Domani Panorama pubblica un'intervista di Fasanella a Cardullo, il mitologico direttore dell'Asinara, protagonista negli anni '70 fino al sequestro D'Urso di una delle condotte di carcere più dure della storia; robba che Guantanamo è un club vacanze a confronto (a riguardo, i libri di Franceschini e Curcio riportano un sacco di episodi).
Cardullo parla di intercettazioni molto riservate fatte nel carcere, individuando tre personaggi contigui alle BR:
Dunque chi era il Vecio?
Triestino, deputato del Pci nel 1958, senatore nel 1963, uomo di mille battaglie, rivoluzionario che aveva conosciuto tutte le carceri, comandante del V reggimento nella guerra di Spagna, dirigente internazionale del Soccorso rosso e in contatto con la polizia segreta sovietica, l'ultimo italiano al quale venne permesso di rimpatriare, nel 1947, perché si temeva che organizzasse da noi un altro V reggimento... Sono sicuro che i lettori di Panorama lo hanno già identificato. Intercettammo anche una sua lettera a Renato Curcio, in cui progettava un assalto al carcere dell'Asinara. Per liberare i detenuti politici, o ucciderli, se il piano non fosse andato in porto. In un modo o nell'altro dovevano impedire che i brigatisti passassero informazioni pericolose.
Ad occhio e croce, parla di Vittorio Vidali, un sovietico di razza, che ha partecipato alla guerra di Spagna, alla seconda guerra mondiale come partigiano e poi divenuto parlamentare per il PCI.
E la Zia chi era?
Una dirigente del Soccorso rosso italiano negli anni Settanta, un personaggio molto in vista, una donna di cultura che in quel periodo manteneva i contatti con i detenuti per ricostruire la rete dell'organizzazione nelle carceri. Venne anche all'Asinara.
Anche qui, conoscendo gli scritti di Franceschini e le sue cartoline, sapendo che è stata una delle sostenitrici di soccorso rosso a me pare si stia parlando della moglie di un Nobel per la letteratura; evitiamo nomi per evitare casini.
Poi si parla di un magistrato che lavorava in stanza con D'Urso; magistrato poi ucciso.
Chi era quel magistrato che scriveva relazioni contro di lei?
Lavorava al ministero della Giustizia, nella stessa stanza del giudice D'Urso. Su di lui venne condotta un'inchiesta segreta, iniziata già dal generale Dalla Chiesa, di cui però non si è mai saputo nulla. Quel giudice venne poi assassinato in un paese arabo, da un terrorista islamico, e la sua storia archiviata.
Questo è uno dei misteri più grandi dell'area intorno alle BR, la mitica talpa interna al Ministero di Grazia e Giustizia. Sono passati trent'anni; tra un po' si apriranno gli archivi. Sarebbe interessante sapere di quell'Italia contigua al terrorismo.
Thursday, May 15, 2008
Cardullo
Subscribe to:
Post Comments (Atom)

1 comments:
Luigi Daga? Fu assassinato al Cairo nel 1993. Non so se lavorasse con D'Urso ma certo era al DAP...
Post a Comment