Quando ero gggiovane avevo la ferma convinzione che si potesse cambiare corso al modo frammentato di intendere la politica italiana modificando opportunamente il sistema elettorale; per cui mi impegnai per il ciclo di referendum per l'introduzione dell'uninominale, che poi diventarono quello che in gergo si chiama mattarellum.
L'idea era che un sistema bi-partitico (non bi-polare, ma bi-partitico) potesse dare forza alla sinistra di elaborare teorie e prassi economiche orientate alla difesa del più debole e alle pari opportunità senza per questo scadere nel massimalismo e nel corporativismo. E, senza per questo sentirmi super-eroe, anche ad avere una destra nuova, non più becera, non più strillona.
L'operazione istituzionale a cuore aperto non ha avuto successo, e più di una volta mi sono chiesto perchè; ovviamente il mattarellum non era bi-polare; e il porcellum attuale lo è ancor meno. Ma va anche detto che, per un paese europeo quadratico medio, il primo avrebbe già ridotto il peso delle ali estreme di molto.
Oggi la questione ritorna in campo per l'azione di disturbo messa in campo da Storace nel voto di Giovedì; ovviamente da un parte del suo schieramento ora non mancano le prese in giro, della serie che lui avrebbe salvato Prodi. Ci può stare.
Quello che però non capisco è il commento di una persona che più di una volta le cose a destra dimostra di capirle. In cui praticamente si dice che, con la legge attuale, il berlusca alle prossime elezioni alle quali si ricandiderà dovrà fare i conti con i Storace.
Io non credo più che il cambiamento della legge elettorare modifichi qualcosa di sostanziale.
Mettiamo l'ipotesi di riuscire a far sì che ci sia un sistema bi-partitico, uninominale secco. Quello che Phastidio pensa, e quello che pensavo io negli anni '90 è che il sistema di partiti com'è adesso affronterebbe le elezioni e quindi ovviamente uscirebbe fuori una sfida tra il neonato Partito Democratico e l'ammuffita Forza Italia. Questo passaggio è purtroppo errato intelletualmente. I partiti porteranno il loro peso frammentato all'interno delle due compagini al momento di scegliere i candidati; nei collegi sicuri si piazzeranno i vari Storace e Pecorario Scanio, Bossi e Giordano. E, al momento di governare, saremo da capo a dodici.
Non perchè la legge elettorale non funge. Ma perchè non è chiaro alla stragrande maggioranza dei politici, dei giornalisti e del corpo elettorale, che vuol dire governare. Governare è l'arte complessa del compromesso tra tutte le istanze del paese, (c) Aldo Moro. Se il paese è quello, la politica è quella. Period.
6 comments:
Io sono un tifoso sfegatato della Public Choice di James Buchanan: sono le regole che cambiano i comportamenti delle persone, non viceversa. La tua descrizione di ciò che ipoteticamente accadrebbe con un sistema bipartitico puro è in realtà la descrizione di ciò che è accaduto con il mattarellum, che con i referendum maggioritari non c'azzeccava per nulla, come sai meglio di me. Con il referendum Guzzetta abbiamo due partiti. Period. Se all'interno di uno di essi il frazionismo ed il correntismo mandano tutto a donnine allegre, si rivota. Senza se e senza ma. Certamente, se la cultura politica italiana è di matrice mafioso-sudamericana, a destra come a sinistra, imporre un sistema elettorale così feroce non cambierà immediatamente le cose. Ma contribuirà all'evoluzione. Io però, nel mio post, volevo anche segnalare che chi sostiene che occorre "scrivere a Storace" non ha afferrato i termini della questione. Se Berlusconi vuol rivotare con il porcellum si prepari a concedere mance e favori ad un'infinità di microrganismi, per usare la bella espressione del grande statista sannita. Ma poi non si lamenti se il suo governo si sbriciolerà entro pochi mesi.
Mah, se parliamo di preferenze intellettuali, io rimango ancorato alla teoria morotea. Questo per ciò che riguarda la praxis italiana.
A parte questo, ancora non ti seguo. Quello che ti vorrei far notare è che i cambiamenti di legge elettorale, e l'Italia ne ha già 3 alle sue spalle in meno di vent'anni, sono operazioni a cuore aperto.
Tu hai un sistema complessissimo di pesi e bilanciamenti, i partiti, e a questi applichi il sistema. La tua previsione che il sistema cambi, prevede un rinnovamento anche fisico della classe dirigente. Ora dimmi tu se Storace, Pecorario Scanio, il Berlusca stesso, si faranno da parte con il nuovo sistema.
Non sottovalutarne la capacità darwinista di adattarsi; sono tutti animali politici sulla breccia da un decennio.
Sinceramente vedrei molti più effetti nel limitare le cariche pubbliche a due mandati, se vogliamo parlare di cambiare la cultura di governo.
Ovviamente la storia di scrivere a Storace e quello che succederà se nel 2011 si votasse col porcellum è ridicola. Però ricordati che quella è la cultura a destra.
Allora: tu vorresti un massimo di due mandati come limite alle cariche pubbliche. Lo dice anche Grillo. Ma: in primo luogo, credo sia anticostituzionale, perché in questo modo una persona perderebbe il diritto di elettorato passivo. Quanti altri paesi democratici conosci con una simile regola? Ed è anche in contraddizione con le tue premesse: tu dici che "se il paese è quello, la politica è quella". Ma se vale il tuo preambolo ed applichiamo la tua proposta di due mandati, il politico non si sentirà incentivato a farsi più rapidamente i caz...gli affari propri? Si adattano darwinisticamente? Certo, se divengono ineleggibili mandano avanti i loro delfini. Forlani avrebbe lanciato prima in orbita Casini.
Quanto alla pratica morotea, sono io a non seguirti: Moro era quello delle "convergenze parallele", ossia del tutti a bordo (dal Msi al Pci) pur di mantenere alla Dc quella "centralità" nella politica italiana che ci ha dato un sistema marcio dalle fondamenta.
Quanto alla incultura politica di questa destra, io non faccio il difensore d'ufficio. Ma vorrei solo ricordarti quello che ha detto giorni addietro Diliberto, perorando entusiasticamente la causa grilliana dei due mandati. Lui, che è al suo quarto mandato parlamentare...
Sinceramente no, non vorrei quel limite a due mandati. Ho detto, operazione per operazione darebbe più effetti. Io ho cercato di dire, magari non mi sono spiegato, che non credo più alle operazioni di ingegneria costituzionali. In particolare quelle a colpi di referendum.
Sulla pratica morotea la fai troppo semplice. In realtà stiamo parlando di un sistema bloccato per motivi di politica estera e di una strategia di attenzione. Ma sarebbe un discorso lungo e OT.
Sul discorso su chi sta messo peggio, penso che possiamo fare una bella gara. Ma, come ricordavo a Robinik, ti avverto che se cominciamo a fare la gara, ti faccio sfogare, e poi alla fine ti calo la carta Tremonti (frizzi, lazi e dazi); e lì ti stendo :-D
La carta Tremonti è seria, ma ricordiamoci che non esiste quasi nessuna delle numerose supidaggini tremontiane (l'ennesimo socialista finito da queste sponde) che non abbia avuto un estimatore nel Governo Prodi o nella maggioranza sinistra; purtroppo non si può dire lo stesso di alcune delle sue - rare - buone idee.
Non sono d'accordo: un numero di mandati limitato permette a più persone di candidarsi, inoltre se chi sale è giusto, cosa manca a me per non fare ciò che farebbe lui? Viceversa se si fa i cavoli suoi e convince pure di essere eletto... due mandati massimo e permettiamo al prossimo di fare come si sente.
Non ci vedo nessuna incostituzionalità, anzi mi sembra nello spirito costituzionalista.
Inoltre la politica italiana fa schifo ed il sistema elettorale non conta un tubo: sono tutti collusi insieme. Non ha senso che se uno sale al potere l'altro dice che fa una cazzata a prescindere e che sono sempre divisi, che siamo sempre uniti, che siamo i migliori che sono i peggiori, e così via sminchiando i maroni. In presenza di buon senso si dovrebbero fare delle scelte oneste ed eque, non clientelari. La differenza sarebbe se il paese fosse diviso su questioni serie del tipo mandiamo gli italiani a morire in guerra: gli italiani sceglieranno chi votare e chi non vorrà la guerra espatrierà. Ma siamo onesti, vale la pena di litigare per la spartizione del potere? Che politici sono? Quelli sono solo dei cioccolatai. Come a Massa, dove un ingegnere di AN che ha patteggiato la galera lunga per una detenzione breve dato che per colpa di un suo progetto sono morti in 11. Ora sta di nuovo progettando e chi ha denunciato la cosa è stato espulso dal partito. Ma vi pare? Tutti collusi ed interessati a spartirsi la torta, alla faccia del cristianesimo, della morale, della onestà e non aggiungo altro. Buon lavoro! ;-) ...e poi parlano di politica.
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