Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Thursday, December 10, 2009

Climagate, bugie e videotape

(scusate, il post è lungo, ma sono settimane che non riesco a dormire; e qualcosa devo pur fare la notte oltre a leggere sul Kindle)
Mi sforzo controvoglia di scrivere di quello che è successo nei giorni scorsi e dei casini intorno al Climagate. Mi sforzo perchè in giro si legge di tutto, perchè persone che non sanno nemmeno cos'è una serie, parlano di trend; perchè persone che sanno di termodinamica quanto il mio dalmata fanno i gran professori di sistemi climatici; e perchè adesso gli hacker ci hanno svelato il grande arcano, aspettando con ansia le rivelazioni prossime venture sull'11.09 e sull'allunaggio.
Per seguire il path utilizzo un pezzo di quelli che "la destra italiana è smart come quella americana" scritto da uno che fa le medie dei sondaggi; così, giusto per capirci.
Cominciamo:
1. Le figure dei climatolici. Ci sono due-tre persone che tirano le fila di tutti. I gran visir del global warming. Jones e Mann. Senza di loro, il nulla. Jones "possiede" le serie storiche delle temperature.
Questa è la scienza come la si può descrivere su Topolino. Ci sono al mondo almeno un migliaio di scienziati che lavorano in modo attivo sulla questione. Ci sono serie e dati a go-go, pubblicati e online. In formato raw e processato. Di istituti governativi e privati. Americani e non. E parlano purtroppo tutti nello stesso modo. Numeri e dati. Niente di più. Stanno qui.
2. Gli scienziati hanno fatto lobbying, in modo sporco. Hanno fatto in modo che articoli non venissero pubblicati, hanno isolato alcune persone.
Ohhhhh. Ohhhhh. Quanti ne volete di esempi uguali a quelli del "climagate"? Quanti scienziati con nomi altisonanti si sono messi dietro a teorie, giuste o sbagliate che siano, e hanno esercitato pressioni interne al mondo scientifico e anche in quello politico. Giorni fa ho scritto dell'etere. Non ho scritto dell'ostracismo che toccò ad Einstein su argomenti che poi si sono rivelati corretti (quelli sulla relatività ristretta) e di come lui poi si comportò in modo analogo su altri argomenti (la costante gravitazionale) poi rivelatisi sbagliati.
Il fare lobbying a me sembra una cosa normale; può diventare pure baronaggio. Però non regge se dietro non ci sono teorie solide e basi di dati altrettanto solide. Quelle del link di cui sopra. Indipendenti dall'istituto che è stato coinvolto dalla storia delle email.
Il fare lobbying è uno degli aspetti vitali e fondamentali dell'americanismo che gli stessi che oggi si stracciano le vesti vogliono difendere. Dov'è il problema a difendere le proprie idee in modo veemente? Si chiama potere, e la scienza non è una dinamica esterna agli uomini.
E lobbying lo fanno, a ragione, anche quelli che in questi anni hanno proposto altre teorie sul GW. E si sono fatti anche finaziare da società che avevano interessi un po' particolari. Qual'è il problema?
3. La centralità dei dati in possesso alla cricca.
Non è così. I dati che avrebbero nascosto, taroccato, riusato e quant'altro sarebbero I DATI... gli unici DATI. No, sono solo alcuni dei dati. La scienza non funziona così se non ci fossero altri scienziati in un'altra parte del mondo che non facessero misure analoghe. E poi i satelliti della NASA. E quelli dell'ESA. E quelli dell'agenzia spaziale Giapponese.
Ammesso e non concesso che gli scienziati in questione avessero fatto tutto quello che gli si ascrive, non vuol dire una mazza. Non sono quelli i soli dati su cui si basano le analisi del GW. Non sono quelli gli unici due scienziati che hanno tutti in mano come burattini.
Due persone e un istituto gestirebbero un migliaio di persone, decine di altri istituti nel mondo, agenzie spaziali, satelliti e downlink dei dati, tarano i palloni sonda al polo sud, corrono per rimodificare i profili di temperatura ottenuti con i radar a terra in Nuova Zelanda, ...? L'hoax dell'11 Settembre mi sembra a confronto molto più serio.
4. Trick.
Lo dico per quelli che si stanno emozionando dopo aver letto la parola trick. Calmatevi. Si usa nel gergo corrente e vuol dire ben altro. I dati che si misurano hanno un problema intrinseco che si chiama mi-su-ra. Non voglio fare il professorino, ma la misura in sè è un processo. Quando io piazzo un termometro, un igrometro, uno spettrometro o qualsiasi altro strumento, lo devo ta-ra-re. Utilizzo un processo con degli altri strumenti per far sì che le misure siano corrette.
Poi succede che a volte gli strumenti durante le misure diano risultati errati, perchè si sono starati o perchè la taratura non era corretta. Succede tutti i giorni. Un orologio è così e voi, di tanto in tanto, rimettete a posto le lancette.
Il fatto è che spesso i dati grezzi sono cannati. Uno ci prova e ci riprova. Ma non c'azzeccano. E di queste basi di dati inutilizzabili ce ne sono tantissime. Questo era il trick. Questo era il database non utilzzabile e scartato in quel modo brusco. Io non commento il tono di chi ha preso quella decisione. Posso dire che a me sucede a lavoro di essere molto più duro contro delle cose che purtroppo "succedono". Shit happens dicono gli americani, e così è.
5. "quella sui cambiamenti climatici non è una scienza consolidata"
Mano sulla fondina. Una "scienza consolidata" è uno spettacolare non-senso. Purtroppo devo qui dire, e l'ho detto un sacco di volte, che l'argomento è stato usato a livello politico anche da persone che hanno preso a cuore la questione, e.g. Al Gore. La scienza non è consolidata per definizione, ma è un divenire. La gravitazione è stata una scienza su cui tutti erano d'accordo per secoli, poi è arrivata la relatività. L'etere ha subito lo stesso processo e poi è stato sostituito dal vuoto. Però la parola etere è rimasta e addirittura ci fanno pagare le tasse sull'uso del vuoto.
Dietro questo errore madornale di interpretazione c'è la madre di tutte le stupidaggini: il consenso tra gli scienziati. Usato sia da una parte (c'è consenso nella comunità scientifica, per cui dobbiamo agire) che dall'altra (ci sono alcuni scienziati boicottati che non sono d'accordo, per cui è meglio aspettare che la scienza "neonata" si consolidi). Read my leaps: il consenso e il dissenso tra gli scienziati non sono scienza.
La climatologia non si consoliderà mai. Neanche quando nel 2100 misureremo il livello dei mari o la temperatura estiva ad Acapulco. Ma anche altre scienze non si consolideranno mai. Verranno usate nei loro limiti e forzate per vedere cosa succede oltre quei limiti. E poi verranno rielaborate o adattate. L'elettromagnetismo ne è stato un esempio lampante. Funziona con quattro equazioni da più di un secolo, ma quando lo si vuole usare su scala atomica, chiedete a chi sta progettando chip, entrano in gioco in modo sempre più pesante, componenti quantistiche.
La termodinamica è stata concepita come scienza quando si credeva che il calore fosse un fluido (!!!). Funziona nell'interpretazione "fluidistica" ancora oggi fintanto che le scale a cui si misurano le temperature e le pressioni sono grandi. Ma diventa tutta un'altra scienza se si cambiano le scale e si va a livello atomico.
Cambiare una scala temporale o spaziale fa diventare una scienza obsoleta o non piú utilizzabile. Questa è la realtà. E il clima è la stessa cosa.
Scale temporali (sul decennio, sul secolo, sul millennio, sulle ere) definiscono strutture completamente diverse per lo studio del clima e per le proiezioni future. È la tipica stupidaggine che fanno quelli che comparano metereologia e climatologia (quest'anno fa freddo in Oregon, allora il GW non è vero). Sono scale diverse e sono misure diverse. E i risultati sono diversi.
Il clima parla di trend, di energia intrappolate dai gas serra. Non di neve oggi a Milano.
6. L'hanno fatto per soldi.
Hanno raccolto una decina di milioni di sterline per il loro istituto nell'ultimo decennio. No comment. Per chi sa di budget, stiamo parlando di un team di quattro-cinque persone. Al confronto in tutto il mondo il budget che riguarda lo studio del clima del pianeta (per non metterci quello degli altri pianeti del sistema solare) è decine di migliaia di volte più grande.
Questa Spectre ha organizzato la più grande truffa della storia della scienza con 13,7 milioni di Sterline. Controllando migliaia di altre persone, migliaia di istrumenti piazzati in tutto il mondo e in orbita. Organizzazioni di paesi occidentali e comunisti. In tutte le lingue del mondo.
7. Le decisioni politiche.
La chiosa di quasi tutti quelli che vivacchiano o sono saltati sul carro degli oppositori al GW è sempre la stessa: la climatologia come scienza non è consolidata (mano sulla fondina), i dati sono truccati, aspettiamo e non decidiamo. Perche le scelte politiche per ridurre l'emissione dei gas serra ci costerebbero miliardi e miliardi e ci ridurranno in ginocchio economicamente. Non cito la variante di quelli che dicono che il GW è solo una scusa per ridurre le economie occidentali sul lastrico in modo che i comunisti si riprendano il potere; non la cito perchè adesso sto dando da mangiare ai miei cavalli cosacchi nell'attesa di farli abbeverare alle fontane di Piazza San Pietro.
Facciamo un passo indietro e parliamo dell'emissione di un gas serra (non solo la CO2, ma molti di quelli emessi nei cicli di combustione); questo a prescindere se il gas in questione sia nocivo o meno per il clima o la salute.
La domanda fondamentale per capire di che scempiaggine stanno parlando quelli che argomentano contro gli investimenti necessari a ridurre le emissioni è una sola: perchè un ciclo termico, tipo quello di un motore a scoppio o di una centrale termoelettrica, produce CO2? La riformulo perchè possiate riflettere un po': ci sono possibilità di produrre energia meccanica senza per questo sputacchiare gas?
E se ci sono, quali differenze ci sono con quelli che sputacchiano.
Prendiamo adesso come esempio due motori dei quali tutti hanno esperienza: il motore elettrico del trapano e quello a scoppio del motorino. Il primo fa un rumore tendente al fischio, a volte molto forte e non ha la marmitta. Il secondo fa un rumore constante e forte e ha il marmittone.
Vi siete mai chiesti quali dei due è più efficiente? Per ogni grammo di materiale "energetico" che ci mettete dentro (nel motorino ce lo mettete in modo fisico in forma di benzina, in quello elettrico ce lo mettete in modo complesso, dopo essere passati per una centrale elettrica e per la rete di distribuzione) quale rende meglio?
A questa domanda la risposta è semplice: il motore a scoppio sta intorno al 25% di efficienza e quello elettrico intorno all'85% (intorno, con molta variabilità).
Detto in soldoni, per ogni litro di materiale energetico, il motore a combustione ne spreca tre quarti, quello elettrico poco più di un decimo.
E poi, parliamoci chiaro. Ma miliardi de che? Se prendiamo in considerazione la scala di cui si parla a livello politico (riduzione delle emissioni nel periodo fino al 2020 e fino al 2050) sono scale in cui comunque gran parte del parco macchine va rinnovato, sia nella produzione che nell'acquisto. In cui gran parte della rete di distribuzione va ammodernata. Con o senza GW. Gli investimenti vanno visti al netto dei costi che ci saranno comunque e che le aziende che lavorano nel settore energetico e dell'autotrasporto hanno già nei loro budget. Si tratta solo di dargli un minimo di sincornizzazione temporale, per far sì che sistemi energetici più efficienti (elettrici, ibridi, a idrogeno e quant'altro) siano disponibili insieme alle modifiche nella rete di distribuzione. Insomma, la pompa di benzina all'angolo di Viale Marconi nel prossimi 20 anni deve essere rinnovata comunque.
E poi il processo l'abbiamo sperimentato con successo per i CFC. Problema ambientale (anche qui il discorso dei CFC e dell'ozono non è per niente settled), protocollo, investimenti, riconversione. Le aziende prodruttrici di frigoriferi e di spray esistono ancora. Le ascelle sono sempre profumatissime. Nessuno è diventato povero e puzzolente.
Spreco. Efficienza. Produttività. Fa un non so che vedere la destra US e i lecchini europei andare dietro ad un discorso che principalmente vuol dire inefficienza. Gli stessi che discutono per ogni dollaro o euro pagato di tasse, perchè le tasse sono uno spreco, perchè i servizi pubblici sono poco produttivi. E allora? I gas serra, indipendentemente dal fatto che siano la causa del riscaldamento globale o no, sono un sintomo di enorme inefficienza.
Sulle pompe della benzina c'è scritto (almeno qui in Germania): per ogni Euro che pagate, 0,80 centesimi vanno in tasse. Chissà cosa pensereste se scrivessero: per ogni Euro che pagate, 0,75 centesimi vanno nel tubo di scappamento e non nelle ruote.
Perchè vi state comportando così e state perdendo il senso di una battaglia che, mossa da interessi ecologisti, in realtà è una battaglia sull'efficienza della produzione di energia e dei motori per autotrazione? Perchè non vedete che gli investimenti per la riconversione dei motori e per la creazione di un'auto che fa 200Km con un litro vorrà dire ridurre la dipendenza dalle importazioni e aumentare la capacità privata e buiness di muoversi?
Sono state le vostre battaglie per decenni. E adesso vi arricciate per una stupida pretesa luddista e per la paura di investire? Volete calcolare il "business case" per gli investimenti necessari a ridurre i gas serra. Sappiate che vi state muovendo in un campo ingegneristico in cui l'efficienza è lontanissima da suo valore ideale. E che non si tratta di passare dal 99% al 99,5% di effettività, passaggio sempre più difficile quanto più ci si avvicina al limite del 100%. Ma dal 25% all'80%. Un passo che non costa molto e che si rifinanzia sul medio termine; un passo che riduce le emissioni di gas serra, aumenta la mobilità delle persone e delle aziende, riduce i costi dell'elettricità.
Ma insomma, avete capito cosa state dicendo?

27 comments:

Lap(l)aciano said...

Ho letto un po' lo scambio di email su Wiki: é veramente ridicolo attaccare degli scienziati per cose del genere...

La cosa terribile é anche che come conseguenza dei climatologi si sono visti arrivare minacce et similia.

delio said...

carletto, per onestà va detto che la pagina dei dati raw che hai linkato è stata pubblicata il 27 novembre scorso, quindi a climagate ben cominciato. sono d'accordo con te sul fatto che sia tutta una bufala, però se gli scienziati non si fossero tenuti stretti i dati per tanti anni forse il casino non sarebbe mai nato. a me sembra assolutamente inaccettabile che gli istituti di ricerca finanziati pubblicamente (quella sul clima come quella sulle particelle, vedi cern e fermilab) non rendano pubblici i dati raw, tanto meno se la scusa che accampano è risibile come "perché se no chissà cosa capiscono i non esperti". come se la nasa si tenesse strette tutte le fotografie.

red said...

Le hai lette le mail ?

Si parla di "trick" e si parla di "hide" con riferimento al trend decrescente delle temperature.

Tu leggila come vuoi.

red

stefano said...

NOVANTADUE MINUTI DI APPLAUSI!

Carletto Darwin said...

@Delio: scusa, ma la pagina è una pagina di LINK, non di dati. È semplicemente un insieme di link, NASA, noaa, etc etc; link a pagine pre-esistenti.
C'è robba che sta online da anni.
Tutti i dati delle sonde US e Europee stanno online da anni. Raw.
Questa storia che i dati non sono disponibili forse può riguardare un istituto. Ma non gli altri 250.
@Red: ok, ho scritto un post un po' troppo lungo e non l'hai letto. A metà parlo dell'uso della parola trick (per hide vale lo stesso).

delio said...

sì, però guarda caso si tratta proprio degli istituti sotto accusa. ripeto, le accuse in sé per sé non stanno né in cielo né in terra, ma se *tutti* gli istituti di ricerca avessero pubblicato *tutti* i dati raccolti in questi anni, si sarebbe lasciato poco spazio al complottismo. scusa, ma per un matematico questo è un tasto particolarmente dolente, perché nel nostro ambito non esiste la possibilità di nascondere le dimostrazioni di un teorema "perché se no qualcuno me le fotte".

red said...

Il tuo pezzo l'ho letto e ti sto dicendo che quella email parla chiaro quali che siano i giri di parole che fai attorno alla parola trick.

red

Carletto Darwin said...

@Delio, questo è un punto che però è un po' difficile. L'accusa era che non ci fossero affatto i dati in giro. I dati ci sono e ci sono da decenni. Ora, se siano proprio tutti è un po' come il sesso degli angeli. Parecchi link sono raw, per cui sono tutti i dati.
E gli istituti linkati lì non sono sotto accusa. Non ho letto nessuna critica al NOAA e ad altri istituti US. Quelli americani tipicamente sono molto transparenti, perchè hanno il freedom of information act.
La cosa bella di questo scandalo sarebbe quella di estendere quella legge il più possibile, non trovi?
@Red: i give up. Se non mi segui, lascio perdere. Io provo a dirti che una certa parola ha un certo significato e che è giusto trickare e hidare i dati quando le misure sono insicure. È teoria della misura.

delio said...

FOIA ste palle, pardon my french. prova a chiedere al fermilab se ti danno i dati delle loro collisioni.
poi sono d'accordissimo sulla tua aspirazione universalistica alla libertà di ricerca - meglio ancora se estesa alle aziende private come la tua :)

stefano said...

Red, il "trick & hide" e' la prima cosa che ti insegnano negli istitituti per geometri quando comincia il corso di topografia (altrimenti hai voglia a far tornare i conti delle triangolazioni...). Come dice carletto, si tratta di teoria della misura.
Il mio professore di Fisica 1 faceva i calcoli SENZA decimali e i conti gli tornavano sempre :-)

tfrab said...

io non sono del settore, ma leggendo questo articolo di Nature leggo:

"or much crucial information the reality is very different. Researchers are barred from publicly releasing meteorological data from many countries owing to contractual restrictions. Moreover, in countries such as Germany, France and the United Kingdom, the national meteorological services will provide data sets only when researchers specifically request them, and only after a significant delay. The lack of standard formats can also make it hard to compare and integrate data from different sources. Every aspect of this situation needs to change: if the current episode does not spur meteorological services to improve researchers' ease of access, governments should force them to do so."

che mi fa pensare che i problemi ci siano, ma non giustifichino affatto paranoie cospirazioniste.

@stefano:

questo trick&hide di cui parli hai qualche link da passare? volevo capire meglio cosa sia. a naso forse l'ho intuito, ma a fisica ero una schiappa ;-)

andrea said...

Scienza vs Fede? http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/scienza-e-fede-verita-a-confronto.html

bop said...

Qualche commento:
2) Mi dispiace, mettersi d'accordo tra revisori (referee) di un lavoro scientifico per segarlo non è lobbying, è un comportamento ESTREMAMENTE antietico. Il peer review, su cui si basa la validazione delle pubblicazioni (e quindi la validità della scienza moderna) presume l'anonimato tra revisori. Se un collega mi contattasse per mettersi d'accordo sull'accettazione di un lavoro che anch'io sto valutando, mi incazzerei abbastanza con lui, segnalerei la cosa alla rivista ed agli autori dell'articolo. Questo non ha moltissimo a che vedere con la credibilità o meno del global warming, concordo, ma la credibilità scientifica di Jones, e di tutto quello che ha pubblicato, per quello che mi riguarda, è zero. Poi, è ovvio, al mondo non c'è solo Jones.
5)

Lap(l)aciano said...

Dai bop, che l'anonimato del peer è

1) una finzione, perchè di solito ci sono 5-6 persone al mondo che possono esserlo

2) inutile, non ho mai capito a che serve

3) non sempre utilizzato, dato che si sono riviste dove il reviewer non è anonimo

bop said...

@laplaciano: grazie dei commenti. Ti rispondo di getto:
1) Molto italiano, se mi permetti: le regole son finte/inapplicabili, quindi ignoriamole. In che settore lavori? nel mio campo, è facile che ci siano abbastanza più di 5 o 6 persone. Se poi intendi che 5 o 6 riescono a manovrare il peer reviewing di un intero settore, ebbene questo è proprio un argomento che piacerebbe ai cospirazionisti, oltre a essere il contrario di quello che si sostiene nel post originale, dove si argomenta che ci sono "migliaia" di persone che si occupano di climate change.
2) serve appunto ad evitare quello che è successo, ovvero che un referee autorevole (e carogna) contatti gli altri referee di un lavoro e li influenzi per bocciare il lavoro medesimo, al di là del valore scientifico. Non mi riferisco all'anonimato tra autori e referee, ma a quello tra referee e referee.
3) citami un settore scientifico qualsiasi in cui nelle tre riviste (facciamo cinque) più autorevoli a livello mondiale ce ne siano due di questo tipo (con i nomi delle medesime, please).

In sintesi: il fatto che io possa essere un'anima bella (rassicurati, non lo sono) non vuol dire che siccome il meccanismo attuale di formazione del consenso scientifico ha dei problemi, allora todos caballeros.

vfiore said...

scusa, commento lungo - parte 1

mi pare che minimizzi un po' troppo, e fai del benaltrismo a buon mercato. il tema non sono le fonti alternative e la tecnologia migliore: tutti le vogliamo - se non altro perche' i venditori di petrolio sono thugs della peggior specie. il tema non e' nemmeno se questo gruppo di banditi vada messo sulla strada per misconduct scientifica (secondo me ovviamente si': taroccatori blackmailers che manovrano riviste, blogger, giornali, etc. - cosa volete di piu'). il tema non e' nemmeno il tipo di misconduct - anche se sinceramente l'argomento "stanno tarando il termometro" non regge proprio (p.es. stanno usando serie di temperature dedotte da anelli di alberi -gia' tragico- e le usano selettivamente e addirittura cambiandole a mano per gli anni recenti per farsi tornare la ricostruzione estrapolata indietro nel tempo; oppure correggono i dati storici ottenuti da una stazione a 150 m.s.l.m. allineandoli a mano a quelli a 10 m.s.l.m. - salvo scoprire che il termometro a 10 m.s.l.m. e' sul tetto in mezzo ai condizionatori; oppure usano dati di stazioni che un tempo erano affidabili e ora sono in piena citta tra asfalto traffico etc.; e cosi` via).

insomma: il tema vero e' un altro (sorry for the benaltrism): e' l'isterismo sull'AGW e quel che ne segue. l'argomento del consenso, come giustamente osservi, e' una bestemmia di per se`. ma tralasciamo il rigore epistemologico, e osserviamo la sequenza logica:

a) c'e' GW anomalo e senza precedenti
b) c'e' il pericolo di GW runaway
c) il GW e' cattivo (perche' danneggia piante e animali e ci fa annegare e quant'altro)
d) il GW e' causato dalla CO2
e) la CO2 la emettiamo noi umani, ergo AGW
f) di noi umani, emettiamo di piu' noi industrializzati
g) quindi dobbiamo compensare i paesi non sviluppati

a) falso. c'e' stato un warm medieval period, una piccola era glaciale, e poi GW circa dal 1860, con una grossa oscillazione in su negli anni 30 (nel 1940 era aperto il passaggio a N-O che tanto fa notizia oggi) e poi in giu' con un minimo nei primi anni '60. poi una salita di nuovo per circa 20-25 anni. ora sembra che stia levelling off. se si guarda la scala, sia nelle misure dirette che nei dati glaciolocigi (carotoni di ghiaccio artico groenlandese siberiano e antartico), niente di anomalo (e mi rifiuto di prendere in considerazione una ricostruzione su 2000 anni basata su 12 anelli di pino di dovechesia scelti ad hoc da Michel Mann: che peraltro non riproduce niente di queste features note).

andando piu' indietro e' ancora meglio: il ghiaccio dice che siamo in un periodo interglaciale come parecchi altri, e che anzi ci va di culo che non siamo in una glaciazione. inoltre le temperature sono state spesso molto maggiori di ora nell'ultimo mezzo milione di anni; e se e' per quello anche negli ultimi 5000. in sintesi: niente di anomalo, e niente di senza precedenti.

b) ma c'e' il pericolo di GW runaway

questo in base a modelli. siccome GIGO (garbage in, garbage out), un modello sbagliato produce rumenta, per esempio se ci metti dei meccanismi di positive feedback quando l'evidenza ovvia di qualche milione di anni e' che i feedback in questo gioco sono negativi; e inoltre quando trascuri le heat islands, le nuvole :D , e tante cose note come i cicli niño e niña o pacific decadal oscillation etc etc. Lo stesso Trenberth, selfproclaimed guru dell'energy transfer e di fama AGWistica e climategatiana, scrive pubblicamente che del bilancio energetico si sa poco e niente. infatti per quante acrobazie si facciano, i modelli in carico all'IPCC predicono uno scenario malamente cannato rispetto alle misure degli ultimi dieci anni. il fatto che piu' modelli lo facciano suggerisce che tutti usino circa la stessa teoria.

vfiore said...

commento lungo - parte 2

c) GW is bad

al livello dell'attuale riscaldamento, e' una fesseria. apparentemente, dato che non c'e' segno di estinzioni massive negli ultimi 5000 anni, anche per warming piu' consistenti. un warming come quello degli ultimi 150 anni e' ottimo per tutti i paesi settentrionali e temperati, e fa poca differenza altrove. i record storici di fatto mostrano proprio questo. in groenlandia e in america i vikinghi ci sono andato quand'era caldo ben piu' di oggi; in inghilterra si faceva il vino (non avrei voluto assaggiarlo data la cucina inglese, ma comunque...). al caldo poi le piante prosperano e gli animali pure. qualche orso dovra' cambiare (forse) zona di caccia, ma parrebbe che contrariamente a quel che dice St. Al Gore, la popolazione aumenta invece di essere decimata. [questo in base alle considerazioni in a) e b). Ovvio che se aumenta la temperatura di 40 gradi...]. lo scioglimento dei ghiacci artici e' modesto ma comunque non cambia il livello dei mari, mentre quelli antartici sembrano aumentare (altro indizio che ci sono altri cicli in gioco). ma anche se fosse, l'allarmismo in questo caso e' una fantasia, ehm, bagnata.

d) la CO2 e' la causa del GW

e' abbastanza dubbio essendo percentualmente poca in atmosfera. soprattutto, non e' sola: ci sono molti altri gas serra, di cui di gran lunga il principale e' il vapore d'acqua, su cui abbiamo controllo nullo. e' vero che c'e' correlazione (non buonissima, di recente) con variazioni di T, ma la correlazione non e' causazione: da quel che si osserva, sembrerebbe proprio che la variazione di T causi la variazione di co2 e non viceversa.

e) AGW

la salita in temperatura dall'1850 al 1930 circa non ha nulla a che fare con la nostra CO2, che era poca. da dopo la WW2 cominciamo a industrializzarci seriamente e il livello di CO2 "umana" sale costantemente - ma la T si livella, poi scende a un minimo relativo negli anni 70, poi risale per 20-25 anni, e da un po' riscende di nuovo. che razza di correlazione sarebbe ?
inoltre noi immettiamo in atmosfera qualcosa come il 3% della CO2 che gia' c'e' . non mi sembra cosa di cui preoccuparsi (a meno di pensare che la nostra sia piu' CO2 di quella del passato) dato che la CO2 e' registrata nel record storico glaciologico con valori fino a 20-30 volte il livello di oggi, e le oscillazioni massime di T sono di 10 gradi.

i punti f) e g) sono polluzioni da no-global, ma va ammesso che "Politically it's an idea of genius, engaging at once every left-wing erogenous zone: rich man's guilt, post-colonial guilt, environmental guilt. [...]" . mentre abbeveri i tuoi cavalli a Fontana di Trevi, nota che Obama sta ricattando il congresso per mezzo di EPA / Clean Air Act per fare passare il cap and trade che altrimenti si sognerebbe: "This naked assertion of vast executive power in the name of the environment is the perfect fulfillment of the prediction of Czech President (and economist) Vaclav Klaus that environmentalism is becoming the new socialism, i.e., the totemic ideal in the name of which government seizes the commanding heights of the economy and society. The objective is the same: highly centralized power given to the best and the brightest [...]. This time, however, the alleged justification is not abolishing oppression and inequality but saving the planet."

vfiore said...

fine. sorry per la lunghezza.
saluti - vincenzo

Lap(l)aciano said...

@bop:

1) Lavoro in neuroscienze computazionali, dunque in un settore relativamente teorico. Ti assicuro che non è difficile indovinare a chi manderanno il tuo lavoro (anche perchè nella maggior parte delle riviste puoi suggerire dei referee). Non è una questione di cospirazione, ma di competenze.

2) Se da una parte hai ragione, dall'altra è anche vero che l'editor sa chi sono gli autori, chi sono i referee e ha il potere finale di decisione. Quindi è evidente che è lui quello che decide, ed avere un referee anonimo è una foglia di fico e basta. Leggiti la storia dell'editor di Chaos, Solitons & Fractals, se non la sai già, per vedere quali danni può fare un editor. Oppure: un nostro dottorando ha mandato un articolo a PRL, i referee hanno detto che era un ottimo lavoro e l'editor lo ha rifiutato senza dare una motivazione ulteriore. Come vedi, il problema è l'accountability degli editor, non l'anonimato dei referee.

3) Ora non mi va di fare questa ricerca a tutto campo. A memoria, in neuroscienze computazionali ci sono Frontiers, dove il referee non è anonimo e J. Comp. Neurosci. dove puoi suggerire il referee. Prima di fare neuroscienze ho fatto il dottorato in matematica: li l'anonimato del referee è veramente un segreto di pulcinella, a causa delle competenze richieste per fare il referee di un articolo.

@vfiore: senti, anche se tu avessi ragione, sarebbe comunque utile utilizzare energie rinnovabili invece di bruciare il petrolio, o no? Se no fra 50 anni come produci la plastica, con lo sputo?

delio said...

Lap(l)aciano,

secondo me sull'identificabilità dei referee generalizzi ed estremizzi molto. Anche in matematica, se fai un lavoro su un tema davvero interessante ci sono un sacco di referee in ballo. Viceversa, anche a me è capitato di referare articoli di persone mai sentite su temi estremamente lontani dai miei. Mandare un articolo ad una certa rivista sperando di beccare un certo referee è una specie di patchinko: se ti va di culo, ce la fai (ce la facciamo...), ma qui (come diceva bop) si sta parlando di un'altra cosa: del fatto che tu mandi l'articolo ad una rivista e i referee sappiamo chi sei tu, ma tu non sappia chi sono loro (tantomeno ufficialmente, se mai volessi fare rimostranze o addirittura vendicarti). È questa l'oggettiva scorrettezza di questo episodio.

Poi, sul serio: in un paio di casi abbiamo scritto un articolo insieme immaginando a chi sarebbe finito, ok. Ma tu davvero credi che il referee - R.N., per dirne uno - avrebbe saputo dall'editor chi erano gli altri referee? Secondo me no, e se conosci l'editor di una delle riviste come lo conosco io sai bene che credere il contrario sarebbe un insulto per la sua professionalità.

Poi, lo ripeto, tutto questo non c'entra niente col fatto che le accuse siano effettivamente risibili.

Lap(l)aciano said...

Ciao Delio,

a dire il vero mi riferivo principalmente alle neuroscienze. Quanto alla matematica: quanti articoli hanno piú di un referee? Pochi, immagino, quindi alla fine l'anonimato reciproco fra referee non serve a nulla.

Nelle scienze applicate é diverso, ma é anche vero che per il fatto stesso che ci sono piú referee, il potere degli editor é sconfinato.

Quello che veramente servirebbe é trasparenza completa: referee non anonimo, revisioni pubbliche online, comunicazione pubblica tra editor, referee e autori.

Alcune di queste proposte sono implementate su Frontiers, che é un giornale giovane che si é guadagnato in poco tempo la stima di un sacco di neuroscienziati.

A presto
Stefano

martino said...

A me sembra che i punti importanti siano due

1) Si può anche sorridere (e con qualche ragione) di espressioni come "X non è una scienza consolidata" ma di fatto scienze differenti hanno differenti statuti riguardo l'affidabilità, in particolare riguardo l'affidabilità nelle previsioni. Ci si può girare intorno quanto si vuole ma non ci si affida allo stesso modo alle parole di un ingegnere elettronico riguardo al funzionamento di dei circuiti elettronici e a quelle di uno psicologo riguardo una malattia mentale. Ora l'affidabilità delle previsioni della climatologia è estremamente dubbia, è così irragionevole avere forti resistenze a prendere decisioni estremamente onerose e rischiose per l'economia dell'intero pianeta in base a queste previsioni?

2) Si dice poi che tanto questo non conta niente perché alla fine il problema (e il "nirvana") sarebbe utilizzare l'energia in maniera più efficiente (ma se non conta niente perché se ne parla? boh...).
Questo può essere vero dal punto di vista strettamente tecnologico, ma non è così banale dal punto di vista economico. Il problema è "chi paga?". Se finora questo cambiamento tecnologico non è avvenuto vuol dire semplicemente che non è (ancora?) economicamente vantaggioso. L'investimento è probabilmente troppo alto, troppo rischioso e troppo a lungo termine. Che intervengano gli stati quindi, che notoriamente hanno risorse illimitate e gratuite secondo chi di solito richiede il loro intervento...
E' indubbio che i vantaggi potrebbero essere molti: ambientali (che non vuol dire necessariamente "climatici"), economici e geopolitici. Tuttavia sono investimenti rischiosi e onerosi non solo economicamente ma anche dal punto di vista sociale e culturale.

vfiore said...

@nablaquadro=laplaciano

complimentoni per l'analisi.

> anche se tu avessi ragione,

non e' questione di aver ragione o no. da quel che dico un minimo di dubbio che l'AGW sia un tantino isterico e un po' infondato non ti viene ?

>utilizzare energie rinnovabili

l'ho detto all'inizio che e' desiderabile, ma non e' il punto di cui si parla. non si tratta solo di solare vs fossile. si parla di politiche globalizzate di wealth transfer etc etc etc.

unit said...

Ciao,

ho parecchie perplessità, magari le tiro fuori a rate. Il tema conduttore di queste perplessità è che in generale stimo le tue opinioni, ma questa volta mi sembra evidente che stai anteponendo una tesi agli argomenti. Esempio lampante: motore elettrico vs motore a combustibile. Ora io non voglio credere che tu non sappia che quest'argomentazione è completamente fuorviante dato che non esistono miniere di elettricità o giacimenti zampillanti di idrogeno. Se il 75% dell'energia elettrica con cui alimenti il motore proviene (attualmente) da combustibili fossili devi moltiplicare questo valore per un rendimento della centrale termoelettrica del 60%. Non ti faccio i calcolini ma alla fine conviene di più (ovviamente) bruciare la benzina direttamente nel motore. Ora, facciamo a capirci: lo so che il tema è proprio questo, sostituire la fonte di energia non rinnovabile con una rinnovabile. Il punto è che il tuo argomento è manifestatamente strumentale, nonchè sbagliato: paragoni due rendimenti (0,25 con 0,85) tagliando via nel caso del motore elettrico tutte le perdite (che attualmente ci sono) a monte. Non sostengo che la tua tesi di spingere di più sul rinnovabile sia necessariamente sbagliata, ma l'argomentazione lo è.

Aggiungo un'altra perplessità più sul tema e poi mi fermo. Sostieni (e ci credo) che quasi tutte le serie di dati fossero già disponibili. Ok. Ma allora perchè rischiare conseguenze penali per occultarne ("cancella tutto!") una piccola parte? Hai delle ipotesi per spiegare questo comportamento? E' una curiosità legittima, no?

Grazie per le risposte se ci saranno e ciao.

Carletto Darwin said...

Unit, io non ho portato il calcolo completo perchè sarebbe stato molto più pesante per il motore a scoppio.
La rete di distribuzione ce l'ha anche la benzina. Deve essere "distillata", filtrata e trasportata fino al distributore sotto casa con un camion. E questo senza considerare che la produzione di energia elettrica può essere differenziata (fossili, nucleare, rinnovabili, solare, etc) mentre nella macchina metti solo la benzina. E lo vedi dalle differenze di prezzo tra i diversi distributori che non c'è margine fronte della distribuzione (a meno che tu non creda al gran complotto delle sette sorelle).
In generare poi, la rete di distribuzione della benzina è molto più costosa e richiede una manutenzione molto più alta di quella elettrica. Che, a parlare di efficienza economica, rende il business case ancora più drammatico.
Il problema lo conoscono tutti quelli del settore: è fare un passaggio che deve essere finanziato in qualche modo; tra l'autotrazione odierna e quella futura. Ma sul fatto che ci sono almeno 3 metodi di trazione decisamente più convenienti del motore a scoppio, non ci sono dubbi.

unit said...

Ciao,

grazie per la risposta. Vuoi dire che anche nel caso la produzione di energia elettrica provenga interamente dal bruciare idrocarburi in ogni caso comoplessivamente il sistema centrale termoelettrica a combustibile fossile + distribuzione elettrica+ motore elettrico è più efficiente di distribuzione benzina + motore a scoppio? Ho capito bene? Non sono un esperto e mi sembra molto strano, ma se confermi, magari con qualche dettaglio, ci credo.

Carletto Darwin said...

Senza entrare nel dettaglio del calcolo dell'intero sistema, ti basta vedere l'effetto a valle.
Una macchina elettrica la ricarichi con un paio di euro e ti fa 150Km. Quella a benzina ti fa 700km con 50 e passa euro.
Ti ripeto, se vogliamo parlare di efficienza complessiva del sistema, e se ci spostiamo dal lato puramente fisico a quello economico, il sistema motore a scoppio (estrazione, distillazione, trasporto fino agli hub, trasporto fino alla pompa, gestione della pompa) contro quello elettrico è tremendamente svantaggiato.
Quello che poi non è in conto è la possibilità di usare sistemi energetici alternativi, eolico, solare termodinamico, che hanno il vantaggio di essere distribuiti.
Mentre non ti puoi permettere di fare un sistema distribuito per l'estrazione e la distillazione della benzina.
La domanda è: perchè non si fa il passo? La risposta è che il passo prevede un investimento enorme, dalla distribuzione ai sistemi di autotrazione.
E l'idea per me è proprio quella: "sfruttare" il fattore climatico per aumentare l'efficienza dei trasporti.