Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Friday, July 31, 2009

Talento puro

Io cominciai ad apprezzarlo per quella gara assurda proprio in Spagna, con una macchina che insomma, insomma, proprio performante non era. Pioveva tantissimo e Michelino partì malissimo.
Poi, dopo un paio i giri di assestamento, cominciò a fare traiettorie strane, esterne, che neanche Senna. E piazzò tempi di due secondi al giro più veloci di tutti.
Si mise dietro tutti e viaggò per tanti giri per 4 secondi al giro più veloci di tutti con la macchina che ballava come se avessi gli sci al posto delle rain. E non è una questione di meccanica o di motore o di aereodinamica. È come uno fa le curve, non con il volante, ma con l'acceleratore.
Quello a casa mia si chiama talento puro. E non ha niente a che fare con l'età. Ce l'hai alla prima gara con la Jordan a Spa nel 1991, quando metti una macchina scarsa al 7imo posto sulla griglia, e all'ultima in Brasile nel 2006, quando parti decimo, buchi, superi tutti in tutti i punti del circuito. Ce l'hai in Spagna nel 2009 e ce l'avrai a Spa una settimana dopo.
Ti siedi su una macchina nuova, la capisci subito e la usi fino all'ultimo.

Quasi un centimetren di felicitàten

Boris Becker e la sua nuova moglie, bellissima Lilly, aspettano un bambino. Per lui ho perso il conto. Per lei il primo.

Con saggezza

L'attuale direttore del Giornale parla del prossimo:
Vi lascerò poi nelle mani di un giornalista e di un direttore che conoscete bene. Sono sicuro che saprà portare avanti, con saggezza, il lavoro fatto da me, dalla mia squadra, da questa redazione e dai suoi collaboratori in questi anni.
A me un po' dispiace. Con Giordano avevo cominciato a leggere il Giornale, che si era dotato anche di un sito web accettabile. E almeno c'erano delle analisi, condivisibili o meno.
Ora si torna alla cacca nel ventilatore.

E capiamolo

Sulle differenze tra il crollo del PIL e la il non drammatico crollo dell'occupazione, il Foglio, invece di capire il fenomeno, se la prende con gli uffici di statistica non capaci, a dire dei geni foglianti, di misurare il PIL:
Resta da capire come si concili una flessione del pil di sei punti con un aumento della disoccupazione di un punto soltanto. Un mistero che fa dubitare della capacità degli uffici statistici, anche di Berlino, di misurare il pil, un insieme di beni e servizi meno visibile delle persone occupate o disoccupate.
Proviamo a capirlo: un'azienda che occupa un certo numero di persone ha un spettro di capacità produttiva abbastanza grande. In casi di stress produttivo riesce a produrre con le stesse persone molto di più della media, lavorando sugli orari (in parole povere con gli straordinari) e sulla produttività interna.
Al contrario, in periodi di magra, riesce a compensare anche qui con strumenti interni (far prendere tutte le ferie e le ore accumulate) e previsti dalla legge (visto che si parlava di Germania nell'articolo, uno su tutti il lavoro ad ore ridotte).
E in genere più l'azienda è grande e più ci sono queste possibilità.
Sarebbe stato interessante che il giornalista, invece di prenersela con chi misura i numeri, se la fosse presa con i numeri di per sè; se non gli piaceva il PIL, poteva prendere i dati della produzione tedesca, martelli pneumatici, auto, frigoriferi e quant'altro. E chiedersi perchè la disoccupazione non sia aumentata in modo esponenziale malgrado si producesse molto di meno (e non un 6% in meno come per il PIL, ma il 20% in meno che stanno vivendo tutte le aziende teutoniche). Poteva chiedersi un annetto fa il contrario, e cioè come mai di fronte al picco produttivo massimo del dopoguerra ci fosse ancora parecchia disoccupazione.
La risposta è una sola e si chiama tempo: una crisi del genere il sistema Germania la può sopportare per un sei mesi con effetti quasi nulli sull'occupazione. Se dura un anno avrà effetti minimi. Se dura due anni sono cavoli amari. Perchè le aziende grandi finiscono i metodi di compensazione interni e quelle piccole che producono per le grandi crollano a ruota con un effetto a valanga.
Aspettiamo con ansia un giornalismo economico che legga dietro ai numeri e non si faccia suggerire le analisi da Tvemonti. O che al limite quando parla di lavoro faccia scrivere gente che abbia lavorato almeno una volta nella vita.

Uno striscione

Dalle vostre parti 15 persone che vivono nelle tende da mesi e mettono uno striscione vengono trattate a pesci in faccia, tacciate con un "Quello che bisogna fare lo decidiamo noi". Ah quanta fatica per tenere tutta l'informazione minzolinata.

Quasi un centimetro di felicità

Wednesday, July 29, 2009

Ma con le puzzette del Berlusca ci fanno il profumo?

Il Foglio si rilancia nel genere lecchino letterario, in cui eccelle, per dire che sì vabbe, sono prostitute, no, non lo sono.
Sono i giorni in cui ringrazio di essere Ing e di guadagnarmi la pagnotta senza essere obbligato a leccare in quel modo.

E mica ci potevamo fermare a 91

Grazie in anticipo. E facci venire venire la pelle d'oca di nuovo a sentire i due inni che così bene uno con l'altra c'azzeccano!

Tuesday, July 28, 2009

Alimentatori

Dopo la sacrosanta sentenza che obbligherà tutti i produttori di hardware per telefonini ad usare lo stesso spinottino (quello della USB mini), adesso parte la seconda parte della guerra ai monopoli, questa volta più fina.
Si tratta di far sì che tutte le batterie abbiano un attacco uguale (tipo l'USB) e possano essere usati in emergenze ovvero scambiate fra loro. Qui un approccio amatoriale alla questione.

Moralità politica

Il Foglio tiene il punto sulle note spese che ha contestato al candidato segretario del PD Marino.
Non discuto il punto in questione, ma continuo ad osservare che fanno bene a fare il lavoro per cui vengono pagati e fanno ridere quando contestano Rep. sul Bordel-Gate.

Questioni epocali

Non sai se la comprerai, quando ti servirà e per quanto tempo ne avrai bisogno. Krugman spiega in un articolo semplice e illuminante il perchè il mercato non è la risposta nel caso dei costi medici, in particolare quelli per operazioni e terapie gravi.
Rimane una delle più gravi mancanze di un paese civile e avanzato come gli USA.

Sunday, July 26, 2009

Uno più uno

Felipe che starà lontano dai circuiti per un po' e la Renault squalificata per il prossimo Gran Premio per via del casino successo oggi. Con i due piloti, Alonso e Piquet Jr., appiedati.

Saturday, July 25, 2009

Traiettorie indescrivibili

C'è solo una situazione a cui tutti i progressi della sicurezza nelle automobili da corsa non possono mettere rimedio: l'oggetto vagante che ti prende in testa.
Era successo la scorsa settimana in Formula 2, con consequenze drammatiche, ed è risuccesso a Massa nelle prove di oggi. Un tuffo al cuore.

Cronaca locale

Lanciarsi con gli inliner sulle montagne russe del Trips Drill dalle parti di Stoccarda:

Giove

L'Hubble Space Telescope riprende la zona dell'impatto nel visibile.

Friday, July 24, 2009

La riga immezzo al viso

Il Foglio riesce nella stessa home page, uno dietro a l'altro, a mettere insieme una contraddizione di quelle che solo i giornalisti italiani si permettono: fa uno scoop su uno dei candidati alla segreteria del PD, andando a ritrovare un documento che fa in un certo qual modo intravedere dei trascorsi non puliti sul piano amministrativo. E subito sotto se la prende con Repubblica perchè sta scavando a fondo sui trascorsi non puliti del premier sul piano amministrativo (o forse anche penale, visto che la nuova legge sulla prostituzione voluta dal governo stesso potrebbe avere risvolti penali) e sulle sue strane ammissioni delle tombe antiche.

E adesso la TV in bianco e nero / 4

Così commenta Stefania Prestigiacomo alla notizia che nel DL anticrisi viene definito un commissario che farà la valutazione dell'impatto ambientale delle centrali nucleari:
Forse per rendere tutto più sempli­ce. Non crede?
«Complimenti. Questo significa che anche la Valutazione d’impatto ambien­tale di una centrale nucleare sarà nelle mani di un commissario. Ci rendiamo conto? In una sola persona si concen­trerebbero poteri attribuiti a organi col­legiali secondo norme dell’Unione eu­ropea, come la Via ma anche l’Autoriz­zazione integrata ambientale».
Come già accennato, il casino che scoppierà sulla decisione dei siti verrà gestito con modi autoritarie, tra un festino e una doccia gelata. Questo è il primo passo. Poi, dopo che avranno nominato i siti delle centrali e quelli dello stoccaggio, arriverà il bello: tra manifestazioni, cariche della polizia, e ola di lecchini che diranno di lasciarlo lavorare e interviste à là "non mi lasciano lavorare".
Tutto questo per una tecnologia sulla quale non ci sarà alcun progresso, ma verrà semplicemente comprata in Francia. E per una potenza installata che l'Italia può tranquillamente raggiungere col solare termodinamico e l'eolico spendendo un quarto.
Almeno si limitasse a ciulare, sarebbe meglio per tutti. Mandatelo a casa, vi sta rovinando il futuro.

Morale

Frattini ci dice che pagare qualcuno per fare delle dichiarazioni è immorale. Sono d'accordo.
Se però non fosse vero e se la storia raccontata e registrata dalla tipa che è stata col vostro PresDelCons la notte in cui hanno eletto Obama fosse vera, magari dovremmo discutere della moralità del raccontare per mesi frottole. A Bill lo fecero nero per molto meno.

Auguri

Wednesday, July 22, 2009

Fascismi moderni

Come si deve ridurre una straniera oriunda negli anni 2000, dopo anni di egemonia culturale sul tema degli immigrati di una destra schifosa; da leggere dall'inizio alla fine e vergognarsi per bene: la storia di Belen Rodriguez.
Da cui estraggo un pezzetto di storia italiana che tutti, i fascisti in primis, hanno dimenticato: io sono nipote di emigrati italiani, quelli che a milioni arrivarono nel mio Paese dall’Italia distrutta dalla guerra e furono accolti a braccia aperte.
E risparmiateci i commenti à là "la sinistra li ha fatti entrare tutti".

Ricette

Innovazione, brevetti, produttività, genialità, e poi una strategia semplice: selling high-margin machines that offer better support and superior end-user experience.
I risultati sono che la Apple passa indenne un anno di crisi mondiale anzi si presenta con numeri da azienda petrolifera.

Tuesday, July 21, 2009

Home Page

Il Giornale oggi raggiungere il massimo: nell'home page un paio di commenti contro il gossip imperante, un taglientissimo Facci contro Travaglio e i papismi e poi sotto le immagini di una giornalista USA a cui hanno fatto un filmino di nascosto in un albergo, mentre era nuda e dopo che la stessa ha diffidato tutti dal pubblicarlo.
E scrivono pure che il video è rubato.

Aridatece Previti

Qualcuno dica all'avvocato del Berlusca di smetterla di dire che gli audio sono stati montati ad arte. La tipa ha raccontato ai quattro venti che lei aveva una telecamera, non un registratore.
Per cui tra un po' potrebbero uscire pure i video.

Help

Domanda: il sottoscritto dovrebbe stare una decina di giorni in Italia. Ho già una USB stick con il 3G per il PC (con la SIM teteska). Esiste la possiblità di comprarsi una SIM carte prepagata o al limite con costo giornaliero per navigare (al meglio senza limiti di tempo o MB, ma se pure ci sono i limiti sopravviveremo)? Una carta insomma che non generi costi mensili (che me ne faccio?) e al limiti riuso quelle 2-3 volte che scendo..
A me, a andare in giro sui siti di TIM, Vodafone e 3 non mi sembra di aver trovato nulla del genere.

Tardo impero / ma lo dice qualcuno che questo è completamente andato?

Dagli audio di oggi; si vanta di fronte a quattro sgallettate di presiedere il G8:
che si chiama ora G8, poi sarà G14 con dentro India, Cina, Sud Africa, Messico , Egitto, Brasile. E poi G16... E io dovrò andare in tutti questi paesi e per un anno dare l'avvio alla gestione dell'economia mondiale che non si è reso possibile...Per cui è un organo che raccoglie i leader dell'80 per cento dell'economia che devono decidere di applicare le leggi dell'economia in un momento complesso di crisi...Io per avventura...io sono l'unico al mondo che ha presieduto due volte nel 1994 e nel 2002, non c'è nessun altro che ha presieduto due volte...Siccome si va a sedici, uno deve stare lì, e si fa un anno ciascuno, ora sono in-su-pe-ra-bi-le...tre volte! ed è un grande risultato per l'Italia

Impatto su Giove

Quindici anni dopo l'impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 su Giove, impatto che ebbe una risonanza enorme e fu il primo live event vissuto sul web, ci si ritrova in una situazione simile. Stavolta però l'oggetto non è stato identificato preventivamente ma solo dopo l'impatto.
Ed in effetti erano giorni che nei circoli astronomici non si parlava d'altro che di una macchia scura su Giove della stessa forma e colore di una di quelle viste 15 anni fa. E dalla NASA è venuta la conferma, con una foto agli infrarossi che non lascia dubbi.

We choose to go to the Moon / 5

We choose to go to the Moon / 4

Su un aspetto JFK ci prese in pieno: raddoppiare la posta dopo i successi sovietici di fine anni '50 e inizio anni '60 avrebbe alla fine fatto vedere i limiti del sistema sovietico nel ridistribuire progresso e ricchezza per poi favorirne di nuovi.
Ed è proprio qui che la corsa alla Luna ha fatto da spartiacque e ha decretato la vittoria tecnologica statunitense che sarebbe poi diventata politica dopo vent'anni di agonia brezneviana.
E il distacco tecnologico e prodottivo si può leggere tutto nel progetto che i sovietici misero sù, malgrado poi ufficialmente negarlo per decenni, col fine di portare un cosmonauta sulla superficie del satellite terrestre.
Cominciamo dal vettore, l'equivalente del Saturn: in codice si chiama N1 e ha una configurazione tra l'incredibile e il pazzesco, che a farla funzionare nemmeno un Einstein ci sarebbe bastato. Cinque stadi cinque per portare il modulo di servizio e il modulo lunare in orbita alta e poi fallo immettere in orbita lunare. Teorie alla mano, più stadi si hanno in una missione complessa come quella lunare e meglio è. E, teorie alla mano, un numero tra 5 e 7 sarebbe il miglior compromesso. Solo che aumentare a dismisura il numero di stadi vuol dire anche aumentare la complessità del sistema di controllo, aumentare il numero di motori a propulsione, pompe, sistemi di raffreddamento e di controllo. Insomma, alla fine tre era il numero perfetto e malgrado ciò anche al Saturn toccarono un certo numero di glitches, problemi di accensione, oscillazioni e instabilità nella combutione. Però il pezzo da novanta dell'assurdità dell'N1 è e rimane il primo stadio. Confrontato con i cinque motori giganteschi dell'equivalente USA, i 30 e passa motori dell'N1 fanno venire i brividi: se uno può pensare che dividendo il numero degli stessi si può raggiungere una maggiore stabilità, beh siamo completamente fuori tiro. La stabilità del tutto è un gioco d'azzardo incredibile, come poi si è rivelato nei 3 falliti lanci, uno dei quali con un tributo di vite umane enorme.
Il modulo di comando poi tradì l'approccio tipico russo di riusare tutto; infatti si basava sulla Soyuz, che negli anni '60 aveva problemi enormi di affidabilità e che divenne solo più tardi quel cavallo di battaglia del programma sovietico. Solo che il compito che aveva sarebbe stato difficilissimo, in particolare per quello che riguarda il controllo automatico. Infatti l'orbita lunare non avrebbe più permesso al centro controllo di Mosca di manovrarla in tempo reale da terra, altra pecca che il programma russo si è portata dietro per decenni e sostanzialmente causata dalla mancanza di sistemi di controllo informatici automatizzabili.
La ciliegina sulla torta è il modulo lunare, l'LK. A voler fare i pigri si potrebbe dire che è una copia dei primi studi sul LEM americano. A voler vedere i dettagli tecnici, fa un po' paura. Con un radar dalle dubbie capacità e senza elettronica, un astronauta avrebbe dovuto fare il lavoro sporco e guidarlo a manina fino all'allunaggio, senza avere però l'intero sistema di controllo che permise ad Armstrong l'atterraggio manuale 40 anni fa. La missione ne prevedeva due, uno con cui atterrare e uno con cui ripartire, che avrebbero dovuto distare poche centinaia di metri, anche qui challange niente male se i sistemi di guida inerziale non sono affidabili. Il cosmonauta sarebbe sceso da uno, avrebbe fatto la passeggiata e sarebbe risalito sull'altro.
Per anni si fece il nome di Juri Gagarin come il prescelto per una missione così rischiosa. Ma poi lo stesso pilota si schiantò all'inizio del 1968 mentre il programma era già in panne per via dei problemi della Soyuz. L'N1 fece una fine ingloriosa e, dopo 3 tentativi l'ultimo dei quali nel 1972, fu abbandonato.
La chiosa mia è tutta politica e non da Ing.: c'è un proverbio che dice che non si può succhiare sangue dalle rape. Forse è un po' ingeneroso, ma un sistema politicizzato, contralista e basato su alcuni centri di ricerca poco supportati dall'industria, alla fine un'impresa del genere non la può raggiungere. Ha dei limiti strutturali e così come nel campo automobilistico riesce a produrre solo una Trabi, con tempi di attesa vicini al ventennio, non riesce ad andare più in là di alcune missioni spettacolari sì, ma senza ritorno industriali. Che non hanno permesso alla nazione intera di "crescere" tecnologicamente ma hanno solo creato uno stress incredibile su un gruppo di scienziati molto ristretto e che le ha provate tutte.
Fino a dover ammettere a denti stretti una sconfitta che sarebbe diventata politica vent'anni più tardi, ma che era evidentissima 40 anni fa, quando Niel Armstrong lasciò il pad del LEM e mise il piede sulla Luna.

Monday, July 20, 2009

Arrampicatore di specchi

Ghedini dice che le registrazioni sono false.

La scarsezza della Fallaci

Come descrivere una cosa senza averne capito niente; come parlare di una conquista tecnologica sperando di vederci un quadro di Raffaello; come non saper distinguere tecnica e creatività umana; come smerdare centinaia di persone che si sono fatte il mazzo per vincere una scommessa che era sì tecnologica ma anche politica; come dare dell'idiota ad una persona che era semplicemente un tranquillo professionista.
Tutto questo e altro ancora nell'articolo della Fallaci che descriveva lo sbarco sulla Luna. Dopo mesi e mesi passati a rompere le scatole a tutti gli astronauti e tecnici fino al punto che la prendevano tutti in giro, l'Oriana nazionale ha sputato fuori tutto il suo astio verso quella tecnologia che non capiva e non capirà mai.
Incapace di distinguere tra scienza e umanesimo.

Entry strategy

Tre giorni fa speranzosi al Foglio dicevano che la campagna sui festini del premier era finita e che a La Repubblica cercavano una exit strategy.
Oggi Rep. pubblica gli audio delle registrazioni della Patrizia.
Volenti o nolenti, a Largo Fochetti stanno dettando l'agenda politica da mesi. E questo si chiama, volenti o nolenti cacca o mignotte, giornalismo.

Mah

Victoria e Ambra.

Non è la RAI in salsa tedesca

Continuo imperterrito a utilizzare la trasmissione degli anni '90 come spartiacque culturale per l'Italia che si stava trasformando in sultanato. Stavolta con un esperimento simil-analogo, una trasmissione estiva tedesca con sgallettate che si agitano come ossessi in piscina, al mare, a fare il grill. Rigorosamente vestite pochissimo.
Ecco, una trasmissione del genere in prima serata al Sabato ha fatto un flop clamoroso. Non la vede quasi nessuno.
Non voglio esagerare coi paragoni, ma il misto fra mancanza di possibilità di lavoro coniugato con una maggiore emancipazione, rende l'harem del sultano vuoto.
Però siamo sicuri che il format lo importano subito. E poi via alle selezioni, con 50mila ragazze a Cinecittà.

Sunday, July 19, 2009

E adesso la TV in bianco e nero / 3

Nei prossimi mesi decideranno i siti, e lì ci sarà un bel casino; che il vostro PresDelCons, tra un festino e l'altro, proverà a coprire con finanziamenti speciali ai comuni a cui tutti faranno la ola e diranno "lasciamolo lavorare".
Poi daranno gli appalti e lì ci sarà la sorpresina.

Tardo impero / il lapis

Dal libro su Papi di Travaglio, la testimonianza di una delle tipe che andavano ai festini in Sardegna:
Poi lunghi intermezzi con Berlusconi che si trastulla con uno strano temperamatite parlante e gemente:
"Era un omino di gomma colorata con i pantaloni abbassati sul di dietro.
La matita si infilava proprio lì: quando lui ruotava il lapis, il pupazzetto
si lamentava e lui rideva come un pazzo. Sembrava di essere in
una puntata di Csi con il classico schizofrenico...".

Bias

Giorni fa mi era capitato di leggere un lancio di un articolo dello Zeit sul Foglio; e, siccome non avevo comprato lo Zeit e l'articolo non era disponibile online, ho creduto alla ricostruzione del Foglio, che parlava di un articolo favorevole a quel tipo che, tra un festino e l'altro, presiede il consiglio dei ministri a Palazzo Chigi.
Poi da qualche giorno è online l'articolo intero (in Tedesco), che distrugge il giornalismo italiano con osservazioni ovvie per tutti i giornalisti non-italiani, e devo ammettere che mi ha fatto pena il tipo che ha scritto per il Foglio.

È sempre colpa di qualcuno

La crisi economica di questo fine decennio vista con la lente del "è colpa di qualcuno". Tocca agli economisti.
Funziona così: se si vince la guerra fredda, il merito è della politica. Se si manda via Saddam, il merito è delle politica. Se si va sulla Luna, il merito è della politica.
Se si perde in Vietnam, la colpa è dei militari. Se non si controlla l'Iraq, la colpa è dei militari. Se muoiono gli astronauti del Challanger, la colpa è della NASA.

Saturday, July 18, 2009

Now, how would you feel, Mrs. Armstrong, if it turned out ...

Quando c'era lui (Delio)

Go, baby Go!

Si è spento ieri Walter Cronkite, il veterano dei giornalisti USA, colui che commentò tutte le missioni della NASA negli anni '60, dagli insuccessi dei Vanguard al lancio delle Mercury, delle Gemini e a tutti il programma Apollo. E che rimase per vent'anni alla guida del TG della CBS.
And that's the way it is: July the 17th, 2009.

Friday, July 17, 2009

We choose to go to the Moon / 3

Eccovi la sorpresina di cui si parlava nei giorni scorsi. Il Lunar Reconnaissance Orbiter ha fotografato tutti i siti degli allunaggi e si vedono i resti dei LEM. Le foto stanno in calibrazione; questa è quella raw del sito dell'Apollo 11.
Le foto migliori sono quelle delle ultime tre missioni, in cui si vedono le strisce percorse con il Lunar Rover:

We choose to go to the Moon / 2

Il cambiamento epocale che segnato dal progetto Apollo ha causato poi una lenta rivoluzione sociale che ha portato ad una proliferazione di una professione tutta speciale, la mia. L'ingegnere insomma inteso come il fissato per la tecnica, per le cose complicate e volutamente non semplificate. I dispositivi di controllo, le procedure lunghe e laboriose, la circuiteria, i computer.
Di questi rappresentanti il mondo ne è pieno e fanno un lavoraccio sporco, molto settoriale e mentalmente annodato. Un lavoraccio che ha una caratteristica evidente a tutti: nessuno ci capisce una mazza tranne quelli che l'hanno fatto e l'unica speranza è che abbiano scritto un bel manuale.
Tipo quello che lavorò al Lunar Rover, la jeep che scorrazzò gli astronauti delle ultime tre missioni lunari in giro per la Luna. Che aveva un pannello di controllo fatto a piede di cavallo. Pieno di pulsanti che non si usano quasi mai e che quando sei nei guai di costringono a sforzi logici sovrumani:

Thursday, July 16, 2009

Epidemie

Non se ne parla ormai da mesi dell'epidemia suina; oggi ritorna in prima pagina perchè se l'è presa la moglie di Blair.

We choose to go to the Moon / 1

Difficilmente avremo un altro presidente USA che aveva la carica espressiva ed emotiva di JFK; e quelle parole dette alla Rice University hanno cambiato la storia dell'umanità; no, non è uno scherzo o una bufala, come da tanti anni tantissimi scemi dicono (aspettate la sorpresa della NASA, e poi rideremo un po').
La conquista della Luna è stata un passaggio economico e tecnologico centrale per cambiare il substrato su cui poggia la nostra civiltà: ha spostato una quantità enorme di denaro dal pubblico al privato per un'impresa nel 1961 considerata impossibile e che poi fu realizzata. Materiali, informatica, processi decisionali, project management e orgoglio nazionale.
Fa ridere sentire chi ridacchia sui computer a bordo del LEM o della sala controllo di Houston e paragonarli con i computer di oggi: fa ridere perchè innanzitutto per il volo inerziale interplanetario o per il controllo del radar basta pochissima potenza di calcolo. Ma soprattutto fa ridere perchè prima quei computer non c'erano per niente. Ne esistevano al massimo qualche decina stipata nei centri militari o delle poste.
E la NASA spinse tutti i suoi contractors a creare l'incredibile in dieci anni.
Nei decenni successivi, leggi di informatica alla mano, la potenza è cresciuta in modo esponenziale. Ma in quegli anni passo da zero a 64k. E quell'impulso vale molto di più del core duo che sta sotto al mio Mac Book.
Fa ridere sentire chi non ha capito cosa è stata la Luna per cambiare il veicolo delle informazioni che tanto ha significato per la libertà in tanti paesi del mondo. Fa ridere perchè non hanno ancora capito quel'è la differenza tra avere dei principi e comunicarli, avere la libertà e farla vedere.
Godetevelo e segnatevi quelle parole: not because they are easy, but because they are hard.

Wednesday, July 15, 2009

E adesso la TV in bianco e nero / 2

Persi nell'ecceitazione dei decreti sulle centrali nucleari che verranno costruite in Italia, i giornali italiani si sono persi il completamento dei primo mega generatore eolico nel Mare del Nord, a 40 Km dalla costa.
Un gigante di 180 metri con una potenza nominale di 5 MW; e in quella regione c'è una buona possibilità di avvicinarvisi.
Una foto vale mille parole per rendersi conto delle dimensioni.

Scosse

Faccio come D'Alema: nei prossimi giorni dalla NASA ci saranno delle foto molto interessanti. Prepariamoci per delle scosse.

Segno dei tempi

El Pais dedica un articolo interessante ai tre uomini che hanno cambiato il nostro modo di pensare, Galileo, Darwin e Armstrong.
I primi due decisamente uomini di scienza; il terzo, un ingegnere.

Monday, July 13, 2009

Solidarność

Domani, per solidarietà, da queste parti si sta zittini.

Sunday, July 12, 2009

Lo sport più bello del mondo ...

... si vede dal vivo.
Ieri le prove libere e le qualifiche, con un tempo da lupi; nuvoloso, pioggia a tratti (proprio durante il Q2 e parte del Q3), temperatura sui 15 gradi, ma un vento freddo che massacrava.
Che dire? Il 'Ring' è spettacolare, rinnovato in tutte le sue strutture e con un sacco di attrazioni, tra cui le montagne russe che raggiungono i 220Kmh in 2,2 secondi.
Le qualifiche sono state un alternanza caotica di prestazioni. Io ho la fortuna di stare vicino ad una piega che sbilancia le macchine ad una velocità di 200Kmh, per cui si è visto bene chi ha il retrotreno messo meglio: Red Bull su tutti; poi, ci crediate o no, la McLaren di Hamilton, che si comporta in modo totalmente diverso da quella del compagno di squadra. Dietro Ferrari e Brawn praticamente simili nel tratto dove sono io. Massa scala più strano di Kimi; il brasiliano scala immezzo alla piega e pare divertirsi un mondo.
Oggi condizioni di tempo altrettanto pessime, nuvole e forse pioggia intermittente. Con la variante simile a Spa, che le nuvole sono basse e veloci, per cui ci possono essere tratti bagnati e altri no.
PS: dopo le prove ci sono state le qualifiche della Porsche Cup. Solo per dire che, dopo un'ora di Formula 1, le Porsche sembrano macchine silenziosissime.

Friday, July 10, 2009

Thursday, July 09, 2009

E adesso la TV in bianco e nero

L'Italia si dota di un impianto legislativo per il nucleare da fissione. Con un orizzonte temporale di più di un decennio, resteremo sempre gli ultimi che, invece di investire in eolico e solare termodinamico, compreranno centrali nucleari francesi e le faremo difendere all'esercito.

Tuesday, July 07, 2009

Basso impero

Era un po' che non si parlava dei dettagli tremendi delle storiella pecorecce su Palazzo Grazioli; oggi un particolare adorabile:
Berlusconi le ha regalato qualcosa?
"Due statuine e alcuni oggetti di bigiotteria".
Bigiotteria? O gioielli?
"Se mi dicono gioielli penso a Tiffany... In questo caso parliamo di bigiotteria: ciondoli di tartarughine e farfalle. E anche due soldatini"

Solo l'idea di regalare due soldatini a una donna mi fa venire i brividi sulla schiena.

Monday, July 06, 2009

Moralisti di destra

Fanno il family day, sono contro i Dico, poi convivono con un'altra, e in data odierna si separano.

E dei fischi non parlarne mai

È curioso come passano completamente inosservate le trombate diplomatiche che l'Italia sta prendendo un po' dappertutto nel mondo. Oggi tocca alla presidenza del parlamento europeo, a cui uno del PdL. Trombato.
E questo dopo giorni di strombazzamento.

Sunday, July 05, 2009

Scampata bella

La stupidaggine delle new town, uno dei concetti più deboli e controproducenti dell'architettura moderna, non si farà.

Il circuito più bello del mondo

Il prossimo fine settimana ci si trasferisce al Ring per vedere la Formula 1.
Qui Jackie Stewart spiega il circuito, quello vecchio da 23Km. Una frase su tutte: non sono mai riuscito a fare un giro senza errori.

E qui guidato da Heifeld in un giro dimostrativo:

Saturday, July 04, 2009

Grandi statisti

Al Foglio fanno finta di niente, e continuano a dipingere un Italia super-strategica con politici statisti che hanno visione e pensano al futuro del pianeta. Del torcicollo e delle docce gelate fatte mentre fuori il mondo cambia per davvero, neanche una traccia.
Poi, a fine ubriacatura, Giulianone continuerà a ripetere che il berlusca era un grande statista, che ha rafforzato l'immagine dell'Italia e via e via. Come per Craxi.

Friday, July 03, 2009

Chissà perchè

L'iphone e l'ipod touch si agganciano a qualsiasi rete in meno di un secondo e via, mentre spesso l'airport del MacBook ci mette parecchio, fino a più minuti, a farsi dare un indirizzo IP valido.

Uno a uno palla al centro

Qui si sta scatenando un diluvio come quello di cui ho letto ieri sui giornali romani.

Per Giove

Ci sono anche i satelliti.

Per i puristi, 1.5s di esposizione con una D40x e un 300mm. Sulla destra Ganimede, sulla sinistra Callisto, sulla destra attaccato a Giove si intravede Io. A destra fuori campo mu-Cap. Ho provato a aumentare l'esposizione per vedere Nettuno, ma l'atmosfera umidiccia non ha aiutato.

C'è posta per me

Vi adeguano i costi delle tariffe postali, ovviamente con rialzi draconiani. Da Rep:
Aumenti consistenti anche sull'invio delle raccomandate all'estero. Una raccomandata da 1 a 2 chilogrammi destinazione Australia una settimana fa costava 24,50 euro, adesso ben 34 (con un rincaro del 40%). Peggio il paragone con 3 anni fa quando la stessa avrebbe richiesto l'esborso di soli 15,55 euro (+130%) . Per lo stesso plico diretto in Germania la tariffa è passata negli ultimi giorni da 12 a 19 euro. Per il viaggio inverso l'invio costerà 14 euro, secondo il sito di Deutsch Post.
Solo per dire, ma per il viaggio inverso il costo è fino a 14 euro. Per la precisione si va da 65 centesimi per le lettere a 14 euro per i pacchi tra uno e due Kg.
Sono aumenti senza senso, sia per le percentuali dei rialzi sia per i prezzi in sè. E favoriranno sempre più gli acquisti online dai siti europei, tipo i tre amazon francese, inglese e tedesco.

Vincenzino

Lascia il calcio giocato e allenerà una delle giovanili della Maggica.
PS: se l'avessimo fatto abbastanza, ancora grazie per quel derby.

Thursday, July 02, 2009

Le legende alla fine finiscono

E tra queste quella che la NASA non sia mai andata sulla Luna. Il LRO, Lunar Recoinassance Orbiter, ha mandato le prime foto con risoluzione intorno al metro. Nelle prossime scansioni dovrebbe capitare anche una delle piane delle missioni Apollo. Così finirà la buffonata decennale contro l'agenzia statunitense.

Una società ...

... che non riesce a garantire le cure mediche a persone che hanno lavorato e pagato NON È una società.

È sempre stato assolto

Una delle vulgate più strane che si è sviluppata negli ultimi anni in Italia è quella che il vostro PresDelCons si è trovato sì coinvolto in un sacco di processi, ma ne è sempre uscito assolto.
La questione di come decine di suoi avvocati e i ministri della giustizia abbiano lavorato di fino su leggi di tutti i tipi fino a farne una, il lodo Alfano, ad uno e consumo solo di alcune cariche dello Stato, è una questione troppo complessa per passare come messaggio. Solo la parola Lodo, ad esempio, è un qualcosa che la maggior parte delle persone non capisce.
In questi casi ci si inventa una strategia aggressiva, fatta di parole semplici e diretta; non certo articoli di questo tipo. Strategia rischiosa, perchè la giustizia è un tema complesso e le semplificazioni non aiutano. Però l'unica in grado di ribaltare un senso comune così consolidato sono parole facili.