Un bell'articolo punta il dito sugli scettici del GW e nota una cosa a cui di tanto in tanto avevo pensato anch'io: la maggior parte di loro sono metereologi. Persone abituate a lavorare sul breve termine e alle prese con la variabilità enorme del meteo.
In US, ma anche in Europa, sono personalità, perchè hanno un contatto diretto col pubblico attraverso la TV. Ma non sono climatologi e sono per loro natura tendenti ad avere a che fare con un'oscillazione maggiore neli risultati del loro lavoro rispetto ai climatologi.
È un problema che alla maggior parte delle persone sfugge, perchè in fondo sembrano occuparsi della stessa cosa; ma il clima (le variazioni sul lungo periodo di alcune variabili spaziali) e il meteo (la variazioni di >> altre << variabili in zone molto localizzate) sono due scienze completamente diverse.
Un po' un problema analogo in economia tra andare a fare la spesa al mercatino vicino casa e discutere un accordo al G8. Ed in fondo il problema nella comunicazione è lo stesso: le persone riescono ad immaginarsi la dinamica dei prezzi del mercato e si comprano le arancie provenienti da uno stato lontano senza lamentarsi. Ma quando si discute di globalizzazione, quasi tutti reagiscono come Tremonti.
1 comments:
Solo tu potevi mettere global warming e globalizzazione passando per Tremonti. Pere mele cavoli ma si senza un dato significativo alla mano buttiamola in caciara.
Ricambio con questo:
http://www.loccidentale.it/articolo/copenhagen%3A+la+fantascienza+insegue+i+soldi.0083168
che tra le tante dice una cosa interessante cioè che dietro i pareri dei sedicenti scienziatoni ai 4 formaggi ci sono i finanziamenti degli stati.
red
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