Esportano in tutto il mondo e ci colonizzano coi loro prodotti. Il loro modo di fare e di produrre ormai li ha resi invisi a tutti gli economisti. Non si riesce a batterli e neanche altri colossi scalfiscono il loro potere.
Quest'anno si parlava di scalzarli dal loro predominio mondiale dell'export, e invece niente. Qual'è il segreto? Se prendiamo la bibbia dell'economia del 2008, la pauva e la spevanza, potremmo capirlo subito: può essere solo costo del lavoro basso e mancanza di rispetto del copyright.
Fine della presa in giro: non si parla della Cina, ma della Germania, che anche quest'anno manterrà il record mondiale di export e non verrà superata dalla Cina (e si parla di valori assoluti, non pro capite). Però della Germania non ve ne parlano, non vi instillano sentimenti autarchici contro i prodotti tedeschi. E neanche vi spiegano il pevchè. Pevchè il paese con i salari più alti, con i sindacati dentro le fabbriche, con una politica monetaria che non segue le banderuole, con una burocrazia soffocante, con tasse altissime e che invece di svalutare rivaluta in continuazione, riesce ad avere una produttività altissima, prodotti innovativi e il Made In più forte del mondo.
Vi vaccontano sempve il contvavio, e non vi pavlano di come si possa diventave un paese modevno e vicco pagando un sacco di tasse. Sappiate che vi spingono verso il basso, a diventare come la Cina, invece di spingervi verso l'alto a diventare come la Germania: perchè questo vorrebbe dire tasse, tassi di interesse bassi, tassi di crescita costanti (al netto dell'Est), enormi investimenti in tecnologia, inflazione sempre bassa. Parole che nell'avena politica italiana suonano come bestemmie.
Quelli smart se ne sono accorti. Chissà se tutti gli altri capiranno che l'economia non ha una dinamica mensile, ma decennale. Che non ha senso parlare in continuazione di tassi e svalutazioni. Ma che c'è bisogno di costanza e non di esseve bvavi e di aveve la visposta pvonta nell'intevista da Flovis.
Ed il motivo per cui ci vuole costanza è umano: i fattori macroeconomici impattano continuamente nella vita delle persone e delle famiglie, che però hanno i "fondamentali" economici sul lungo periodo; i fondamentali si chiamano casa, famiglia, figli, lavoro e sono fattori che si evolvono in decenni, e non nei secondi di una visposta di un talk show.
Wednesday, May 21, 2008
Economie
Subscribe to:
Post Comments (Atom)

11 comments:
Beh, qui in Germania i conservatori della cdu ce la stanno mettendo tutta per rovinare questo stato di cose, ma essendo i tedeschi notevolmente meno ignoranti degli italiani, le ricettine populiste non hanno cosi' tanto successo. C'e' poi da dire che il peggiore dei conservatori tedeschi e' sempre meno cialtrone del migliore dei nostri attuali progressisti. (anche se in Baviera, miodio, sono veramente impresentabili).
Sconforto e amarezza per l'Italia, e il fatto di viverle lontano non lenisce affatto il mio sconforto.
schatten
Certo certo poi ti svegli, tutto sudato, e vedi che BMW (si quelli ch producono cagate come la X5 la X3 la X kappa pigreco o la serie 1, il made in Gevmany) taglia 8100 posti quasi tutti in germania di cui 2500 sono dipendenti a tempo indeterminato.
Che la Merkel vi ha gelato i salari (a volte si parla addirittura di contrazione) impegnandosi a contenere l'inflazione.
Che in Lombardia, modestamente, abbiamo salari e una produttività pro capite che molti tedeschi assetati di birra si sognano.
Che l'euro (quella moneta di merda) l'avete imposta voi tedeschi di m a immagine e somiglianza del marco. Bene per voi ma i paesi del club med l'hanno solo presa nel culo.
Che le vostre tasse sono bastarde con i privati specie se single e lo sono meno con le imprese (e questo mi va bene ma non lo hai detto).
red
caro red, volevo solo avvertirti che la mia nazionalita' e' italiana, quindi quel tedeschi di m. rivolto, immagino, anche alla mia persona, non e' andato a segno. Anzi, ti rivela per il razzista rabbioso che sei.
Che la BMW, (che produce quelle cagate di macchine che nel nordest vanno molto, mi pare) tagli cosi' tanti posti di lavoro e' una tragedia, infatti, figlia di quelle ricette liberiste che la destra sta applicando un po' dappertutto. Per il resto, sono felice che in Lombardia salari e produttivita' siano alle stelle, forse l'euro non e' stata questa gran tragedia, dopotutto.
schatten
schatten, il mio post non era una replica al tuo ma a quello di carletto che ha sempre un po' questa tendenza alla travaglio di dirti alcune cose e nasconderne altre.
L'unica replica che faccio al tuo posto invece è sulla presunta notevolmente minore ignoranza dei tedeschi tutta da dimostrare.
red
Red, io capisco che tu continui a leggere la realtà tedesca dai titoli che passa Repubblica di tanto in tanto.
Ti posso dire e assicurare che, negli esempi che hai citato, hai cannato completamente.
Se ne può parlare; mandami una mail che ti racconto un paio di cosette su come funzionano qui certi processi.
Una cosa che si chiama "delocalizzazione" sta sbranando anche la produttività tedesca, tant'è che nonostante i record di export, il PIL tedesco è stranamente piuttosto basso ed in diminuzione. La ricchezza delle esportazioni in realtà diventa ben presto una ricchezza finanziaria alla quale non corrisponde un investimento interno in produzione medio-lunga.
"Tra il 2001 e il 2006, il 18% delle aziende con 100 o più dipendenti con sede in Germania ha trasferito parte delle sue attività economiche all’estero (14% sul totale) o avrebbe intenzione di farlo entro la fine del 2009 (4%). Ció significa, nello stesso arco di tempo, la perdita di 188.000 posti di lavoro in Germania."
Fonti:
http://www.ecogermania.com/
concordo con medo. la germania non mi sembra sia un paese in gran forma, neanche sulla base dei criteri quantitativi tipici dell'analisi liberista: l'economia cresce da anni giusto dell'1virgolaqualcosa e in eu ci sono tanti paesi con un reddito pro-capite piú alto del nostro (danimarca, finlandia, irlanda (!!!), lussemburgo, olanda e svezia), e anche in termini di pil pro capite adattato al potere d'acquisto ci battono in parecchi (austria, belgio, danimarca, finlandia, irlanda, lussemburgo, olanda, regno unito: dati eurostat). insomma, è vero che la germania è per molti versi ancora un gigante economico, ma lo è soprattutto (o almeno, sempre di piú) perché le sue aziende producono così tanto all'estero; si può essere contenti per le aziende e magari pure per i residenti di altri stati che ora se la passano meglio di prima, ma nel paese non mi sembra ci sia grande aria di crescita.
per inciso, la cina presto farà all'italia un culo così non solo in termini di pil, ma anche di innovazione tecnologica: quindi mi sembra persino ottimistico profetizzare che l'italia diventerà come la cina.
Delio, ti pregherei di non portare a paragone i dati di paesi con un numero di abitanti così basso. Altrimenti il paragone lo facciamo con Bayer e BW e ci facciamo due risate.
Io provo a parlare di un metodo sociale che si è preso carico finanziaramente e moralmente del passaggio est-ovest successo negli ultimi 20anni, trasformandolo in una risorsa; senza lasciare le persone sfortunate per strada.
E provo a parlare di come supportare questo malgrado la forte delocalizzazione. Di come la valuta si sia posizionata. E di tante altre cose.
E non per un paese come l'Irlanda, con 4 milioni di abitanti e miliardi di euro di sovvenzioni.
Io parlo del paese che quelle sovvenzioni le paga...
carletto, l'olanda ha quasi un terzo degli abitanti della germania, e il regno unito oltre due terzi. non mi sembrano paeselli.
ma il problema piu' grosso, che tu non vedi o fingi di non vedere, e` che baviera e baden-württemberg sono, anche all'interno della germania, singole isole felici. e` vero che da sole fanno un terzo della popolazione tedesca, ma ci sono milioni di persone in germania a cui non va neanche lontanamente cosi` bene come dalle nostre parti (piu' dalle tue che dalle mie, a dirla tutta). e non parlo solo di brandeburgo o mecklemburg vorpommern: parlo anche del ruhrpott e piu' in generale della germania settentrionale. forse dovresti leggere piu' spesso i reportage di quei comunistoni della zeit sul mondo dei 6-euro-jobs (che in germania est diventano facilmente 4,5-euro-jobs).
In Italia sono 3,5 quegli Euro e non mi pare di aver visto ancora reali catastrofi o gente a mendicare per strada (tranne i classici mendicanti di importazione).
Quindi il margine di manovra per recuperare c'è sempre. Voglio sperare che a forza di calare, la produzione rimbalzi, in Germania come in Italia.
Certo quando è una produzione di "servizi" di cui si parla, i dati strabilianti sono difficili. Più semplice fare jackpot producendo acciaio, energia, parti meccaniche, cereali...
Dei miei ex-compagni di liceo, il 75% lavora in banca: con delle banche solamente che macinano fatturato, non so quanta strada si faccia, a meno che non sei una nazione piccola piccola, come diceva Carlo.
> In Italia sono 3,5 quegli Euro e non mi
> pare di aver visto ancora reali
> catastrofi o gente a mendicare per strada
medo, il tuo discorso non è dissimile da quello di berlusconi sul lavoro nero di qualche anno. non sto giudicando, è una pura osservazione.
Post a Comment