Per una scelta complessa e personale, evito di farmi coinvolgere direttamente in polemiche poco corrette e pesanti basate su eventi esterni; insomma, quando c'è un film di quelli che fanno opinione, decido scientemente di non vederlo subito.
Così ho fatto per Juno, che mi sono preso in DVD alcuni giorni fa, quando sono stato a Roma. E me lo sono visto in inglese, per poi switchare qui e lì all'italiano.
Alla fine mi sono compiaciuto del fatto di non averlo visto quando era uno degli argomenti della stampa un po' dappertutto, fino ad essere stato evidenziato come argomento in campagna elettorale in Italia.
Mi sono compiaciuto perchè, a guardare le cose con un po' di distacco temporale, escono fuori i comportamenti polarizzati di certa stampa. E il motivo è semplice: Juno è una commedia carinissima e molto ben fatta, che parla di adolescenza, adozioni e vita familiare americana. Ma parla pochissimo di aborto, tranne per un paio di scene.
Insomma, non riesco a capire il perchè di tutto quel bailamme per una versione moderna del "tempo delle mele" di Marceauana memoria, quello sì un film epocale.
PS: il sottoscritto ha sul tema aborto una posizione complessa. A livello sociale riduzione del danno e supporto delle stuttrure pubbliche. A livello personale, non riesco a concepirlo e credo i figli essere un dono e un'esperienza incredibile.
Friday, October 31, 2008
Thursday, October 30, 2008
La calza di fronte alla telecamera
L'idea del video di mezz'ora è bella, perchè lo spazio Obama se lo paga da solo. E perchè alcuni network (tipo la CNN) non l'hanno accettato.
Un rubivecchi te chiede n po' de' stracci
Google ha aggiunto alcune città italiane a Google Street. Tra cui Roma e il suo Cuppolone.
Oltre a Roma ci sono Milano, Firenze e il lago di Como.
Oltre a Roma ci sono Milano, Firenze e il lago di Como.
Wednesday, October 29, 2008
Grida Manzoniane
Dopo aver eliminato gli aspetti penali del falso in bilancio, introduciamo il reato penale per i graffittari.
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Italia
Endorsamento obamico
Qui si incrociano le dita e si spera.
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USA
Tuesday, October 28, 2008
Politica di immigrazione
Sulla decadente politica dell'immigrazione dei governi peronisti italiani, più grida manzoniane che politica di integrazione e sviluppo, l'Economist scrive una paginetta di quelle molto ficcanti. Per certificare il fallimento giuridico e morale dell'approccio scelto da Maroni.
Che però quando suonava a Porretta era bravissimo.
Che però quando suonava a Porretta era bravissimo.
Monday, October 27, 2008
La fine dell'IT
Uno dei passaggi più difficili della rivoluzione informativa in corso è stato quello della banda larga, visto che ha necessitato di una distribuzione di un asset (la banda) geograficamente; portare un certo numero di Mbit a tutti è stata in fondo la parte più grossa del tutto, visto che tutti gli altri passaggi (mainframe, informatizzazione dei processi produttivi ovvero delle case) erano sempre basate su vendite di prodotti ma non su un lavoro geografico così certosinino.
Raggiunto questo obiettivo, ora si parte con la fase finale dell'IT, il cloud computing. Ci saranno (anzi, ci sono) ditte che offriranno potenza di calcolo distribuita con ambienti virtuali o con applicazioni remote, riportando in via di concetto ai vecchi terminali, ma con potenzialità migliaia di volte superiori. Gli utenti finali, sia privati che aziende, non avranno nient'altro che dispositivi light che utilizzeranno la potenza di calcolo on demand e pagheranno il dovuto con un contratto lease.
Per farla semplice potremmo avere una quantità innumerevoli di dispositivi stupidi (laptop piccoli con poca potenza, come quelli usciti quest'anno, web radio, web tv, web frigoriferi, network hard drive, dispositivi di gioco...) e tutti avranno una piccola logica locale mentre la gran parte delle funzionalità, cioè della potenza in senso informatico, starà da qualche altra parte (come la musica e i video su iTunes o le applicazioni che ha sviluppato google).
Qui trovate le liste di coloro che faranno finire il business del secolo scorso in senso di "diversificatore" e lo trasformeranno in una semplice commodity. Io scommetto su VMWare e Sun per l'hardware e Akamai per la distribuzione; per fare un paragone con le linee elettriche, le prime due faranno la funzione di chi ha le centrali; la terza farà (anzi, lo fa già) la rete.
Per i contenuti di per sè invece, la battaglia non è centrale. Quelli ci sono già.
Raggiunto questo obiettivo, ora si parte con la fase finale dell'IT, il cloud computing. Ci saranno (anzi, ci sono) ditte che offriranno potenza di calcolo distribuita con ambienti virtuali o con applicazioni remote, riportando in via di concetto ai vecchi terminali, ma con potenzialità migliaia di volte superiori. Gli utenti finali, sia privati che aziende, non avranno nient'altro che dispositivi light che utilizzeranno la potenza di calcolo on demand e pagheranno il dovuto con un contratto lease.
Per farla semplice potremmo avere una quantità innumerevoli di dispositivi stupidi (laptop piccoli con poca potenza, come quelli usciti quest'anno, web radio, web tv, web frigoriferi, network hard drive, dispositivi di gioco...) e tutti avranno una piccola logica locale mentre la gran parte delle funzionalità, cioè della potenza in senso informatico, starà da qualche altra parte (come la musica e i video su iTunes o le applicazioni che ha sviluppato google).
Qui trovate le liste di coloro che faranno finire il business del secolo scorso in senso di "diversificatore" e lo trasformeranno in una semplice commodity. Io scommetto su VMWare e Sun per l'hardware e Akamai per la distribuzione; per fare un paragone con le linee elettriche, le prime due faranno la funzione di chi ha le centrali; la terza farà (anzi, lo fa già) la rete.
Per i contenuti di per sè invece, la battaglia non è centrale. Quelli ci sono già.
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Sunday, October 26, 2008
Il massimo
Ma perchè poi due volte i saluti?
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Musica
Luoghi comuni
La difficoltà di mettere così tanti luoghi comuni in un solo articolo sulla famiglia, i figli, gli adolescenti, i divorzi, la droga. Manca solo la violenza negli stadi, e poi facciamo bingo.
Saturday, October 25, 2008
Un po' di bailout per la ricerca, ovvero i fatti degli ultimi mesi visti con gli occhi di un ing.
(post lungo e dal tono professorale)
Tanti anni passati a muoversi in diverse e complesse realtà economiche e a contatto con realtà finanziarie non hanno smosso in me la centralità del lavoro e della produttività nel sistema economico; non è una eccessiva visione marxista, ma è semplicemente la considerazione che, hai voglia a fare prodotti finanziari, ma dietro alla fine ci sono persone che costruiscono una casa che poi è pagata da un mutuo fatto da una famiglia dove tutt'e due si danno da fare, etc etc.
Quello che non mi si è neanche smosso è un certo distacco verso moralismi da quattro soldi à là Tvemonti, che questi speculatovi hanno distvutto il tessuto sociale pevchè sono avidi di denavo.
Se me lo permettete, mi piacerebbe darvi una circonvoluzione particolare della situazione di panico che si è creata negli ultimi mesi. E per tediarvi ben bene, vorrei mettere un paio di punti fissi su cui poi muoversi a volo d'uccello.
I soldi. A parte le diatribe innescate da D'Alema, è lapalissiano che i soldi di per sè non sono niente di particolare; quello che però non ci si può dimenticare è che rappresentano in carta la produttività, sia di un sistema economico che di un singolo. Non serve a niente stamparne di più se dietro non c'è gente che si impegna, non solo a lavorare; ma a migliorare la produttività continuamente. Per dirla in modo matematico, si possono continuare a stampare di nuovi fintanto chè il sistema incrementa la sua produttività, che è poi la capacità di produrre beni o servizi per unità di tempo. Girando il discorso, non rappresentano nient'altro che una misura del tempo.
Lo stamparne è una scommessa molto fina e tarata col tempo. Aumenta la produttività, immetto liquidità. Quando se ne stampano troppi in proporzione al tempo che le persone impiegano a produrre beni e servizi, succede una cosa semplicissima: hanno meno valore, che in gergo gli economisti chiamano inflazione. E le banche centrali con i governi giocano con l'immissione di soldi nel mercato proprio stimando gli incrementi di produttività del sistema economico locale e globale in cui si muovono.
Gli ultimi decenni. È facile prendersela con Greenspan per le continue immissioni di liquidità nel mercato e per il modo con cui sono state gestite le tematiche dei mutui. Il vecchio buon Alan si è trovato a vivere un periodo di incremento di produttività enorme, dovuto a due fattori di per sè dall'impatto incalcolabile: l'informatizzazione dei processi produttivi e lo spostamento della produzione in paesi con costo del lavoro basso. La somma dei due fattori ha prodotto una produttività migliore di un fattore esponenziale rispetto solo agli anni '80. Credeteci o no, chiedete ai vostri genitori, ma la vita lavorativa è cambiata totalmente in vent'anni. Oggi una persona seduta ad un PC produce in termini di servizi come un team di 10 persone degli anni '80. E nella produzione questo è aumentato ancor di più per via del fatto che sono entrate nei circuiti produttivi paesi all'inizio del loro sviluppo e per questo con salari molto bassi.
Gli speculatori. Questi maledettissimi avvoltoi seduti davanti ai loro cinque terminali nelle dealing room delle banche stanno lì e succhiano il sangue a tutti, brutti mostri. O forse no. Forse hanno semplicemente vissuto vent'anni in cui centinaia di nuove aziende sono nate e hanno creato incrementi di produttività mostruosi per tutti (Microsoft, Apple, SAP, Intel, Cisco, Google, ...) e visto che loro poverini poi amministrano semplicemente soldi, per cui produttività, hanno fatto il loro dovere. Hanno investito e creato prodotti finanziari. Fondi, mutui di tutti i tipi, prodotti più complessi, con fattori di rischio diversi. Che poi che cos'è questo rischio? Una scommessa sul futuro della produttività. Perchè, a dircela tutta, l'abitudine ad avere così tanti prodotti finanziari che offrono percentuali di guadagno annuo così alto, vuol dire nient'altro che l'economia reale ha offerto una quantità grandissima di realtà industriali e di servizi che hanno lavorato benissimo in termini di produttività.
Fedeli ad un pensiero positivo che è tutta salute, i tremendissimi avvoltoi hanno continuato a pensare che i due fattori trainanti dell'economia potessero continuare a tirare a lungo. E ovviamente sapevano benissimo che l'economia di mercato funziona a cicli: quando la produttività non cresce più agli stessi ritmi del passato, passeranno qualche mese o un anno al massimo, ma poi il complesso degli strumenti finanziari se ne accorge. Si comincia con le aziende che non riescono a crescere come prima e che postano risultati non più in linea con gli aumenti di produttività degli anni precedenti, e poi via via tutti i prodotti finanziari si accodano e schiantano.
C'è qualcosa di immorale nei comportamento degli operatori finanziari? Mah, loro non riescono a prevedere la produttività di un'azienda, di un paese o del mondo. Si accodano tutti al carro e lavorano al loro meglio per capire come si evolvono le aziende, ma più di tanto poi è difficile da prevedere. Le aziende poi sono uomini, che hanno la loro visione e strategia sullo sviluppo delle stesse aziende. Insomma, a capire queste cose seduti davanti a dieci schermi non è proprio facile.
Che è successo? È successo, per chi non se ne fosse accorto, che negli ultimi paio d'anni la produttività ha raggiunto livelli spettacolari, ma ha toccato un plateau. I processi informatici hanno permeato tutti gli strati lavorativi e la delocalizzazione si è stabilizzata. Evitiamo malintesi: non è che non continuano come processi, ma non è stato introdotto nessun nuovo concetto che possa aumentare la produttività. Per capire meglio il fenomeno, basta spostarsi in avanti o indietro nel tempo e vedere le cose in prospettiva. Facendo le differenze tra anni '80 e oggi, ci vuole poco a capire che la produttività è aumentata e per questo sono aumentati liquidità, soldi e benessere.
Se ci spostiamo nel futuro e facciamo un paio di premesse tecnologiche, la cosa si ripete pari pari: esageriamo considerando l'esistenza di reti wireless dappertutto e di dispositivi di interfaccia direttamente cablati dentro al sistema nervoso. In questa società (diciamo del 2040) la produttività è di nuovo enormemente maggiore di quella odierna. Chiunque può accedere istantaneamente a tutte le informazioni che desidera e prendere decisioni complesse molto velocemente. E quindi essere enormemente produttivi.
Oggi ci troviamo immezzo tra una società che è migliorata tantissimo nel suo modo di produrre ma che ha toccato i limiti su molte delle tecnologie in uso. Il momento in cui bisogna fare il salto in avanti.
Insomma, che succederà? Io la vedo modestamente così: l'insieme dei prodotti finanziari che rappresentano a diversi livelli l'economia reale (azioni, fondi, edge, derivati vari, interessi dei mutui, ...) raggiungerà un livello più basso dell'attuale tasso di produttività. Per cui diverrà di nuovo conveniente usarli. Magari con più cautela e dopo averne incrementato la trasparenza.
Ma la sfida vera è un'altra. Riprendere ad aumentare la produttività.
Come? Beh, una proposta facile facile io ce l'avrei. Usiamo una parte dei bailout per finanziare ricerca di base e applicata. Tecnologia bio-informatiche, ricerca aereospaziale, ricerca pura e quant'altro. Perchè dall'insieme università-aziende nasceranno le ricette dal basso per migliorare la vita e il lavoro dei prossimi anni e decenni. E da lì "nasceranno i soldi" con i quali ripagare i piani di salvataggio a base di liquidità approvati in questi giorni.
Parliamoci chiaro: tra USA, EU e Giappone, l'immissione di liquidità è enorme, mai vista. E se non la ripagheremo in modo concreto, cioè aumentando la produttività, ci aspettano tanti anni di inflazione. Che è la tassa dei poveri.
E adesso basta leggere. Tornate a lavorare e prepariamoci per i prossimi anni; chè mi sa che ci aspettano tempi in cui dovremo sgobbare parecchio.
Tanti anni passati a muoversi in diverse e complesse realtà economiche e a contatto con realtà finanziarie non hanno smosso in me la centralità del lavoro e della produttività nel sistema economico; non è una eccessiva visione marxista, ma è semplicemente la considerazione che, hai voglia a fare prodotti finanziari, ma dietro alla fine ci sono persone che costruiscono una casa che poi è pagata da un mutuo fatto da una famiglia dove tutt'e due si danno da fare, etc etc. Quello che non mi si è neanche smosso è un certo distacco verso moralismi da quattro soldi à là Tvemonti, che questi speculatovi hanno distvutto il tessuto sociale pevchè sono avidi di denavo.
Se me lo permettete, mi piacerebbe darvi una circonvoluzione particolare della situazione di panico che si è creata negli ultimi mesi. E per tediarvi ben bene, vorrei mettere un paio di punti fissi su cui poi muoversi a volo d'uccello.
I soldi. A parte le diatribe innescate da D'Alema, è lapalissiano che i soldi di per sè non sono niente di particolare; quello che però non ci si può dimenticare è che rappresentano in carta la produttività, sia di un sistema economico che di un singolo. Non serve a niente stamparne di più se dietro non c'è gente che si impegna, non solo a lavorare; ma a migliorare la produttività continuamente. Per dirla in modo matematico, si possono continuare a stampare di nuovi fintanto chè il sistema incrementa la sua produttività, che è poi la capacità di produrre beni o servizi per unità di tempo. Girando il discorso, non rappresentano nient'altro che una misura del tempo.
Lo stamparne è una scommessa molto fina e tarata col tempo. Aumenta la produttività, immetto liquidità. Quando se ne stampano troppi in proporzione al tempo che le persone impiegano a produrre beni e servizi, succede una cosa semplicissima: hanno meno valore, che in gergo gli economisti chiamano inflazione. E le banche centrali con i governi giocano con l'immissione di soldi nel mercato proprio stimando gli incrementi di produttività del sistema economico locale e globale in cui si muovono.
Gli ultimi decenni. È facile prendersela con Greenspan per le continue immissioni di liquidità nel mercato e per il modo con cui sono state gestite le tematiche dei mutui. Il vecchio buon Alan si è trovato a vivere un periodo di incremento di produttività enorme, dovuto a due fattori di per sè dall'impatto incalcolabile: l'informatizzazione dei processi produttivi e lo spostamento della produzione in paesi con costo del lavoro basso. La somma dei due fattori ha prodotto una produttività migliore di un fattore esponenziale rispetto solo agli anni '80. Credeteci o no, chiedete ai vostri genitori, ma la vita lavorativa è cambiata totalmente in vent'anni. Oggi una persona seduta ad un PC produce in termini di servizi come un team di 10 persone degli anni '80. E nella produzione questo è aumentato ancor di più per via del fatto che sono entrate nei circuiti produttivi paesi all'inizio del loro sviluppo e per questo con salari molto bassi. Gli speculatori. Questi maledettissimi avvoltoi seduti davanti ai loro cinque terminali nelle dealing room delle banche stanno lì e succhiano il sangue a tutti, brutti mostri. O forse no. Forse hanno semplicemente vissuto vent'anni in cui centinaia di nuove aziende sono nate e hanno creato incrementi di produttività mostruosi per tutti (Microsoft, Apple, SAP, Intel, Cisco, Google, ...) e visto che loro poverini poi amministrano semplicemente soldi, per cui produttività, hanno fatto il loro dovere. Hanno investito e creato prodotti finanziari. Fondi, mutui di tutti i tipi, prodotti più complessi, con fattori di rischio diversi. Che poi che cos'è questo rischio? Una scommessa sul futuro della produttività. Perchè, a dircela tutta, l'abitudine ad avere così tanti prodotti finanziari che offrono percentuali di guadagno annuo così alto, vuol dire nient'altro che l'economia reale ha offerto una quantità grandissima di realtà industriali e di servizi che hanno lavorato benissimo in termini di produttività.
Fedeli ad un pensiero positivo che è tutta salute, i tremendissimi avvoltoi hanno continuato a pensare che i due fattori trainanti dell'economia potessero continuare a tirare a lungo. E ovviamente sapevano benissimo che l'economia di mercato funziona a cicli: quando la produttività non cresce più agli stessi ritmi del passato, passeranno qualche mese o un anno al massimo, ma poi il complesso degli strumenti finanziari se ne accorge. Si comincia con le aziende che non riescono a crescere come prima e che postano risultati non più in linea con gli aumenti di produttività degli anni precedenti, e poi via via tutti i prodotti finanziari si accodano e schiantano.
C'è qualcosa di immorale nei comportamento degli operatori finanziari? Mah, loro non riescono a prevedere la produttività di un'azienda, di un paese o del mondo. Si accodano tutti al carro e lavorano al loro meglio per capire come si evolvono le aziende, ma più di tanto poi è difficile da prevedere. Le aziende poi sono uomini, che hanno la loro visione e strategia sullo sviluppo delle stesse aziende. Insomma, a capire queste cose seduti davanti a dieci schermi non è proprio facile.
Che è successo? È successo, per chi non se ne fosse accorto, che negli ultimi paio d'anni la produttività ha raggiunto livelli spettacolari, ma ha toccato un plateau. I processi informatici hanno permeato tutti gli strati lavorativi e la delocalizzazione si è stabilizzata. Evitiamo malintesi: non è che non continuano come processi, ma non è stato introdotto nessun nuovo concetto che possa aumentare la produttività. Per capire meglio il fenomeno, basta spostarsi in avanti o indietro nel tempo e vedere le cose in prospettiva. Facendo le differenze tra anni '80 e oggi, ci vuole poco a capire che la produttività è aumentata e per questo sono aumentati liquidità, soldi e benessere.Se ci spostiamo nel futuro e facciamo un paio di premesse tecnologiche, la cosa si ripete pari pari: esageriamo considerando l'esistenza di reti wireless dappertutto e di dispositivi di interfaccia direttamente cablati dentro al sistema nervoso. In questa società (diciamo del 2040) la produttività è di nuovo enormemente maggiore di quella odierna. Chiunque può accedere istantaneamente a tutte le informazioni che desidera e prendere decisioni complesse molto velocemente. E quindi essere enormemente produttivi.
Oggi ci troviamo immezzo tra una società che è migliorata tantissimo nel suo modo di produrre ma che ha toccato i limiti su molte delle tecnologie in uso. Il momento in cui bisogna fare il salto in avanti.
Insomma, che succederà? Io la vedo modestamente così: l'insieme dei prodotti finanziari che rappresentano a diversi livelli l'economia reale (azioni, fondi, edge, derivati vari, interessi dei mutui, ...) raggiungerà un livello più basso dell'attuale tasso di produttività. Per cui diverrà di nuovo conveniente usarli. Magari con più cautela e dopo averne incrementato la trasparenza.
Ma la sfida vera è un'altra. Riprendere ad aumentare la produttività.
Come? Beh, una proposta facile facile io ce l'avrei. Usiamo una parte dei bailout per finanziare ricerca di base e applicata. Tecnologia bio-informatiche, ricerca aereospaziale, ricerca pura e quant'altro. Perchè dall'insieme università-aziende nasceranno le ricette dal basso per migliorare la vita e il lavoro dei prossimi anni e decenni. E da lì "nasceranno i soldi" con i quali ripagare i piani di salvataggio a base di liquidità approvati in questi giorni.
Parliamoci chiaro: tra USA, EU e Giappone, l'immissione di liquidità è enorme, mai vista. E se non la ripagheremo in modo concreto, cioè aumentando la produttività, ci aspettano tanti anni di inflazione. Che è la tassa dei poveri.
E adesso basta leggere. Tornate a lavorare e prepariamoci per i prossimi anni; chè mi sa che ci aspettano tempi in cui dovremo sgobbare parecchio.
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Economia
Ubuntu per eee
Se uno si vuole tenere il Windows pre-installato, c'è un'ottima Ubuntu fatta per l'eee (penso sia la stessa che è preinstallata nei modelli con Linux) con tutto il supporto hardware e con un bel po' di software on the go.
Si può mettere su una stick o su una SD e parte col dual boot, premendo ESC allo start.
Si può mettere su una stick o su una SD e parte col dual boot, premendo ESC allo start.
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Internet
Friday, October 24, 2008
Dalle province del grande impero
Dopo aver titolato per giorni su una presunta, fantomatica e mai esistita diatriba sui temi di Kyoto in seno alla comunità, adesso si switcha al tema scuola.
Tutto questo mentre nel mondo si decide di cambiare modello economico, tornando da Friedman a Keynes. Facendo finta di capire cosa singnificherà per il futuro.
Ecco, questo non considerare l'economia nel suo marxiano fondamento della vita per sei miliardi di essere umani e del loro essere felici, misura lo stato della pochezza in cui l'Italia oggi si muove.
Tutto questo mentre nel mondo si decide di cambiare modello economico, tornando da Friedman a Keynes. Facendo finta di capire cosa singnificherà per il futuro.
Ecco, questo non considerare l'economia nel suo marxiano fondamento della vita per sei miliardi di essere umani e del loro essere felici, misura lo stato della pochezza in cui l'Italia oggi si muove.
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Italia
Thursday, October 23, 2008
Giornalismi
Come si fa a scrivere un articolo così? Nel senso proprio fisico del termine.
Come si fa a sedersi al PC e a digitare quelle parole? Ma un giornalista non ha un po' di metodo, di amor proprio, di personalità?
Come si fa a sedersi al PC e a digitare quelle parole? Ma un giornalista non ha un po' di metodo, di amor proprio, di personalità?
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Italia
Wednesday, October 22, 2008
La mercanzia della polizia
Oggi al sottoscritto è capitato un fatto di quelli che ti riconciliano col mondo e ti fanno pensare alle enormi differenze di mentalità tra Italia e Germania, soprattutto quando nello stesso momento bisogna leggere 'ste cose qui.
Insomma, per non farla lunga, ad Agosto mi hanno flashato sull'autostrada prima di Monaco per eccesso di velocità; siccome quel tratto è regolato da pannelli elettronici e siccome io ero stato molto attento e andavo con il regolatore automatico di velocità, ho espresso un parere diverso all'atto della ricezione della multa.
Ho ricevuto una convocazione alla sede della polizei vicino casa e sono andato stasera, alle 19 e passa. Mi hanno fatto accomodare, dopo cinque minuti è arrivato il vice commissario in divisa verde che mi ha portato in una stanza grande e luminosa.
Abbiamo parlato due minuti due e lui ha controllato i tracciati nonchè le foto. Ha capito subito quello che è successo.
E si è scu-sa-to.
Scusato per il disturbo, per il fatto che gli atti hanno fatto avanti e indietro Monaco-Stoccarda-Berlino, e per il fatto che io sono dovuto andare lì.
Scu-sa-to. Ripeto: scu-sa-to.
Ecco, la polizia è un servizio pubblico pagato con le tasse; non è un arma contro i cittadini.
Insomma, per non farla lunga, ad Agosto mi hanno flashato sull'autostrada prima di Monaco per eccesso di velocità; siccome quel tratto è regolato da pannelli elettronici e siccome io ero stato molto attento e andavo con il regolatore automatico di velocità, ho espresso un parere diverso all'atto della ricezione della multa.
Ho ricevuto una convocazione alla sede della polizei vicino casa e sono andato stasera, alle 19 e passa. Mi hanno fatto accomodare, dopo cinque minuti è arrivato il vice commissario in divisa verde che mi ha portato in una stanza grande e luminosa.
Abbiamo parlato due minuti due e lui ha controllato i tracciati nonchè le foto. Ha capito subito quello che è successo.
E si è scu-sa-to.
Scusato per il disturbo, per il fatto che gli atti hanno fatto avanti e indietro Monaco-Stoccarda-Berlino, e per il fatto che io sono dovuto andare lì.
Scu-sa-to. Ripeto: scu-sa-to.
Ecco, la polizia è un servizio pubblico pagato con le tasse; non è un arma contro i cittadini.
Tuesday, October 21, 2008
Spezzeremo le reni / reloaded
Scusate se continuo, ma sono giorni che le aperture delle prime pagine di tutti i giornali italiani (tutti, mica solo Repubblica, tutti, da destra a sinistra) sono dominati dalle prese di posizione della Prstigiacomo, da un fantomatico tavolo tecnico sul clima, da una presunta discussione su Kyoto in seno alla comunità europea, e da parole dure e forti del nostro presidente del consiglio: spezzeremo le reni a Bruxelles ci manca, ma ci siamo quasi.
Ecco, di questa durissima vicenda non c'è una traccia una nella aperture della stampa europea. Niente, nada, nulla. L'economia la fa giustamente da padrona, visto che gli effetti dei bailouts non sono ancora chiari.
L'unico punto riguardo al clima è l'accordo sulla deforestazione, di cui in Italia non si parla. Per il resto giusto un paio di notizie di agenzia, trafiletti trafelati; tutti presentati in un modo che la posizione italiana fa un po' ridere per quanto è isolata.
Ecco, di questa durissima vicenda non c'è una traccia una nella aperture della stampa europea. Niente, nada, nulla. L'economia la fa giustamente da padrona, visto che gli effetti dei bailouts non sono ancora chiari.
L'unico punto riguardo al clima è l'accordo sulla deforestazione, di cui in Italia non si parla. Per il resto giusto un paio di notizie di agenzia, trafiletti trafelati; tutti presentati in un modo che la posizione italiana fa un po' ridere per quanto è isolata.
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Italia
Monday, October 20, 2008
Spezzeremo le reni
Fa quasi pena la stampa di regime quando parla delle avventure estere del berlusca. Dipinge un qualcosa che non c'è (la politica europea), una partecipazione a decisioni che non c'è mai stata e un'attenzione estera che non esiste. E non parla del continuo fastidio per la nullità del personaggio.
Quest'articolo su tutti. Fatevi un giro sui giornali internazionali ovvero su news.google.x e cercate se c'è qualcuno che parla delle cose che vi raccontano. E fatevi due risate.
Quest'articolo su tutti. Fatevi un giro sui giornali internazionali ovvero su news.google.x e cercate se c'è qualcuno che parla delle cose che vi raccontano. E fatevi due risate.
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Italia
Sunday, October 19, 2008
Mi sembra di aver visto un gatto
Sette punti di vantaggio prima dell'ultima gara. Una sensazione di già visto.
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Formula 1
Saturday, October 18, 2008
Pochezza
Il bello della destra italiana, appiattita da quasi un ventennio su posizioni peroniste, è che purtroppo la dinamica interna ce porterà al successore del nano è fatta di gente che peroneggia ancora di più.
Per cui ci si trova, accanto a quel genio delle tre carte di Tvemonti, ad un nuovo personaggio. E si gioca a chi le spara più grosse.
Per cui ci si trova, accanto a quel genio delle tre carte di Tvemonti, ad un nuovo personaggio. E si gioca a chi le spara più grosse.
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Italia
Friday, October 17, 2008
Hans Magnus Enzensberger
Per noi morettici doc, le citazioni dirette e trasverse di Enzensberger sono il massimo. Il bello è che lo scrittore tedesco è uno di noi, vive insieme a noi, e fa cose normalissime.
Come fare un test del lettore digitale di libri fatto da Amazon, Kindle. E ci pubblica un articolo sulla FAZ (solo in tetesko).
Articolo gustosissimo tutto da leggere, che termina con una punta di snobbismo anti-tecnologico, quando fa una comparazione tra il libro di carta e quello elettronico. Come che il libro fa figo. Il fatto è che il libro è anch'esso un prodotto di tecnologia avanzata; solo che, esistendo da secoli, sembra normale. Invece no. All'epoca dell'invenzione della stampa a caratteri mobili anche un amanuense poteva scrivere le cose dell'articolo di cui sopra, stavolta rivolte negativamente al libro.
Ah, quanto fa figo fare i custodi dell'antico.
Come fare un test del lettore digitale di libri fatto da Amazon, Kindle. E ci pubblica un articolo sulla FAZ (solo in tetesko).
Articolo gustosissimo tutto da leggere, che termina con una punta di snobbismo anti-tecnologico, quando fa una comparazione tra il libro di carta e quello elettronico. Come che il libro fa figo. Il fatto è che il libro è anch'esso un prodotto di tecnologia avanzata; solo che, esistendo da secoli, sembra normale. Invece no. All'epoca dell'invenzione della stampa a caratteri mobili anche un amanuense poteva scrivere le cose dell'articolo di cui sopra, stavolta rivolte negativamente al libro.
Ah, quanto fa figo fare i custodi dell'antico.
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eBooks
Thursday, October 16, 2008
Bel dibattito
Bravi tutt'e due. E bello avere una destra seria, presentabile e non retrogada.
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Online store
La Sony lancia l'online store per la PSP, che è la miglior piattaforma piattaforma per giochi, video e musica creata più di 5 anni fa. Considerando che la Sony ha al suo interno una società di contenuti audio-video, lo store arriva più o meno con 5 anni di ritardo.
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Internet
Wednesday, October 15, 2008
Outer Space
Nei giorni scorsi c'è stata una gran fanfara intorno alla terza missione con equipaggio umano effettuata dalla Cina. Con tre astronauti e con tanto di space-walk, l'uscita di uno dei tre astronauti dalla cabina.
Si è parlato poco invece del lancio finalmente riuscito del FalconX, il missile che ha portato in orbita un satellite (finto, solo per test).
Entrambi gli eventi sono in realtà una replica di quello che è avvenuto negli anni della guerra fredda: i cinesi hanno realizzato ciò che russi e americani fecero nel '64. Mentre la FalconX sta ancora più indietro, al '57-'58.
L'unica differenza è che il programa cinese è un molok statale che riutilizza tecnologia russa, poi riadattata; mentre quello privato del FalconX, l'azienda dell'ex-proprietario di PayPal, ha fatto tutto in casa con 500 persone. Che i cinesi possano andare avanti col loro programma e arrivare anche ad atterrare sulla Luna, non ci sono dubbi. Ma è anche ovvio che la complessità del programma che hanno messo sù toccherà i veritici burocratico-amministrativi toccati in sorte ai russi e alla NASA.
Così come non ci sono dubbi che il futuro è in mano ad aziende come la FalconX.
Si è parlato poco invece del lancio finalmente riuscito del FalconX, il missile che ha portato in orbita un satellite (finto, solo per test).
Entrambi gli eventi sono in realtà una replica di quello che è avvenuto negli anni della guerra fredda: i cinesi hanno realizzato ciò che russi e americani fecero nel '64. Mentre la FalconX sta ancora più indietro, al '57-'58.
L'unica differenza è che il programa cinese è un molok statale che riutilizza tecnologia russa, poi riadattata; mentre quello privato del FalconX, l'azienda dell'ex-proprietario di PayPal, ha fatto tutto in casa con 500 persone. Che i cinesi possano andare avanti col loro programma e arrivare anche ad atterrare sulla Luna, non ci sono dubbi. Ma è anche ovvio che la complessità del programma che hanno messo sù toccherà i veritici burocratico-amministrativi toccati in sorte ai russi e alla NASA.
Così come non ci sono dubbi che il futuro è in mano ad aziende come la FalconX.
Tuesday, October 14, 2008
I was shivering inside
La Stampa scopre uno dei grandi segreti della storia: John Lennon era geloso.
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Musica
Monday, October 13, 2008
Famolo strano
Il campionato di quest'anno le ha un po' vissute tutte; gare con incidenti al via, rotture di tutti i tipi, acquerelle gli ultimi giri, diluvi universtali, casini nell prove. In fondo pare che nessuno ci si metta lì per raddrizzarlo e tutti stiano semplicemente aspettando il prossimo, dove la possibilità di superare con l'overboost e le ali mobili potrebbero farla finita con la mancanza di sorpassi.
Quest'anno finirà con essere assegnato non al pilota migliore, ma a quello che ha saputo sfruttare meglio i casini che sono successi. E viene difficile fare un nome, visto che tutto può ancora accadere nell prossime due gare.
L'unica cosa certa è che la Ferrari è di gran lunga la macchina migliore; e quelli che fanno deduzioni da quattro soldi (e se una macchina così non vince, di chi è la colpa?) capiscono proprio poco di corse. Ma proprio poco poco.
Quest'anno finirà con essere assegnato non al pilota migliore, ma a quello che ha saputo sfruttare meglio i casini che sono successi. E viene difficile fare un nome, visto che tutto può ancora accadere nell prossime due gare.
L'unica cosa certa è che la Ferrari è di gran lunga la macchina migliore; e quelli che fanno deduzioni da quattro soldi (e se una macchina così non vince, di chi è la colpa?) capiscono proprio poco di corse. Ma proprio poco poco.
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Formula 1
Sunday, October 12, 2008
Kimi ama / non molla mai
Magari è difficile anche crederci. Ma non si molla mai, fino alla fine.
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Formula 1
Saturday, October 11, 2008
Economia per elettronici
Per chi ha la fortuna di avere un background da ing. elettronico come il sottoscritto esiste una deviazione tutta particolare a vedere molti aspetti della vita come un continuo bilanciamento di flussi; la deviazione parte tutta dalle leggi sui circuiti elettrici, che poi sono le stesse che governano i cicli dei liquidi. Le leggi sono una derivazione delle equazioni di Maxwell, che descrivono il comportamento locale dei campi elettromagnetici.
Se poi si aggiunge la possibilità di confrontarsi professionalmente con le realtà più avanzate dell'economia, non si può non vedere anche i problemi dei mercati di questi giorni in modo un po' particolare; e notare che, malgrado le banche centrali stiano 'pompando' denaro da anni, negli ultimi mesi in un crescendo rossiniano, non si sia creata inflazione in modo particolare.
Il che sostanzialmente vuol dire che il sistema globale sta aumentando la sua produttività globale; e, volenti o nolenti, questa è una consequenza dell'entrata nel mercato mondiale di paesi molto grandi e produttivi, come Russia, Cina ed India. Che sono i beneficiari di gran parte del denaro pompato.
C'e' una barzelletta russa che racconta di questo cambiamento in modo molto simpatico: due russi vanno in vacanza negli USA e prendono dei soldi al bancomat; toccano i bucks, si guardano stupiti e uno dice all'altro: "ehi, sembrano proprio uguali ai nostri".
Questo per dire che sì bisogna sbloccare l'impasse di questi giorni; ma che bisogna anche fare un po' di conti. Siamo 6 miliardi e passa e lavoriamo sempre in più; vogliamo ridurre la povertà e vogliamo dare più possibilità a tutti. Forse di liquidità ne dobbiamo pompare molta di più.
Se poi si aggiunge la possibilità di confrontarsi professionalmente con le realtà più avanzate dell'economia, non si può non vedere anche i problemi dei mercati di questi giorni in modo un po' particolare; e notare che, malgrado le banche centrali stiano 'pompando' denaro da anni, negli ultimi mesi in un crescendo rossiniano, non si sia creata inflazione in modo particolare.
Il che sostanzialmente vuol dire che il sistema globale sta aumentando la sua produttività globale; e, volenti o nolenti, questa è una consequenza dell'entrata nel mercato mondiale di paesi molto grandi e produttivi, come Russia, Cina ed India. Che sono i beneficiari di gran parte del denaro pompato.
C'e' una barzelletta russa che racconta di questo cambiamento in modo molto simpatico: due russi vanno in vacanza negli USA e prendono dei soldi al bancomat; toccano i bucks, si guardano stupiti e uno dice all'altro: "ehi, sembrano proprio uguali ai nostri".
Questo per dire che sì bisogna sbloccare l'impasse di questi giorni; ma che bisogna anche fare un po' di conti. Siamo 6 miliardi e passa e lavoriamo sempre in più; vogliamo ridurre la povertà e vogliamo dare più possibilità a tutti. Forse di liquidità ne dobbiamo pompare molta di più.
Thursday, October 09, 2008
Altarini capitolini
Ilary dice che la maglietta '6 UNICA', quella che fece vedere Totti dopo il 5 a 1 col cucchiaio nel dery, era dedicata a lei e non alla maggica.
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Roma
Wednesday, October 08, 2008
Gabriella, salvaci tu
Chi potrà mai dirimere la diatriba sul premio Nobel per la fisica?
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Scienza
Tuesday, October 07, 2008
L'ombelico del mondo
Sabato scorso, mentre ci si accasciava all'Habana, è partito il pezzo di Jovanotti. Che si è attaccato in maniera ossessiva nella testa della mia amica teteska, che poi non capiva neanche una parola.
Questo per dire di nuovo che Lorenzo rimane, insieme alla cantantessa, il cantante che ha prodotto le canzoni italiane più dirette e belle degli ultimi anni; e, visto che siamo in materia di confessioni, a me mi prese in pieno un sabato notte del '90 quando, tornando da una serata con la mia ex, accesi la TV e vidi la sigla finale di Fantastico.
Che era questa:
Questo per dire di nuovo che Lorenzo rimane, insieme alla cantantessa, il cantante che ha prodotto le canzoni italiane più dirette e belle degli ultimi anni; e, visto che siamo in materia di confessioni, a me mi prese in pieno un sabato notte del '90 quando, tornando da una serata con la mia ex, accesi la TV e vidi la sigla finale di Fantastico.
Che era questa:
Monday, October 06, 2008
Thursday, October 02, 2008
Nazionalizzare le banche
Riguardo la discussione se nazionalizzare le banche una ad una come consequenza della crisi fininziaria di questi giorni, a me sembra che un po' tutti fanno finta di dimenticare che le stesse gestiscono, su delega dello Stato, un demanio. Che non è però un bene accessorio, come la spiaggia di Ostia. È un'infrastruttura della società.
Per fare un paragone, è come se uno dopo l'altra fallissero le società di distribuzione dell'energia elettrica o dell'acqua; hai voglia poi a fare i liberisti se poi stiamo tutti con le candele.
Se poi vogliamo estendere il concetto, tutte le banche centrali sono emannazione dello Stato, pur con le dovute garanzie di autonomia dai governi centrali. Per cui in realtà il denaro è già nazionalizzato. Semmai in questi giorni si può parlare di nazionalizzazione delle deleghe.
Per fare un paragone, è come se uno dopo l'altra fallissero le società di distribuzione dell'energia elettrica o dell'acqua; hai voglia poi a fare i liberisti se poi stiamo tutti con le candele.
Se poi vogliamo estendere il concetto, tutte le banche centrali sono emannazione dello Stato, pur con le dovute garanzie di autonomia dai governi centrali. Per cui in realtà il denaro è già nazionalizzato. Semmai in questi giorni si può parlare di nazionalizzazione delle deleghe.
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Economia
Cuppolone
Un Uìchènd lungo per continuare a festeggiare.
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Personale
Wednesday, October 01, 2008
In europa c’è ancora una sacca di totalitarismo / The End
Chiudiamo la discussione sul fatto che la CSU decidesse internamente chi fosse il presidente della regione e le consequenti differenze di visione sul valore della democrazia rappresentativa.
Negli ultimi 3 giorni si sono dimessi il presidente della CSU e, cosa più importante, il presidente della Baviera, quel Günther Beckstein che avrebbe dovuto essere democraticamente ratificato dagli elettori.
Viva la democrazia.
Negli ultimi 3 giorni si sono dimessi il presidente della CSU e, cosa più importante, il presidente della Baviera, quel Günther Beckstein che avrebbe dovuto essere democraticamente ratificato dagli elettori.
Viva la democrazia.
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Germania
La terra dei crauti - 7 / Economia di mercato solidale
Per me oggi sono dieci anni lavorativi in terra teutonica, passati tra due aziende di quelle grosse e con tantissime esperienze professionali ed umane. In dieci anni ho imparato (ancora di più) che il lavoro gioca un ruolo centrale nella vita delle persone, e che l'aspetto sociale dello stesso è fondamentale.
Ho imparato che pagare le tasse è un'azione imprescindibile di una società moderna, in condsiderazione poi del fatto che quelle tedesche sono molto più alte che in Italia (quando fanno i paragoni non vi dicono che l'assicurazione medica, un 13%, qui è conteggiata separatamente dalle tasse); non che non lo sapessi, ma l'ho visto applicato su scala sociale.
Ho imparato che uno stato sociale si può offrire anche a persone che vengono da paesi più sfortunati senza uscirsene con stronzate del tipo "tornatene al paese tuo".
Ho imparato che coniugare ricerca, mercato e soliderietà verso i "deboli" è possibile. Sia a destra che a sinistra.
E ho visto che a vivere in questo modo ti puoi sobbarcare la ristrutturazione totale di uno stato di 17 milioni di abitanti, la ex-DDR, e presentarti dopo vent'anni con una disoccupazione del 7%. Che diventa negativa nei paesi del Sud.
(Sì, disoccupazione negativa, cioè più posti di lavoro che persone, che è l'unico modo serio di aumentare gli stipendi; altro che contratti a comparto)
Ho imparato che pagare le tasse è un'azione imprescindibile di una società moderna, in condsiderazione poi del fatto che quelle tedesche sono molto più alte che in Italia (quando fanno i paragoni non vi dicono che l'assicurazione medica, un 13%, qui è conteggiata separatamente dalle tasse); non che non lo sapessi, ma l'ho visto applicato su scala sociale.
Ho imparato che uno stato sociale si può offrire anche a persone che vengono da paesi più sfortunati senza uscirsene con stronzate del tipo "tornatene al paese tuo".
Ho imparato che coniugare ricerca, mercato e soliderietà verso i "deboli" è possibile. Sia a destra che a sinistra.
E ho visto che a vivere in questo modo ti puoi sobbarcare la ristrutturazione totale di uno stato di 17 milioni di abitanti, la ex-DDR, e presentarti dopo vent'anni con una disoccupazione del 7%. Che diventa negativa nei paesi del Sud.
(Sì, disoccupazione negativa, cioè più posti di lavoro che persone, che è l'unico modo serio di aumentare gli stipendi; altro che contratti a comparto)
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Germania,
La terra dei crauti
STS-128
Da queste parti si comincia a fare il count-down organizzativo per la STS-128, la sest'ultima missione dello Space Shuttle e la penultima per Atlantis; missione che dovrebbe portare sù il modulo Europeo Leonardo (anche detto Multi-Purpose Logistics Module).
Visto che saremo in periodo di ferie scolastiche, anche la famiglia si dovrebbe trasferire armi e bagagli in Florida.
Visto che saremo in periodo di ferie scolastiche, anche la famiglia si dovrebbe trasferire armi e bagagli in Florida.
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