Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Thursday, August 31, 2006

Il lavoro nobilita l'uomo e lo rende libero

Leggendo i vari ping pong sulla proposta di Iachino sul CorSera di usare maniere dirette contro chi non fa una mazza, e soprattutto alcune risposte dei sindacalisti, mi stavo chiedendo una cosa:
Quando è successo nella storia della sinistra che una parte è passata dalla difesa della centralità del lavoro e dell'uomo lavoratore (rispetto al denaro e alle commodities) alla difesa del posto di lavoro. Quand'è che si è aggiunto posto di alla parola lavoro? Insomma, si lavorava come bestie da sempre. Poi alla falce si è aggiunto il martello. Poi altri simboli, il combattente-partigiano della seconda guerra mondiale, Gagarin, la Tereskova. Tutta gente che lavorava e ispirava i lavoratori a sentirsi parte di un movimento che stava creando il progresso con il cervello e le mani.
Poi di colpo, paff. Cartellino, scartoffie, Fantozzi, fancazzismo e addirittura elogio dell'ozio, spesa proletaria e altre stronzate simili.
È un problema intrinseco dello statalismo? O delle persone se non sottoposte a stimoli? O abbiamo avuto dei coglioni nella classe dirigente della sinistra? Cavolo, ma non fare una mazza e prendere uno stipendio vuol dire rubare a casa mia.
PS: col titolo del post mi piace riappropriarmi intenzionalmente del rapporto lavoro-libertà dopo lo scempio fatto dai nazisti.

7 comments:

zuck said...

Penso che il punto sia il pensiero che l'uomo sia, in quanto uomo, lavoratore e chi non fa una mazza lo faccia solo perché costretto dalle circostanze avverse e non perché fannullone 'dentro'. Un curioso misto di cattocomunismo, oserei dire.

Kagliostro said...

No no, sta bono, non fare il furbetto di botteghe oscure.

Tu confondi il lavoratore-servo della gleba sovietico senza diritti che è PATRIMONIO DEL COMUNISMO DA SEMPRE (ricordi? tutti poveri e lavoratori in una grande casa Comune dove nessuno possiede un cazzo) con il motto "il lavoratore ha sempre ragione" che è servito ai sindacati per far breccia nel cuore dei poveri sfruttati.

D'altra parte è una vita che la Propaganda dice che in USA l'uomo è SFRUTTATO perché non c'è l'articolo 18 ed invece viene spacciata per un'oasi di "modernità" prima l'URSS e adesso la Cina.

D'altra parte il comunismo è POPULISMO e te lo immagini tu un Populismo in cui si dice che bisogna lavorare DURO ED IN SILENZIO? Il populismo deve prometterti per forza il PARADISO in TERRA, salvo poi quando va al POTERE che deve spostare più in là il punto d'arrivo al PARADISO.

Mi meraviglio di te: tu dovresti essere la sinistra moderna, quella alla Ichino per intenderci e ancora non distingui le proteste per creare le sommosse RIVOLUZIONARIE contro il PADRONE-RICCO-SFRUTTATORE dalla Propaganda PRO-REGIME.


Quando c'era un PADRONE il comunismo ti parlava di LIBERTA' e di SPEZZARE LE CATENE.
Quando c'è il REGIME le catene te le mette lui.

Sono due fasi distinte e molto chiare della Sinistra: quando sta all'OPPOSIZIONE c'è L'INTERESSE NELL'INDIVIDUO che poverino non arriva alla fine del mese.
Quando va al Potere tutta l'attenzione si sposta sulla COMUNITA' al cui il singolo INDIVIDUO può arrecare danno con i suoi comportamenti.

Eddai è così facile...

PS: anche a destra abbiamo i nostri populisti, però i vostri sono professoroni rispetto ai nostri!
;))))))))

Kagliostro said...

Ovviamente evitiamo lo sbaglio "destra-padrona odia i sindacati".
No, questo non è vero.

I sindacati sono una COSA SERISSIMA, ma SERIA DAVVERO!
Per questo mi rode 10 volte il culo quando la difesa del lavoratore viene fatta solo per poi precipitarlo in una situazione peggiore o con logiche politiche populiste (o ancora peggio per rifilargli la polizza UNIPOL)

E come ti ho già risposto di là, la difesa del posto di lavoro, quando è una barzelletta per proteggere chi non fa un cazzo, è solo una disgrazia.
Però allo stesso tempo in questa disparità di trattamento tra chi l'articolo 18 ce l'ha e chi no, c'è chi viene sfruttato sul serio. Per questo l'art 18 o si dà a tutti oppure a nessuno.

Ciao

Carletto Darwin said...

A Kaglio', ma non hai capito il tono del mio post? Guarda che io:
1. Non ho difeso il fancazzista quadratico medio
2. Non ho parlato di USA sfruttatrici e URSS paradiso
3. Non ho parlato di lavoro come catene (il titolo riguardava il lavoro come libertà di vita e scelta, come nel romanzo che ti ho detto ieri)
4. Non ho nè difeso nè attaccato il sindacato
Io mi sono chiesto quand'è che, nella storia della sinistra, la centralità del lavoro, come entità etica, è diventata centralità del posto di lavoro. Ho pure sottolineato la parola "POSTO DI". Il lavoro non è un posto di lavoro. Il lavoro è l'uomo che con il suo cervello e le sue mani crea progresso dal niente. Il lavoro è Bill Gates come Juri Gagarin. L'invenzione, il colpo di genio, la cosa impossibile che diventa possibile.
Io, come uomo di sinistra, voglio difendere la capacità di lavorare. Ma non me ne frega nulla di difendere il posto di lavoro in un'azienda che magari 50 anni fa era innovativa e oggi è un baraccone.
Il lavoro è stato centrale nella cultura di sinistra in tutto il periodo che arriva al dopoguerra. Per me una spiegazione è che, a cavallo tra gli anni 50 e gli anni 60, la sinistra, raggiunti l'obiettivo di alte quote di occupazione, ha perso di vista il discorso del lavoro in sè. E si è concentrata sul mantenere i posti di lavoro, anche se improduttivi.
Ma se uno prende uno stipendio e non produce, vuol dire che ruba a qualcun'altro. Cioè, se prende 1000 euro per non fare niente e ci va a comprare la frutta, non è che quei mille euro si materializzano da soli.

sapu said...

Pensavo avessi preso il pres della provincia teatina a far da titolista...

Poichè mi pareva si parlasse di realtà nazionale (anche se ho visto ballarci dentro usa e urss e magari ci stava bene anche la lady di ferro, un pò di figa mai !?) credo che il 'quando' sia il momento in cui qualcuno ha scritto che siamo "una repubblica fondata sul lavoro". Lavoro. la prestazione d'opera.
Dove sta scritto questo diritto ce ne son poi scritti altri, ma questo è il primo.
Poi uno lo intepreta come vuole: i sindacati han pensato di interpretarlo come 'diritto a prendere uno stipendio' in tempi di quiete dopo la tempesta della lotta per i diritti del lavoratore, dell'eticità del lavoro e tutte quelle belle cose (si sa, dopo ogni guerra vinta ci si adagia e ci si rammollisce)
Ad ogni costo, anche quello che qualcuno non faccia una emerita.
O molti, chissà: chi sa davvero giudicare (posto che siamo un popolo di giudici oltre che di commissari tecnici etc) quanti nel pubblico vanno a ritirare la bustapaga col passamontagna ?

Carletto Darwin said...

Scusate, dovevo essere ubriaco quando ho scritto questo post. Non mi rendevo conto che mettere il nome di Ichino vicino a quello di Darwin sarebbe stato oltraggioso per Carletto. In questi ultimi tempi, il livello dei miei post è scaduto sempre più verso il qualunquismo, ma stavolta ho battuto anche me stesso. E pensare che Gianluca N. mi dà spazio da lui! Corro a dimettermi anche da macchianera, in cui si riesce ad essere leggeri senza essere superficiali. Io non sono all'altezza. Scusatemi.

Kaelidan said...

Sottoscrivo in pieno Carletto, parole sacrosante. Tra l'altro posso capire i sindacati che loro sul fancazzismo ci hanno costruito l'intero sistema, ma i politici (cosiddetti) di sinistra? Questa difesa ad oltranza dei fancazzisti (la colpa è dell'Amministrazione che è antiquata e non da i mezzi per lavorare. Toh, ed io che pensavo che l'amministrazione di m***a che ci ritroviamo fosse la conseguenza tra l'altro del lavoratore che sta a casa o va a fare la spesa durante l'orario di lavoro...) oltre ad essere ridicola non paga nemmeno in termini elettorali.

Basti guardare il forum di Corriere.it, sommerso di interventi pro-Ichino...

Bah...

//Kaelidan