Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Thursday, September 28, 2006

Io amo la Scienza / 2 - Invadere il terreno della religione

Gli embrioni, il big bang, l'autocoscienza, l'evoluzione della specie. E poi tanti altri argomenti in cui costantemente sembra che ci sia un confronto tra la scienza e la Chiesa Cattolica. E in cui uno dei due contendenti, la Chiesa, afferma che l'altro invade una sfera non sua. E l'altro contendente. la scienza, se ne frega.
Ed è proprio così, è un dialogo tra sordi. Perchè? Il motivo sta nel metodo con cui i due contendenti sembrano sfidarsi: la Chiesa con sua la tendenza ad avere dogmi e necessità di punti fermi; la scienza che semplicemente, un passo dopo l'altro, modellizza l'universo intorno a noi.
Quello che è impressionante in questo simpatico gioco di fioretto cominciato dal Cardinal Bellarmino e continuato da tutta la gerarchia pontificia fino all'avvertimento di Wojtila a non studiare cosa c'è dietro al big bang, è che uno dei due contendenti continua a credere fermamente di stare a combattere e invece sta solo retrocedendo in maniera continuativa.
La nostra generazione si confronta con un duello religione-scienza principalmente sui temi accennati all'inizio del post. Ma se andiamo indietro nel tempo, potrete trovare la Chiesa arroccarsi su posizioni oggi assurde. Ai tempi di Galileo era il sistema solare. Oggi ridete perchè sentite ogni giorno delle sonde su Marte, su Saturno, su Giove. Ma 400 e passa anni fa la discussione era sul sistema solare, che loro pretendevano di spiegare.
Poi il tempo, per il quale hanno proposto concetti tra l'assurdo e il ridicolo. Fintantochè la comprensione dei fenomeni relativistici, termodinamici e quantistici ha dato del tempo e del suo scorrere una modellizzazione completamente diversa. E cioè che per la natura il tempo e il suo scorrere non hanno niente di speciale e particolare. È l'osservatore che ne determina la direzione imponendo una precisa direzione "dell'entropia che aumenta".
E come dimenticarci del gran visir di tutti gli eretici, quel Darwin che si permise di dire che la vita aveva una sua evoluzione e non una creazione? Più di cent'anni per una mezza ammissione, sempre di Wojtila.
Andiamo avanti con gli esempi? No. Non ne ho voglia affatto. Non ne ho voglia perchè il conflitto non esiste. Se avremo la possibilità di avere un altro paio di secoli di pace, sviluppo tecnologico e fondi per la ricerca, uno dopo l'altro verranno giù i birilli dell'autocoscienza, della struttura della materia, del processo che ha dato luogo all'universo. Ma non sarà un'invasione di campo. Perchè in quel campo la religione non ci dovrebbe stare; e se ci si mette, lo fa a proprio rischio e pericolo.
Mi verrebbe tanto la voglia di tirare per la giacchetta il Ratzinga, dandogli un consiglio: cominci la ritirata strategica dal terreno del temporale per dirigersi verso quello spirituale. Tolga da tutti i discorsi gli embrioni, gli universi, gli uomini, i buttiglioni. E metta dentro il significato della vita, il vivere insieme, la comunità. Si risparmierebbe altri quattro secoli di invasioni di campo.

Wednesday, September 27, 2006

La Maggica campione d'Italia 2005-06

Come fa notare il gran visir di tutti i neoconi, pare dicono sembra, che anche un'altra squadra di calcio ha fatto degli illeciti niente male.
Ovviamente faranno di tutto per dire "allora erano tutti invischiati". E no! La squadra arrivata seconda, in base alla nuova classifica dello scorso anno, non era invischiata per niente.

Sunday, September 24, 2006

Balle spaziali

Del viaggio in Cina di Prodi con annessa mega delegazione munita di panini e acqua minerale avete letto abbastanza. Si è discusso di contratti e si è riparlato della possibilità di vendere armi alla Cina stessa. Del viaggio che comincia oggi di Michael Griffin, amministratore della NASA, da voi nessuno ne parla; eppure il viaggio è fatto su mandato diretto di Bush.
Per come la vedo io, vendere armi già fatte è un conto; discutere e fare accordi sulla tecnologia aereospaziale è un altro. Perchè il settore del quale la NASA è all'avanguardia, altri non è che il front-running della tecnologia elettronica, informatica e delle comunicazioni; insomma, per farla breve, della tecnologia militare.
Prodi ha discusso di vendere armi esistenti; Griffin parlerà della tecnologia con cui costruire le armi future. Due piani diversi e con una diversa capacità di controllo; per farla breve, se vendo un'arma che ho fabbricato, so come neutralizzarla. Se vendo la tecnologia e i concetti per fabbricare armi, se le costruiranno a seconda dei loro desideri e obiettivi.

Saturday, September 23, 2006

Riding Rockets

Durante la conferenza stampa post-flight dell'ultima missione dello Shuttle, l'astronauta Heidemarie Stefanyshyn-Piper si è accasciata due volte fintanto che è stata portata via. Avendo passato solo 12 giorni in orbita, costellati da due spettacolari passeggiate per montare i pannelli solari della ISS, ed essendo la sua prima missione, penso si possa ipotizzare un crollo nervoso.
Per chi vuol capire gli stati d'animo degli astronauti nel fasi precedenti e successive il volo, consiglio vivamente il libro Riding Rockets, dell'ex-astronauta Mike Mullane. Il Mullane si è fatto tre missioni con lo Shuttle e sette count-down. Due delle tre missioni furono effettuate subito dopo la tragedia del Challenger.
Sono sentimenti, punti di visa, paure e ambizioni che non traspaiono affatto dalla visione patinata del mondo della NASA. Ed è decisamente scioccante capire il terrore che hanno gli astronauti della partenza e, dopo la tragedia del Columbia, del rientro.
La STS-115 dove era a bordo la Stefanyshyn-Piper è rimasta un giorno in più nello spazio per controllare lo scudo termico. E questo, unito al fatto che lei siedeva sotto la cabina di pilotaggio e non vedeva nulla del cockpit durante il rientro, deve averle generato un panico che Mullane nel suo libro descrive in ogni minimo dettagli.
Considerando infine che l'astronauts corp è coinvolto nelle analisi delle missioni precedenti, ed in particolare di quelle concluse in tragedia, se ne deduce che un ingegnere senza esperienza di volo militare a questo stress non regge.

Tuesday, September 19, 2006

Windows Vista RC1 on VMWare

This procedure was used in order to install Microsoft Vista RC1 on VMWare 4.x and 5.x.
I used a more torqued path, by installing first Windows XP Pro English in a VMWare virtual environment with 20GB of Hard Disk and 768MB of RAM. Then I plug the ISO and start the installation. After the initial steps, the installation starts by copying the files and rebooting. With this reboot the first key issue appears. The resolution is not supported. So you've to force in the vmx a resolution of 640x480:
svga.maxWidth = "640"
svga.maxHeight = "480"
After this modification the installation runs smoothly (even if slow); after the first logon and the system configuration, you can install the VMWare Tools and shutdown; thereafter remove the 640x480 and restart.
The network is not seen, so you've to go to the Control Panel -> Device Manager. The network card will sign an error. Open it, go to the tab Driver and click on Update Driver. Browse the Program Files -> VMWare -> Network. Force the driver installation and voilà, the network works.

Monday, September 18, 2006

Col cancellino in mano

Guardate la foto qui accanto. Trattasi di Klaus Wowereit, Wowi per gli amici, sindaco appena rieletto di Berlino. Guardatela bene, perchè la persona in questione ha tutte le caratteristiche per essere il prossimo candidato della SPD alla cancelleria: bravo, simpatico, telegenico, frocissimo, acuto e vincente.
Mi verrebbe da dire un'altra cosa, ma la lascio a loro.

Sunday, September 17, 2006

A reporter who thought the government put words in our mouths

Chi non conosce la "That's one small step for (a) man, one giant leap for mankind"? Dietro quella frase qualcuno ha pensato che ci fossero decine di mass-medianti della NASA intenti a far passare chissà quale messaggio subliminale.
Tra quei "cospirazionisti" c'era anche una scrittrice fiorentina che aveva appena pubblicato un libro intervista a molti astronauti del progetto Gemini, Se Muore il Sole.
Siccome lei era, ed è rimasta, un po' spocchiosa, fece una scommessa con l'astronauta Pete Conrad: anche lui avrebbe detto chissà quale frase iperbolica mettendo il piede sulla Luna durante la missione successiva dell'Apollo 12. Il Conrad, spocchioso più di lei, mese sul piatto 500 dollari fumanti e la promessa di dire:
"That might have been a small step for Neil, but it was a big one for me". Frase che disse appena poggiato il piede sulla superficie selenita. Ovviamente la spocchia fiorentina era più grande della Luna, e lei non pagò.
Mi piace ricordarla così, stronzetta e spocchiosa; mi piace ricordarla con una clip di un'astronauta dalla Luna e con la foto della bandiera che lei adorava.
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La trascrizione è parte della monumentale opera di sbobinatura fatta da Eric Jones di tutti i dialoghi intercorsi nelle missioni Apollo, l'Apollo Lunar Surface Journal. L'intera trascrizione è coperta da copyright. L'estratto da me usato è stato autorizzato dall'autore.
115:22:15 Bean: Okay.
[After pausing on the next to last rung, Pete steps down to the last one, gets his hands in position and jumps down, sliding his hands along the outside rails as he drops. Once he gets down to the footpad, the bottom rung is about level with his waist.]
115:22:16 Conrad: (As he lands) Whoopie! Man, that may have been a small one for Neil, but that's a long one for me. (Pause)
[Jones - "I understand that there was a bet on your saying that."]
[Bean - "Who'd you bet?"]
[Conrad - "You know who I bet."]
[Bean - "Nope. I forget."]
[Conrad - "A reporter, who thought the government put words in our mouths."]
[Bean - "Oh!"]
[Conrad - (Laughing) "I also had $500 riding on it, but I never got paid."]
[Bean - (Laughing) "I didn't know that! Is that right? I kind of remember it, a little. Oh, well."]
[Jones - "Do you want that story as part of the record?"]
[Bean - "Put it in. It will be good for the myth. We're trying to create a Conrad Myth. Big Bucks on this. Can't have too many human interest things."]
[Conrad - "I tell the story, but I don't tell who I bet."]
[Actually, Pete does occasionally reveal that the reporter was Oriana Fallaci. A more detailed version of the story can be found in Andrew Chaikin's "A Man on the Moon".]

Friday, September 15, 2006

Notte bianca

A volte c'è molto da lavorare.

Thursday, September 14, 2006

Gioielli di famiglia - reloaded

Se il piano di Prodi era questo, e cioè scorporo della rete fissa da Telecom Italia e passaggio del suo controllo sotto l'ombrello dello Stato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti; infine lo sbarco in Borsa secondo il modello già usato per Terna ( ex rete Enel) allora mi tolgo il cappello.
Torna a governare l'Italia gente che con la finanza e la macro-economia ci capisce e divide le misure dure da applicare in finanziaria tra chi i soldi ce li ha e chi non ce li ha in modo proporzionale. E se ne vanno un gruppo di bambini da asilo lagnoni che ad ogni piè sospinto erano pronti ad dire che avevano avuto sfortuna, che c'era stato l'11 settembre, che il gomito che faceva contatto col piede, ...
Chapeau!

Wednesday, September 13, 2006

Copio e incollo da Phastidio

Peccato…
…era un eccellente giornalista, prima di essere colto da ossessioni da bar sport cospirazionista…

Gioielli di famiglia

Qualcuno sa perchè se un'azienda accumula debiti, decide di vendere alcuni pezzi e trova acquirenti all'estero, questo è contro l'interesse nazionale? La tecnologia è vecchia di anni, il mercato è grosso ma maturo e senza crescite a tre cifre. A me sembra essere contro l'interesse nazionale avere qualcosa la cui produttività non cresce e penso sia più smart avere del cash da investire in ricerca pura e industriale per i prossimi fenomeni a "tre cifre".
Insomma, stiamo rivivendo a 20 anni di distanza, quello che successe con l'Alfa. L'azienda era senza crescita e la Ford voleva comprarla. Noi invece grandi geni l'abbiamo venduta a prezzo politico alla FIAT. Quello che poi è successo in termini di occupazione, produttività e sviluppo del marchio si commenta da solo.
Vendiamo TIM e mettiamo su dieci centri di ricerca..

Monday, September 11, 2006

Le foto di Venere

Don Michell è un ex-Dell, ex-Microsoft col pallino dell'astronomia e dell'astronautica. Si è preso la briga di riprocessare le pessime immagini originali fornite dai lander sovietici Venera, gli unici ad essere atterrati su Venere. E ne ha tirato fuori delle visioni spettacolari, che i russi stessi non avevano pensato a fare.
Le Venera furono una gloriosa serie di sonde sommergibile composte da orbiter e lander. Il lander era progettato per resistere alle incredibili condizioni della superficie venusiana (90 bar, 500 gradi e acidi solforici a go-go). Resistettero per alcuni minuti dopo l'atterraggio dopodichè andarono distrutte.

Sunday, September 10, 2006

Danke!

Edilizia

Tra le cose più addictive di Google Maps / Earth, a me piace andare in giro per piscine. Ovvero vedere quante persone hanno la piscina a casa; sono visioni che a volte ho avuto atterrando in alcune città. Lungi da me l'avere alcuna invidia sociale, mi piacerebbe fare un film, per parafrasare Moretti: "l'edilizia delle piscine private viste dall'alto":
Roma Casalpalocco
Roma EUR
Berlin Tegel
Miami
Zurich

Saturday, September 09, 2006

Amazon Unbox Video Downloads

Amazon.com ha portato live l'Unbox Video Downloads; per ora limitatamente al mercato statunitense si possono tirare giù un numero notevole di DVD e serie TV. Per la maggior parte di essi c'è l'opzione rent, che li rende visibili solo per un mese.
La funzionalità è limitata a due PC e due lettori; il mondo Apple (iTunes, iPod e iBook) non è supportato e "pare dicono sembra" che non si possa convertire per il lettore DVD. Pare. Dicono.
Il film si vede su un lettore Amazon, che poi altri non è che un plug-in al Windows Media Player; con il relativo DRM e PlaysForSure, per cui solo alcuni lettori portatili sono autorizzati, e.g. il Creative Zen Vision o il Toshiba Gigabeat S gli Archos AV 500/700 ovvero l'iRiver PMC.
Sugli altri amazon ci stanno lavorando alacremente ed arriverà in breve tempo. Ovviamente un amazon punto it ve lo scordate. Morì durante la prima bolla di Internet anche per motivi legati alle performance spettacolari delle poste italiote. Forse ci ripenseranno in qualche anno, dopo la piena privatizzazione delle poste e la successiva acquisizione da parte delle poste tedesche.

Thursday, September 07, 2006

Io amo la Scienza / 1 update - Il processo scientifico e il consenso tra scienziati

La discussione ha preso due pieghe non volute:
1. La piega purista, della serie che ho spiegato il metodo scientifico in modo semplicistico e non attuale. Curiosamente i commenti di questo tipo erano su Macchianera dove avevo messo una premessa proprio per spiegare che avevo semplificato la discussione sul metodo, perchè volevo parlare d'altro. Ma tant'è.
2. La piega ghrishamiana, dovuta al sempiterno Kagliostro, la quale richiede un paio di precisazioni:
2.1. Io non ho dato del pazzo a nessuno. Io ho detto che qualcuno (per scrivere un ROMANZO) ha usato il concetto di consenso/dissenso tra scienziati, che non è scienza.
2.2. Non ho detto che non si debbono riportare altre teorie. Addirittura ho citato il caso dell'etere in cui due scienziati (Michelson-Morley) confutarono il pensiero allora comunemente accettato.
2.3. Le ultime parole del post originale riportavano che la soluzione è nel misurare, misurare, misurare.
Per portare un po' di nuova carne al fuoco provo a spiegare il punto dove nasce la scorrettezza di chi usa il consenso/dissenzo degli scienziati per fregare.
Il punto chiave è quando il ghrishamiano arriva a conclusioni nichiliste:
1. abbiamo la teoria a e la teoria b (clima cambia, clima non cambia per effetto dell'attività umana)
2. La a prevede alcune consequenze e per modificarle dobbiamo agire in un certo modo (cambio di paradigma per la produzione energetica).
3. Il nichilista dice: ecco, siamo ad uno stallo; alza polvere, fa casino politico e fa passare il messaggio che non possiamo prendere una decisione. Dimenticandosi di dire che non prendere una decisione a livello politico vuol dire spesso appoggiare una delle due teorie; nell'esempio del clima quella che l'uomo non sta modificando il clima.
Se dicesse invece che lui intravede uno spazio di discussione e quindi mettesse su un casino politico per far ottenere più fondi alle varie istituzioni che fanno queste ricerche (NOAA, NASA, ESA, ...) allora non vi sta fregando.
Fatevi un giro dei ghrishamiani e ditemi quanti sono nichilisti e quanti invece si battono per far aumentare il budget della NASA...
Update: chiedo venia, non volevo dire ghrishamiani ma crichtoniani.

Wednesday, September 06, 2006

Natascha

Un accento austriaco carinissimo, due occhi che si chiudevano in continuazione. Le unghie martoriate sulle mani sempre giunte. E parole dirette che mostrano una enorme forza interiore.
Un tuffo al cuore a pensare alla vita che io ho vissuto da quel 1998. A quante cose sono successe e cambiate mentre lei stava lì.

Monday, September 04, 2006

Smart-1 / update

L'ESA ha pubblicato un paio di AVI degli ultimi momenti della sonda, tra cui uno spettacolare fatto guardando indietro verso la terra.

Io amo la Scienza / 1 - Il processo scientifico e il consenso tra scienziati

Quante volte l'avete letto o sentito? Frasi del tipo "non c'è ancora consenso nella comunità scientifica"; oppure la variante "ci sono molti scienziati che dissentono su queste teorie". In questi periodi si leggono spesso commenti di questo genere; ecco, quando leggete una siffatta frase, alzate le antenne perchè chi la sta scrivendo o non capisce una mazza o sta barando.
Per farvi capire il punto ci vuole un piccolo panegirico su cosa sia la scienza e il suo processo:
la scienza galileiana è basato su un costrutto molto semplice:
1. Si osserva e si misura un fenomeno (esempio classico, un oggetto che cade).
2. Si prova a scrivere una relazione aritmetica (l'oggetto ha un'accelerazione costante nel tempo).
3. Si mette la relazione aritmetica in uno scritto a disposizione della comunità scientifica per provarne la validità.
4. Si ritorna al punto 1 per affinare la relazione aritmetica.
Fatte le dovute proporzioni, con questo semplice costrutto l'essere umano ha raggiunto in meno di 400 anni un livello di comprensione del mondo esterno enorme. Niente a confronto con i precedenti metodi (i.e. il metodo Aristotelico) che avevano bloccato il progresso scientifico in un circolo vizioso.
Provate a rileggere i 4 passi di cui sopra e non troverete da nessuna parte la parola "consenso tra scienziati" ovvero "dissenso" ovvero "mainstream". Non esiste proprio. Esiste che altri scienziati fanno contro-prove sulle relazioni aritmetiche provvedute dall'autore del modello aritmetico. Ma non esiste che una relazione del tipo "tanti più scienziati credono che una data teoria sia vera, tanto più è vera".
Da questo equivoco nascono anche leggende popolari del tipo "ah, gli scienziati in quella occasione si sbagliarono, quindi non sono affidabili". Bullshit. La storia della scienza galileiana è piena di esempi di cantonate poi rettificate. Ad esempio per decenni tutti gli scienziati hanno creduto che le onde elettromagnetiche si propagassero in un mezzo (detto etere) che permeava l'intero universo. Perchè nessuno poteva mentalmente accettare il fatto che delle onde di energia si potessero propagare senza avere un supporto, ovvero che le onde si "supportassero" da sole. Bastò un esperimento per mandare all'aria l'etere, anche se oggi viene ancora usata come parola.
Un altro esempio che non distrusse una teoria, ma la raffinò, furono gli errori orbitali di Mercurio: per secoli la teoria del moto dei pianeti scritta da Newton prevedeva in modo sopraffino il moto dei pianeti, addirittura permettendo la scoperta "indiretta" di Nettuno. Senonchè per un pianeta, Mercurio appunto, presentava un piccolo errore. Ci volle un cambio completo di paradigma, ovvero la teoria einsteniana della relatività, per rimettere a posto quel piccolo errore.
Insomma, in questi due casi, ma di esempi potrei portarne centinaia, il "mainstream" degli scienziati sbagliò alla grande. Ma non sbagliò il metodo scientifico. Semplicemente perchè il metodo non prevede che una teoria scientifica sia ritenuta valida in base ad un principio democratico.
La scienza insomma, non è democratica. Può esserlo, ma è un caso. Può capitare che uno-scienziato-uno faccia una misura e stravolga le idee ritenute valide. Alcuni faranno ovviamente baronaggio per provare a discreditarlo, ma se ha i numeri delle misure dalla sua, non c'è barone che tenga. Ma questo ha a che fare col baronaggio, con il conservatorismo di certe persone, non con la scienza.
La conclusione è piuttosto semplice: se c'è una discussione su un fenomeno scientifico, non vi fidate di chi usa il consenso o il dissenso degli scienziati per argomentare sul fenomeno in sè. Non vuol dire niente e vi sta prendendo in giro. Ovviamente mi sto riferendo ad un caso attuale ben specifico, e cioè al tentativo reiterato di discreditare il lavoro dei climatologi sulla base della presenza di dissenso tra di loro. C'è pure chi ci ha romanzato sopra un libro sullo "Stato di Paura". Ma il problema non è la scienza, per la quale ci si può solo augurare la disposizione di fondi sempre maggiori. Il problema è la traslazione in politica democratica di un processo che purtroppo democratico non è.

Sunday, September 03, 2006

Smart-1

L'occasione dello schianto sulla Luna della Smart-1, sonda test del'ESA atta a provare un sistema di propulsione a ioni, fa ritornare in mente la prima serie di sonde US dirette alla Luna, i Ranger. Le sonde, primo punto della strategia statunitense di conquista della Luna, non prevedevano di rimanere in orbita o di fare un allunaggio morbido, ma di schiantarsi contro la Luna a quasi 10mila Km orari. Ed erano munite di un'innovativa telecamera a scansione (anzi di 4) che fece vedere le immagini dello schianto in diretta televisiva. Solo le ultime 3 (su 9) funzionarono a dovere e trasmisero una quantità abnorme di dati importantissimi per le successive missioni (Lunar Orbiter, Surveyor e Apollo).
Se volete vedere cosa vuol dire schiantarsi sulla Luna, guardatevi questo filmato della Ranger 9.

Saturday, September 02, 2006

Il sogno di quand'ero piccolo

Insieme con la notizia, finalmente concreta, che la NASA ha assegnato alla Lockheed Martin il main contract per la costruzione delle nuove navicelle riutilizzabili che andranno sulla Luna e poi su Marte, mi è caduto l'occhio sul piano di completamento della ISS. Dove c'è scritto, così freddo freddo, che già dall'Agosto del 2008 il primo dei rimanenti tre Shuttle andrà in pensione. Poi in capo ad un anno e mezzo, anche gli altri due.
Ecco, io ci sono cresciuto con quella sagoma. Non esagero se dico che ha ispirato i miei studi e che, con tutti i problemi e gli errori, è e rimane la più bella macchina mai progettata dall'uomo.
Non so se i nuovi progetti della NASA forgeranno emozionalmente un'altra generazione di ingegneri. Forse per loro sarà tutto più normale. Per noi non lo era. Era la prima idea di rendere lo spazio scientifico e commerciale. Un'idea che prese la forma sinuosa dello Shuttle. Tra due anni sarà un momento un po' forte sentimentalmente, ripensare a trenta-anni-trenta tra i primi voli sperimentali senza motore e gli ultimi vagiti. Ma rimarrà un sogno fantastico.

Photo credit: Lockheed Martin Corp.