Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Friday, April 25, 2008

Le quote Palermo

Un particolare è sfuggito ai più nella gara delle primarie democratiche tra Hillary e Obama, tanto che ci siamo abituati ormai alla battaglia. Il particolare è che, chiunque vinca, ci sarà un rappresentante di quelle quote (rosa o nere) che tanto fanno discutere da anni a questa parte.
La domanda che ci si pone è: come fanno i dirigenti, siano essi politici o industriali, ad essere distribuiti in modo analogo alla popolazione? E questo in un contesto che si scontra con pregiudizi sostanzialmente razziali sia nei confronti delle donne che dei neri da decenni.
Una delle soluzioni usate in alcuni paesi è stata quella delle quote, ovvero di una legislazione che forzasse le aziende o gli organi elettivi ad avere una rappresentanza analoga a quella della popolazione civile. È una soluzione verso la quale io personalmente rimango piuttosto scettico, perchè a me sembra un aggiustamento a valle del problema, con effetti collaterali addirittura dannosi.
Il motivo a me sembra risiedere nel motivo stesso(!): la rappresentanza non è ancora bilanciata sostanzialmente per una carenza nell'accesso allo studio. Carenza che è stata in parte colmata negli ultimi decenni ma che avrà bisogno di altri decenni per far sì che si propaghi a tutta la società.
Il minore accesso allo studio, sia nella forma scolastica che in quella delle specializzazioni, ha prodotto una classe dirigente WASP con curiosi effetti "maggioritari" e non proporzionali (nel senso che, governando i maschi bianchi si sono circondati di maschi bianchi). Il trend cambia per fortuna e si sta raggiungendo una soglia maggioritaria per cui i non WASP in moltissimi settori si sceglieranno dei non WASP intorno (fatto assolutamente normale nella vita di relazione e non ascrivibile ad alcuna forma di contro-razzismo).
Per finire, tornando alle quote, il loro effetto a me sembra addirittura negativo, nel senso che, se non si trovano dirigenti non WASP, tenderebbero a favorire persone non preparate.
Insomma, la soluzione è generazionale, ha bisogno di un'altra 20ina-30ina d'anni per diventare effettiva; ma sarà duratura. Le quote invece procureranno squilibri che poi potrebbero generare contro-reazioni. Resta però difficile da proporre alle casalinghe o alle persone di un'altro colore: studiare tanto e aspettare sono argomenti di difficile presa.

6 comments:

Kilgore Trout said...
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Kilgore Trout said...

Sull'argomento tempo fa era uscito uno studio in India sull'efficacia di riservare delle quote nelle amministrazioni locali alle donne. I risultati suggerivano un effetto positivo sull'efficacia e la qualità delle politiche messe in atto.

Vedi http://xrl.us/bjs3w

medo said...

Allora se neri e donne sono esattamente come gli altri, non si vede perchè dovrebbero essere rappresentati a scapito di tutti gli altri che lo sarebbero meno. Cioè se si ammette una società naturalmente razzista, allora a TOT neri corrispondono TOT proporzionali rappresentanti neri, etc. Ma siccome si tende universalmente a negare il razzismo, allora è normale che ce ne siano un numero "casuale".

Le quote rosa o nere sono la certificazione della società di natura, quindi regredita (se la analizziamo nel presente e se il presente è il massimo progresso possibile da ogni lato lo si voglia guardare...).

Mi sono spiegato?

Carletto Darwin said...

Medo, no.
Non ho capito.

robsom said...

non sarei tanto d'accordo. il tuo ragionamento si puo' applicare ai neri, che hanno sacche di analfabetismo vergognose e alti tassi di abbandono scolastici. ma non alle donne, che hanno mediamente maggior successo scolastico degli uomini e costituiscono piu' di meta' della popolazione universitaria. per le donne c'e' soprattutto il problema che la societa' continua a imporre loro un determinato ruolo, e inoltre esiste una evidente questione biologica.

Carletto Darwin said...

Rob, la metà della popolazione universitaria sì. Ma non nelle specializzazioni che poi portano al gestionale.