: beccatevi i salari europei che tendono a quelli cinesi e il progressivo impoverimento che ci ha regalato la delocalizzazione del lavoro.
Siamo l'unico paese che non ha erogato denaro pubblico teso a salvataggi verso le banche assassine.
Questo lo dobbiamo a Tremonti (non al governo bada bene, a Tremonti).
Sulla questione controversa di come lasciò i conti pubblici nel 2006 ho letto di tutto sia da una che dall'altra parte senza riuscire a farmi un'opinione e senza capire come siano andate realmente le cose.
red
Oggesu': con un popolo come "red" l'Italia davvero si merita governanti come Tremonti. Fortuna che me ne sono andato due decenni fa. Buona fortuna a chi e' rimasto.
em stai tranquillo che qui nessuno sente la tua mancanza, grazie comunque per gli insulti.
red
C'e' gia' stato un paese che ha praticato le politiche economiche protezioniste e populiste (inclusa la retorica illiberale) che tu e Tremonti proponete: l'Argentina di Juan Domingo Peron. Da uno dei paesi piu' ricchi del mondo, come era negli anni '30, e' diventato un'area economicamente disastrata con bancarotte a ripetizione. Il Brasile di Lula e la Cina di Deng Xiaoping, guidati da governi inizialmente di sinistra che hanno "abbracciato i dogmi del liberismo", hanno conosciuto una crescita mai vista prima. Che dire di piu'?
Il problema dell'argentina fu un'economia debole associata ad una moneta forte (parità con il dollaro).
Proprio come nel caso dell'italia grazie a questa moneta di m___a che ci ritroviamo e di cui ringraziamo la germania e i trichet vari.
Anche paesi come quelli dell'ex blocco sovietico (Estonia, Lituania) hanno adottato i dogmi del liberismo e stanno inguaiati come pochi come pure lo è UK.
Ti dimentichi di dire (piccolo dettaglio, faccio finta che te lo sia scordato) che la competitività della cina è resa possibile da condizioni di lavoro poverissime e dal braccio armato del regime.
red
I problemi dell'Argentina sono iniziati ben prima del currency board che agganciava il peso al dollaro: questo fu varato nel 1991, e funziono' benissimo nel fermare l'inflazione (che tra il 1975 e il 1991 era stata in media del 375% all'anno!) ma alla fine entro' in crisi per l'indisciplina fiscale, principalmente dei governi locali. Il peronismo inizio' a far danni negli anni '40, combinando il peggio del fascismo (autoritarismo, nazionalismo, paura degli investimenti stranieri) col peggio del socialismo (diffidenza verso il mercato, ampio potere ai sindacati, populismo). Una ricetta, in definitiva, molto simile a quella dell'attuale governo italiano.
Gli attuali problemi in UK, Irlanda, Spagna e paesi Baltici sono di natura diversa e molto piu' benigna: lo scoppio di una bolla creditizia, come tante ce ne sono state nella storia del capitalismo. La crisi asiatica del 1998 aveva origini simili, ed e' stata superata in pochi anni.
In Cina in realta' i salari stanno aumentando ben piu' rapidamente del PIL (vedi p.es. http://www.prlog.org/10410002-average-salary-in-china-china-income-statistics-from-china-statistical-yearbook-2009.html ). Il fatto e' che erano partiti da livelli bassissimi, e la loro crescita e' limitata non tanto dal regime quanto dal fatto che i 2/3 della popolazione ancora vivono nelle campagne, e il loro progressivo ingresso nel mercato del lavoro crea un eccesso d'offerta di manodopera che continuera' per decenni, anche all'attuale ritmo di industrializzazione.
Se c'è un idea stravagante e senza nessun con la realtà è proprio quella che la Cina sia competitiva per il basso costo del lavoro e il regime autoritario, se fosse vero molti stati africani sarebbero più competitivi della Cina, lì il costo del lavoro è più basso che in Cina e le dittature sono anche peggio.
Il punto è che l'apertura del commercio con l'estero ha fatto venire a galla una cosa che chiunque abbia mai avuto contatti lavorativi con la cina sapeva benissimo, che la produttività della manodopera cinese è anche superiori a quella occidentale, non per niente già nel medioevo la produttività dell'agricoltura cinese era il doppio di quella europea.
Oltre a ciò i problemi delle economie inguaiate nell scoppio della bolla creditizia sono stati causati dai Keynesiano come Tremonti, che pensano di spingere l'economia forzando i tassi di interesse verso il basso e così facendo alimentano la speculazione più azzardata.
I "dogmi del liberalismo" se si va a leggere Hayek o Friedman dicono ben altro, e la rigidità "monetarista" della BCE è stata una scelta che sta salvando le economie europee dai danni peggiori, mentre quella di Tremonti è solo una costrizione, non poteva fare diversamente.
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