Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Sunday, December 31, 2006

Saturday, December 30, 2006

Stages to Saturn

I giorni di festa sono un'occasione irripetibile per leggere dei libri. A me quest'anno è capitato fra gli altri un fantastico "Stages to Saturn", la dettagliatissima storia tecnologica e manageriale del razzo Saturno. Dentro ci sono decine e decine di dettagli interessantissimi e quella sensazione di incredibile per un'avventura fatta negli anni 60 con un metodo e una dedizione unici. Quasi da non crederci. è un libro da cinque stelle, ma per appassionati. Titolo completo: "Stages to Saturn: A Technological History of the Apollo/Saturn Launch Vehicles".

Nessuno tocchi caino

Tuesday, December 26, 2006

Soddisfazioni / 2

Scrivevo in Agosto:
Ognuno di noi ha avuto da bambino alcuni oggetti che lo hanno perdutamente affascinato; ed ha sognato un giorno di poterli avere.
Adesso funzionano e, con una temperatura esterna intorno allo zero, producono acqua calda intorno ai 40 gradi di giorno e rimangono sui 20 gradi di notte. Alla facciaccia vostra.

Saturday, December 23, 2006

Finito

Traslocato... cartoni a non finire... Internet intermittente...
Ogni volta lo stesso pensiero: speriamo sia l'ultimo!

Wednesday, December 20, 2006

Tuesday, December 19, 2006

Coniugare mercato e stato sociale

Una serie di post sulla Germania: alcuni giorni addietro, Fastidio si è occupato delle curve pensionistiche. Ieri PiGi della sempre più complessa riforma della sanità. Oggi tocca ad una statistica molto interessante pubblicata da un istituto di analisi berlinese sulle spese sociali dei vari Länder:
La prospettiva tedesca su uno dei temi più caldi degli ultimi decenni, e cioè lo snellimento dello stato sociale, è senza dubbio unica, per cultura metodo e risultati. Mentre molti stati anglosassoni ed ex-sovietici si sono spinti molto nella direzione delle politiche liberiste, la Germania è rimasta ancorata ad uno stato sociale pesante e con una serie di storture, non ultima il "permettersi" una quota di disoccupati molto elevata.
La questione si gioca intorno al concetto stesso di socialità, intesa come supporto ai più deboli e ridistribuzione del reddito; da destra si direbbe "le tasse e la burocrazia". Quello che però è curioso è il fatto che in Germania c'è una ricetta che sembra mettere d'accordo sullo stesso piatto Friedman e Marx. Creazione a ritmi notevoli di ricchezza e tasse elevate. Quello che spesso si dice del modello svedese, però qui applicato ad una base numerica decisamente più grande.
È della settimana scorsa la pubblicazione (anche il pdf è in tedesco) di uno studio su "quanto sociali" sono le regioni tedesche; ne è venuto fuori un dato notevole: le due regioni del Süd, le due regioni governate da sempre dalla destra sociale tedesca, non sono solo le più ricche, con PIL da est asiatico, redditi maggiori degli USA e disoccupazione quasi nulla. Sono anche le più sociali, quelle che offrono ottime possibilità di inserimento e di studio, quelle con meno povertà, quelle in cui c'e' meno differenza di salario tra uomini e donne, con il maggior numero di asili, con più bambini, ...
A dispetto di cassandre e di editorialisti che riportano e commentano solo le notizie quando sono di un certo tipo, esiste e prospera un modello sociale in cui stato e mercato vivono insieme sulla base di fondamentali valori umani di solidarietà. In cui al primo posto è la produzione della ricchezza, ma al secondo c'è la sua distribuzione secondo criteri di equità sociale accettati da tutti; non prima la distribuzione e poi la produzione, errore tipico della sinistra massimalista; ma neanche la sola produzione, errore della destra liberista. Che questo rispecchi anche il fatto che le due regioni sono quelle in cui la religiosità cristiana sia la più sentita, è anche un dato di fatto correlabile al 100% con i risultati di cui sopra; perchè il forte richiamo alla centralità dell'uomo e del sociale rimane uno dei valori più universali espressi dal cristianesimo.
È una tradizione pressocchè inesistente in Italia, sia culturalmente che come risultati economici: forse dal punto di vista economico può essere assimilata al modello lombardo e veneto, ma dal punto di vista sociale non ha termini di paragone pratici; dal punto di vista dell'elaborazione teorica, permettetemi la forzatura, si può ritenere vicina al concetto sviluppato negli anni '70 da Moro e Berlinguer, noto come cattocomunista. In Italia assunse una valenza negativa, nel senso dell'occupazione del potere da destra e da sinistra contemporaneamente; in realtà il modello ha avuto una brevissima stagione politica e non si è espresso dal punto di vista economico sul lungo termine.
PS: il rapporto rispecchia al 100% al sensazione curiosa che il sottoscritto ha da quando vive e lavora qui: e cioè di pagare tante ma proprio tante tasse; ma di esserne soddisfatto.

Monday, December 18, 2006

Struzzo di mare

Tra la pletora di camere utilizzate per riprendere lo Shuttle mentre parte, quelle messe sugli SRB, i razzoni laterali, sono tra le più incredibili. Nel podcast della NASA di questa settiamana trovate il filmato ripreso da 4 telecamere. Col il volo notturno si sono avuti spettacolari effetti di scintillio.
Qui sotto invece gli SRB stessi durante le operazioni di recupero in mare, primo passo per il loro riutilizo

Sunday, December 17, 2006

You, yourself and you

Spettacolare scelta di Time per la persona del 2006:

Esemplare unico

Chi vive all'estero sa di cosa parlo. Io, in un impeto di igienismo, l'ho fatto installare!

Saturday, December 16, 2006

Crescita economica: limitata dalla tecnologia o limitata dai capitali?

Con questo post comincia la lunga sfida a distanza col collega che fa tutto il liberista duro e puro. Ci si scontrerà settimanalmente sui temi economici e sulle loro ripercussioni nel sociale. Da una parte, la sua, la teoria austriaca; dall'altra, la mia, l'economia sociale di mercato. Da una parte, la sua, Rothbard; dall'altra, la mia, la praxis come strumento di miglioramento della teoria. A volte i risultati saranno simili, a volte no. Ne vedremo delle belle. Si comincia col tema della crescita economica e con i suoi volani ovvero limiti. Qui trovate l'intervento del collega.
L'abbiamo pensato tutti quando eravamo bambini: perchè non stamparli i soldi? Perchè il babbo si danna a lavorare e non li stampa semplicemente? Saremmo tutti più ricchi e potremmo comprarci tante belle cose. È l'età dell'illimitato, dove tutto è possibile. Poi uno cresce, e piano piano, da solo o aiutato da buoni maestri, genitori e letture specifiche, arriva alla luce: stampare i soldi non serve a nulla, se dietro non hai una struttura solida. Se qualcuno non produce.
Con l'età le domande diventano più complesse e si scontrano con gli aspetti sociali del vivere, con la povertà, con i bambini visti nelle discariche di Delhi, con il nostro stile di vita e con i numeri di una popolazione di 6 miliardi di persone da sfamare.
Come si fa? Come si fa a garantire uno standard di vita alto per tutti o quasi tutti, quando il contatore della popolazione mondiale va solo in alto e il pianeta è sempre lo stesso. Già, come si fa? Sarebbe già tanto capire come abbiamo fatto, visto che questi ritmi demografici sono esponenziali già da decenni. E il segreto sta in due parole: crescita economica.
L'esempio classico sono le ricostruzioni del secondo dopoguerra in Europa, all'est e all'ovest. A fronte di uno sviluppo tecnologico enorme avutosi sotto l'economia sovvenzionata della guerra, l'europa si è trovata a gestire un capitale di conoscenze enormi, sul quale campiamo ancora. Da una parte, col piano Marshall, si sono pompati capitali. Dall'altra no. I risultati non li commentiamo, ma evidenziano la centralità del capitale nel processo al limite, ovvero quando un'economia è distrutta come nel caso del dopoguerra. La cosa si fa più sottile quando l'economia è sviluppata, come lo è oggi ovvero da alcuni decenni.
Spostiamoci brevemente sul caso della bolla di Internet: il caso è da manuale per quanto riguarda la disponibilità illimitata di tecnologia e di capitali. Anche qui i risultati si sono visti. Ovviamente la parola illimitata della frase precedente era messa apposta. Non esiste un asintoto dei capitali e della tecnologia, e prima o poi la bolla scoppia.
Mentre è facile trovare il caso di iniezione di capitali in una condizione in cui non ve ne sono ed è facile vedere il comportamento asintotico di capitali e tecnologie, rimane difficile il caso in cui la tecnologia è nulla e il capitale è disponibile. Il caso non c'è perchè in realtà il capitale e in particolare la sua crescita, sono una consequenza della tecnologia. Cioè, a farla semplice, quando si è cominciato ad accumulare capitale, la prima fonte a cui l'uomo ha attinto è stata la tecnologia. Che poi ha monetarizzato e reinvestito.
Concludo: la crescita nei primi istanti (dell'uomo, di un uomo, di una società, di uno stato, del mondo) è limitata dalla tecnologia, che si comporta come un'attrito statico: frena l'inizio stesso della crescita economica. È inutile in questa situazione pompare capitali, if any, se non ci sono idee. Appena il motore si è messo in moto (le prime scoperte scientifiche e le loro applicazioni, le prime idee di una società, i primi anni dopo una guerra), il capitale agisce come un lubrificante nell'attrito dinamico: più ce n'è e più la ruota gira velocemente, con l'accortezza che oltre certe velocità il motore sballa.

Tuesday, December 12, 2006

È bastato il sistema di voto

Da mesi gridano al compotto. Poi leggi l'audizione del giudice Fancelli riguardo al voto degli italiani all'estero, e ti viene da pensare che l'Italia è un grande paese se ha sopportato per cinque-anni-cinque gente che ha legiferato in questo modo:
La prima domanda è: è stato un grande complotto? No. Ma è l’effetto di un sistema che a detta degli stessi tecnici, per via del voto postale, era impostato in maniera delirante fin dall’invio dei plichi, e chiuso in modo altrettanto incredibile da uno scrutinio assolutamente fuori misura, per rapporto fra personale dei seggi, condizioni logistiche e numero dei votanti. Non c’è stato dolo, o almeno nella maggior parte dei casi no. È bastato il sistema di voto. È lo stesso Fancelli ad ammetterlo, quando incalzato dal senatore di An, Filippo Berselli, esplode: «Dipende dal Parlamento modificare la norma. Diversamente, queste situazioni si verificheranno sempre, e ogni volta staremo qui a dire che le operazioni di voto degli italiani nel mondo sono uno schifo, che è successo di tutto, e chi più ne ha ne metta!». In qualsiasi altro Paese, se il massimo responsabile di uno scrutinio dicesse a una commisione parlamentare che le operazioni di voto sono state (e saranno) uno schifo si aprirebbe un watergate. Qui da noi è come se nulla fosse.
In qualsiasi altro paese coloro che hanno fatto una legge del genere non si farebbero vedere per i prossimi 156 anni. Altro che watergate.

Monday, December 11, 2006

Innovazione, mercato, stato

A breve, dopo un refining del concetto, comincia una sfida tra me e un collega che fa tutto il liberista austriaco; si discuterà di innovazione e ricerca. Se ne vedranno sicuramente delle belle. Dalla mia l'approccio pratico e realista. Dalla sua l'approccio teorico ed idealista. Già lo vedo al tappeto. L'appuntamento è per i Mercoledì.
Questa la scaletta in 18 punti:
1. Crescita economica: limitata dalla tecnologia o limitata dal capitale?
2. Esternalità nei benefici della ricerca: impediscono l'innovazione privata (perlomeno nel lungo termine)?
3. Economie di rete: può il mercato creare infrastrutture?
4. Crowding out e gratuità di beni e servizi: un modo inefficiente di fare a meno del mercato?
5. La storia della crescita economica: il ruolo dell'espansione monetaria fino al 1971.
6. La storia della crescita economica: la sostenibilità dello stato macroeconomico attuale.
7. E' pensabile che lo stato prenda decisioni lungimiranti, ovvero: la ricerca può fare lobbying?
8. Si può fare a meno della razionalità economica, compensando l'inefficienza con esternalità positive?
9. Il mercato dell'energia: come stabilire cosa è efficiente in presenza di distorsioni sistematiche dei prezzi.
10. Sostenibilità ed equità dello stato sociale: mito o realtà?
11. Uscire dalle barriere del conto economico: il ruolo delle donazioni.
12. Criteri statali per i finanziamenti alla ricerca: inefficienza, parassitismo.
13. L'innovazione radicale è frutto di un piano deliberato?
14. La ricerca pura in un mercato libero: trascurata?
15. La struttura temporale dei costi dell'innovazione: approcci graduali, low risk?
16. Concentrazioni industriali e innovazione: l'antitrust impedisce l'internalizzazione e la cooperazione?
17. Abbassare le preferenze temporali: risparmi forzati senza inflazione.
18. Autofinanziamento e mercato dei capitali.

Musica spaziale

Come si ascolta la musica sulla stazione spaziale ISS? Guardate la foto. Se non vedete l'oggetto misterioso, cliccate qui per un ingrandimento.

(qui le foto originali)

Sunday, December 10, 2006

Non so se esiste uno spettacolo più bello...

... del lancio dello Shuttle di notte. Update: ecco cosa si sente quando parte uno Shuttle; la distorsione non è un effetto acustico. È proprio così.

Saturday, December 09, 2006

L'America è Lenta, l'Europa è Rock

Quante volte avete sentito e letto di un'Europa economicamente allo sbando, di mancanza di visione e addirittura di sottomissione ad altre culture e metodi? Quante volte avete sentito degli USA come modello perfetto e pefettissimo da seguire, perchè lì sì che ci sanno fare, lì l'economia tira, lì si fanno figli, la Boeing è brava e l'Airbus no, loro fanno il Jumbo, noi non sappiamo fare i cavi dell'A380.
Sappiate che c'è un trucco nel presentare questa situazione. Il trucco consiste nel dare solo alcune notizie, in particolare quelle positive per una parte (l'Ammmmerica) e quelle negative per l'altra (l'Europa).
Oggi per esempio non trovate da nessuna parte l'informazione che il razzo europeo Ariane 5 è decollato con un carico di satelliti tutto statunitense, satelliti per comunicazioni a banda larga (e.g. cavo e Internet). Se dovessimo fare retorica alla Ferrara allora la tecnologia europea, guidata dal genio francese e dalla consistenza tecnologica tedesca, construiscono le infrastrutture per la comunicazione del consumatore americano. Quelle stesse infrastrutture che la tecnologia e l'industria statunitense non riescono a espandere; o, peggio ancora in un'economia di mercato, quelle stesse infrastrutture che la tecnologia e l'industria statunitense producono a prezzi non competitivi con quelli europei. Nello spazio, continuando la retorica, si gioca il passo fondamentale nello sviluppo delle società post-industriali; e gli USA stanno perdendo terreno nei confronti di un'Europa maledettamente competitiva e ben posizionata. Un'Europa che ha le carte, la cultura, il modo di lavorare e i parametri economici per essere il gigante del nuovo millennio.

Thursday, December 07, 2006

Marte, acqua e vita

Così come per tante altre notizie scientifiche, in particolare quelle sui tumori, c'è un certo stile univoco nel dare le notizie di astronomia: la sparata. Più grossa è e meglio è. Si parte da una agenzia della NASA e dell'ESA e via via, commenti, supposizioni e quant'altro.
Oggi grossi lanci sulla notizia che la NASA ha sovrapposto alcune immagini dello stesso cratere ad alcuni anni di distanza e ha trovato evidenti tracce di flusso di liquidi.
Se non che non è una notizia. Già le foto di alcuni anni fa evidenziavano in modo evidente il fatto che scorressero dei liquidi continuamente: Marte infatti è un pianeta con atmosfera, per cui le formazioni geologiche presentano continuamente erosioni. Le foto invece mostravano fiumiciattoli freschi. Dal punto di vista teorico il problema di fondo è che Marte si trova, per temperatura e pressione, praticamente al "punto triplo" dell'acqua.
Questo fenomeno è praticamente sconosciuto nella pratica quotidiana: noi conosciamo un punto di congelamento (0 gradi centigradi) e uno di ebollizione (100 gradi centigradi). Per chi vive in montagna e gli piace farsi il caffè con la Moka, è noto che il punto di ebollizione è un po' più freddo (90-80 gradi centigradi), per cui il caffè fa schifo.
Ci sono condizioni di presssione atmosferica in cui il punto di ebollizione e quello di congelamento coincidono. E su Marte è proprio così. Per cui l'acqua sul pianeta rosso passa continuamente dallo stato liquido a quello gassoso (vapore) a quello solido (ghiaccio) più e più volte nello stesso giorno.
Insomma, sparare in prima web-pagina che queste sono condizioni adatte alla vita è un po' forte.

Wednesday, December 06, 2006

Carletto Sagan

Un paio di giorni fa, nel ricordare la scomparsa di Milton Friedman, ho citato le due serie divulgative di maggior successo della storia, Free to Choose e Cosmos.
Oggi mi permetto di ricordare il più grande scienziato divulgatore che abbia mai camminato sul suolo terrestre, il Carl Sagan autore di Cosmos e manager delle missioni Viking. Per dire che in questi giorni il Mars Reconaissance Orbiter ha trovato e fotografato i due lander. Grazie Carletto, io con quelle foto della superficie di Marte ci sono diventato grande. Grazie di cuore.

Tuesday, December 05, 2006

Un certo phastidio

Fa un non so che vedere persone che per anni hanno creduto alla favola del berlusca liberista oggi fare duecento distinguo sulle riforme che il governo Prodi sta mettendo in cantiere riguardo le corporazioni (ops, gli ordini).
Fa un non so che vederli arrampicarsi su una parete verticale, perchè la realtà è di un governo che piano piano fa quello che altri paesi hanno fatto da decenni; ma soprattutto non dire da nessuna parte che il loro governo nei 5 anni scorsi non si è degnato di fare neanche lo zero virgola di quello che ha messo in cantiere Prodi.
Lungi da me dipingere l'azione di Prodi come perfetta e perfettissima; ma non vedere che l'azione sistematica di un governo retto da due economisti, Prodi e TPS, sta facendo cambiare direzione è puerile.
Fa un non so che.

Monday, December 04, 2006

Una volta ci capiva un sacco di US

Il mitico Rocca, alcuni giorni fa su Bolton:

Intanto le dimissioni di Zelikow, ma anche la riconferma di John Bolton, l’ambasciatore all’Onu ed esponente della linea dura bushiana contro le centrali del terrore. I sostenitori del ritorno al realismo avevano previsto la fine dell’era Bolton, ma Bush lo ha rispedito al Senato per la conferma. Due anni fa Bolton non era riuscito a ottenere il voto favorevole e Bush s’era appellato a uno stratagemma costituzionale per nominarlo mentre il Congresso era in ferie. L’incarico di Bolton scade a gennaio e, in caso di mancata conferma, Bush potrebbe confermarlo ancora una volta sfruttando la chiusura natalizia del Congresso.

Oggi, una AP via CNN:

Controversial U.N. ambassador to step down
WASHINGTON (AP) -- Unable to win Senate confirmation, U.N. Ambassador John Bolton will step down when his recess appointment expires soon, the White House said Monday.
Bolton's nomination has languished in the Senate Foreign Relations Committee for more than a year, blocked by Democrats and several Republicans.
President Bush gave Bolton the job temporarily in August 2005, while Congress was in recess. But the appointment expires when Congress formally adjourns, no later than early January.


PS: la mia è una critica non tanto velata allo stile "mo' te lo spiego io 'ndo abbiti" che è in uso tra Bologna e Rovigo.

Adotta un liberale e fallo uscire dalla CdL

Torno ciclicamente a parlare del grande inganno che ha perpetrato la destra peronista italiana nel presentarsi come liberista. Dal mio vecchio post, e dalla sua versione aggiornata:
Chi mi conosce, o chi legge il mio blog da anni, sa che io mi sono spesso incaponito in questo inganno collettivo successo in Italia: e cioè che una parte politica, la Casa delle Libertà e del Buon Governo, sia liberale in senso economico. Insomma, che si ispirasse a economisti come Mises.

Da oggi si cambia approccio: adotto un liberale e lo faccio uscire dal tunnel populista della CdL. Io mi prendo Robinik, che già lo vedo in dubbio da mesi; e al quale non è andata giù la manifestazione di Sabato. Lo farò uscire dal tunnel, prima facendogli capire come lo hanno preso in giro, e poi facendogli capire che ci sono altre vie nella politica italiana.
E voi: aiutateli ad uscirne... sono bravi ragazzi bisognosi!

Sunday, December 03, 2006

Come faremo dal 2009?

Se avete problemi per risolvere una serata, stampatevi questa serie di citazioni di Bush Jr. Ne prendo alcune, giusto per istillarvi l'appetito:
- The vast majority of our imports come from outside the country.
- If we don't succeed, we run the risk of failure.
- For NASA, space is still a high priority.
- Quite frankly, teachers are the only profession that teach our children.
- Free nations don't develop weapons of mass destruction.
- We are ready for any unforeseen event that may or may not occur.
- I know the human being and fish can coexist peacefully.

Friday, December 01, 2006

Droghe moderne

Devo dire pubblicamente che il blog di Guzzanti padre mi ha generato una certa dipendenza. Già mi vedo con una crisi di astinenza il giorno che il blog dovesse chiudere.