La storia cominciò negli anni '80 con i programmi e i giochini per le piattaforme che all'epoca andavano per la maggiore, Commodore 64 e Spectrum. Continuò con i PC IBM, del quale una delle serie (mi sembra la 386) prometteva una protezione del software a livello hardware. Poi i Mac, la Playstation, quella portatile, la XBox, l'iPhone.
Tutte decisioni di aziende che hanno pensato di proteggere i propri investimenti mettendoci sopra un qualche sistema che bloccasse la copiatura, invece di capire la socialità degli apparecchi che avevano sviluppato; un po' come se Gutenberg avesse pensato ad un sistema per evitare che i libri si scambiassero.
La serie ha avuto ieri l'ennesimo epilogo, col crack del DRM messo da Amazon sui libri. E qui saranno cavoli amari, perchè Amazon su quel DRM c'ha costruito un "business model"; il Kindle e la sua carta UMTS sono infatti venduti vergognosamente sotto-prezzo (la carta addirittura non ha costi) perchè l'azienda statunitense ha calcolato di guadagnarci con la vendita di libri e giornali.
Ora ci sono due possibilità:
1. Cominciare la lunga e inutile corsa degli aggiornamenti del firmware. Ad ogni crack una contromossa, un update sparato in tutti i kindle con varianti orwelliane (tipo una versione del firmware che verifichi se uno ha caricato robba sbloccata e lo dica alla casa madre).
2. Pensare. Pensare a come le persone usano il dispositivo, agli aspetti positivi dell'interazione tra le persone e al valore aggiunto della comunicazione. Pensare un altro po'. E tirarci fuori in qualche modo un modello in cui ci si possa guadagnare. Ma smettere di credere due cose: che le persone non parlino tra di loro e che il prezzo di un oggetto lo possa fissare chi quell'oggetto lo produce.
3 comments:
Il prezzo dell'oggetto lo formano due cose: la produzione e il mercato.
Se il mercato decide che il prezzo giusto e' 100, ma la produzione dice 200, chi prevale?
Se prevale il mercato, il produttore deve trovare un modo di rientrare dei costi e magari guadagnarci sopra qualcosina; altrimenti, non si produce e basta (oppure si spera che il mercato sia disposto a pagarlo di piu').
Mettiamo che Amazon non sia capace di trovare un business model alternativo e che la pirateria dilaghi oltre il livello di guardia: preferiresti a questo punto un Kindle da 500$ o nessun Kindle?
I produttori di videogiochi si sono gia' trovati di fronte a questa scelta, e non pochi hanno scelto la seconda opzione (ovvero non sviluppano piu' per PC ma solo per console, in modo da limitare i danni).
Possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, ma alla fine la regola e' sempre una: posta di fronte alla possibilita' di non pagare (anche poco), la gente non paghera'.
(precisazione: con questo non voglio dire che approvo certe pratiche di DRM invasive)
carletto, l'invito a "smettere di credere [...] che il prezzo di un oggetto lo possa fissare chi quell'oggetto lo produce" contraddice spettacolarmente quello che tu stesso dicevi in un'occasione simile (iphone? netbook? non ricordo) sul tuo stesso blog non piú di un annetto fa, forse meno. all'epoca sostenevi che i prezzi in una moderna società di mercato potessero e dovessero essere del tutto svincolati dai costi di produzione, o sbaglio?
peraltro, scusa, a pensarci meglio non capisco il senso della tua filippica. il crack di cui parli permette di leggere un file comprato da amazon anche su un reader sony, sostanzialmente. la tua tesi è che l'hardware venga venduto sottoprezzo (cosa di cui dubito un po', visto che i prezzi del lettore sony sono allineati e quelli dell'eeereader si annunciano significativamente piú bassi) e il software (per così dire), cioè i contenuti, sovraprezzo. ma a questo punto non capisco bene il senso della tua affermazione, visto che questo crack finirà potenzialmente per avvantaggiare altri dispositivi (sony in primis). paradossalmente, se le tue stime sui costi avessero un fondamento, amazon dovrebbe rallegrarsi per ogni e-book venduto e per ogni kindle *non* venduto, o ti ho frainteso?
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