Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Monday, November 28, 2005

Guantanamo in Europa? (reloaded)

Incredibilmente, timidamente e con almeno quattro giorni di ritardo, ecco la prima fantastica agenzia. Che, guardate bene, non riporta affatto la notizia in sè e le discussioni che stanno avvenendo un po' in tutta Europa.
Ma solo la frase che il Frattini ha detto riguardo le sanzioni contro quei paesi che hanno ospitato le eventuali prigioni CIA.
Ma uno che la legge così dalla Reuters senza sapere gli antefatti, che cosa ci capisce?
PS: per chi non mastica il tedesco, ecco l'articolo di Der Spiegel in inglese.

Intervista col sugo

Dare un'occhiata a Der Spiegel al mattino, prima di andare in ufficio. E trovarsi nell'home page il faccione scioccante di Ferrara, con annesso articolo. Rende la giornata un trauma. Sull'intervista ha detto tutto F.F. col suo "Bando ai Relativismi".

Sunday, November 27, 2005

Guantanamo in Europa?

C'è una notizia lì fuori da alcuni giorni che in Italia hanno bucato, o hanno deciso che non valeva la pena di dirvi. Un ping-pong tra il nuovo governo tedesco e il segratario di stato US sul fatto che la CIA abbia usato aereoporti civili (quello di Francoforte) ed aerei civili per trasportare presunti terroristi islamici catturati.
E che ci sia una prigione, stile Guantanamo, in Romania e/o on Kosovo. Tutti negano. Nessuno sa niente. Conoscendo lo stile US, magari tre quarti della notizia è una bufala messa lì per poi smentirla. È carino che qualcuno si prenda la briga di non disturbarvi e di non dirvi nulla.
Dormite tranquilli.

Saturday, November 26, 2005

Argentina o Germania?

Io non voglio fare quello che "lo dicevo io". Che pronosticava il declino, che ha sbolognato quando ha capito che non c'era futuro. Però l'Italia negli anni '90, invece di imboccare una strada di innovazione sociale, politica ed economica, si è trovata col fenomeno nano, e ne sta pagando le consequenze. Per cui l'articolo dell'economist, a parte il veniale errore sulla percentuale attuale del debito pubblico, è perfetto.
Si aggancia con il notevole editoriale del Corsera, in cui si parlava del programmismo che sta prendendo la sinistra in questi mesi. L'editoriale che presentava la situazione così com'è.
La situazione è che c'è stata in questi ultimo quinquennio una mancanza totale di politica macro-economica, che non si è governato il passaggio dell'Euro e che si è mancata la sfida della globalizzazione. E che al governo, invece di un Marzano o di un Tvemonti, c'è andato Darwin. Poco male potrebbe dire un liberista puro. Sì, poco male. Se non che l'Italia una fase così non l'hai mai conosciuta nelle ultime generazioni, tolto l'immediato dopoguerra.
È un momento negativo, bisogna aspettarsi una crisi economica? Ecco, per me siamo al bivio, al punto di non ritorno. Da una parte c'è una crisi monetaria e di bilancio fortissima, simile a quella Argentina dopo l'aggancio col dollaro. Con le dinamiche tipiche delle economie post-industriali, dieci anni di moneta vincolata sono il punto di rottura. Il che vuol dire il 2008 per noi, dieci anni dall'aggancio col Marco. Una crisi forte, e le avvisaglie si vedono dall'aumentare costante dell'import, segnale ormai della mancanza di spinta produttiva ed innovativa, che si può evitare, se si pone la ricerca e l'innovazione al centro della dinamica politica. Sgravi senza fine a chi investe in ricerca, a chi assume neo-laureati in materie scientifiche, a chi innova il parco tecnologico della propria azienda, a chi fa innovazione di prodotto ma soprattutto a chi la fa di processo. Sgravi, sgravi, sgravi. Se non l'avessi ancora scritto, sgravi.
Un colpo di reni di questo genere, all'irlandese, ci porterebbe a far tirar fuori la parte migliore del genio italico e a porlo sul mercato internazionale. E a vedere il segnale ultimo di un'integrazione nel mercato mondiale: il segno + nella bilancia dei pagamenti tra Italia e Cina. Cosa possibilissima; ce l'hanno fatta i tedeschi durante gli anni di Euro fortissimo. Ma non hanno venduto certo magliette o scarpe. Hanno venduto auto di lusso, treni a lievitazione magnetica, tecnologia aereonautica.
Mandiamo a casa queste quattro tacche che sono al governo e riappropriamoci della nostra genialità.

Wednesday, November 23, 2005

Ad avercene

Insieme con gli auguri di buon lavoro alla nuova cancelliera e al suo governo di coalizione, mi viene un'invidia tremenda per la classe politica che c'è qui.
Qui, come in molti altri paesi del mondo, si è sviluppata una destra seria, oserei dire tedesca. Con programmi economici, visioni sociali e fatti. Uno sviluppo durato decenni e probabilmente dovuto anche al fatto che la sinistra era la SPD e i verdi. Forse in un gioco di azione e reazione, ogni parte è così perchè l'altra anche è seria. Lo vedi da come hanno maneggiato la questione delicata della coalizione grossa; che potrebbe avere effetti deleteri su entrambi i partiti.
Fa da contrapposizione alla situazione italiana, dove una destra non c'è. Un Peron nanerottolo guida una coalizione populista, che mischia dirigismo e mancanza di attenzione ai mercati con leggi di destra reazionaria pura. Dall'altra parte hai DiPietro-Mastella-Dini-Prodi-Fassino-Bertinotti-Capezzone-PecorarioScanio; praticamente l'intero arco parlamentare tedesco. Di nuovo, si potrebbe dire che la sinistra è così perchè la destra in Italia non c'è mai stata. E viceversa la destra non si forma perchè la sinistra ha un pensiero vasto ed egemonizzante. Sarebbe una questione di lana caprina, tipo uovo-gallina.
La realtà sono gli uomini e le donne, il loro senso dello stato e le loro visioni sul come realizzare i programmi di governo. Ed in questo in Italia stiamo messi male. Io da quasi un decennio vedo solo una persona lì fuori.

Monday, November 21, 2005

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione

Oggi nel circuito astronautico sono uscite un paio di quelle foto da mozzare il fiato.
Cominciamo senza dubbio con la ormai mitica sonda sfigatissima, la giapponese Hayabusa, che è di nuovo andata in safe mode poco prima di toccare l'asteroide Itokawa. Ha però mandato un notevole primo piano della zona di atterraggio, ma soprattutto una foto durante l'avvicinamento in cui si vede la sua stessa ombra.
Facciamo poi un volo immaginario qualche milione di chilometri, e atterriamo su Marte. Dove i due robottini MER stanno sempre in salute, aiutati dalle folate di vento che ne tengono pulita la superficie dei pannelli solari. La NASA, per festeggiare la Spirit che ha raggiunto un anno marziano, ha appena pubblicato alcune foto ricostruite al computer in cui si vede il rover stesso nel suo ambiente. Con le ruotine affondate nella sabbia, in un tramonto marziano e a zonzo nel deserto marziano. Großartig!
PS: per chi non lo sapesse, su marte il cielo ha colori complementari rispetto a quello terrestre. Rosa rossiccio di giorno, blu al tramonto.

Sunday, November 20, 2005

Assisi

Il modo con cui ogni italiano vive il rapporto con la religione cristiana cattolica è variegato: chi la vive in modo cattolico praticante, chi in modo cattolico ma faccio come mi pare, chi in modo ateo perchè l'istituzione ecclesiastica è odiosa e chi in modo variegato, pieno di se, quando, nel caso in cui.
Il sottoscritto appartiene all'ultima categoria, dove i se, ma, quando possono essere rappresentati da due poli magnetici. Il più assegnato ad Assisi, ai francescani e al loro modo di vivere l'impegno dell'uomo per l'uomo. Il meno assegnato al Vaticano, a tutta la struttura che vi gravita attorno e al loro modo di vivere l'impegno come continuazione conservativa del potere temporale.
Ecco, di fronte a questi più e meno, dopo tanti anni in cui la bilancia pendeva sul più, e in cui alla struttura francescana era assegnata una certa libertà di movimento, è arrivata la sterzata del Ratzinger: nuovo vescovo, e questa sarebbe ordinaria amministrazione, ma soprattutto nuove regole. Copio e incollo:
E ancora al numero 2 del motu proprio si afferma: ''Il vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino d'ora innanzi avrà la giurisdizione prevista dal diritto sulle chiese e sulle case religiose per quanto riguarda tutte le attività pastorali svolte dai Padri Conventuali della Basilica di San Francesco e dai frati minori di Santa Maria degli Angeli''. Quindi, prosegue il documento al numero 3, ''i padri francescani, conventuali e minori, per tutte le iniziative che hanno risvolti pastorali, dovranno pertanto chiedere ed ottenere il consenso del Vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino. Questi, poi, sentirà il parere del Presidente della conferenza episcopale umbra per le iniziative che hanno riflessi sulla Regione umbra o della Presidenza della conferenza episcopale italiana per le quelle a più ampio raggio''. Il Papa quindi chiede ai vescovi di attenersi alle nuove norme con disponibilità ''nonostante qualunque cosa in contrario''.

Saturday, November 19, 2005

Numeri in libertà

L'ultimo numero del giornale del Giulianone presentava in modo fantastico due editoriali dal titolo Numeri in libertà e Cento dollari per un computer. In uno si criticava l'uso distorto dei dati statistici, con riferimento alla questione apparsa nella stampa i giorni scorsi sull'analfabetismo; nell'altro si davano dati statistici distorti sull'uso del Web e su quelli ci si imbastiva un bel discorso.
I numeri della Internet erano poi cifre da ignorantoni:
in Africa solo il 2,7 per cento della popolazione, infatti, ha accesso a Internet. La percentuale sale al 9 per cento in Asia, mentre in Europa la quota è 19 per cento e negli Usa 23 per cento. Robba che un qualsiasi pivellino sa che sia in Europa che negli Stati Uniti le percentuali sono più che doppie; e che soprattutto il divario è una questione di lingue e religioni, non di stati.
Ma il gioiello dei gioielli di questo editoriale è la presunta smentita della tesi marxiana sul moto accentrativo dei capitali; leggete e godete dell'incredibile contraddizione che un editorialista fighettino del Foglio riesce a scrivere in meno di cento parole:
Può darsi che i proprietari di questa piccola impresa, di cui poco si sa, salvo che è sponsorizzata da Google, diventino dei nuovi Bill Gates. Ma la tesi marxiana per cui lo sviluppo tecnologico richiede, e quindi genera, la concentrazione capitalistica, riceve una nuova smentita.
Insomma, un'azienda portatrice sana di capitali enormi, Google, sponsorizza un'aziendina che potrebbe diventare la nuova Microsoft, cioè la può veloce accentrazione di capitali di tutti i tempi. E questo contraddirrebbe la tesi delle tesi sull'accentrazione dei capitali!
Una tesi che invece è così vera che negli USA, il paese al mondo che al meglio ha utilizzato le dinamiche positive del capitale e del mercato, questa cosa l'hanno capita da più di cent'anni. E ci hanno fatto una legge apposta. Chiedere a Rockefeller per ulteriori informazioni.

Friday, November 18, 2005

Bianca

Perchè è bello vivere nel Nord Europa? Ma perchè da metà Novembre comincia a nevicare.
Oggi una bella buferetta in centro!

Thursday, November 17, 2005

Competitività

Ognuno ha le proprie fisse; io ho quella dei ministri dell'Economia incompetenti e delle drammi che possono provocare. Il simbolo, il gran visir di tutti i cretini, è il ministro Cavallo che governò a riprese alterne le sorti economiche argentine per anni. A lui si devono una serie di misure sceme di macro-economia, una su tutte l'agganciamento al dollaro senza concentrarsi sulla produttività delle aziende. E a lui si deve uno stile dialettico fatto di risposte, battute, sarcasmo verso tutti quelli che lo criticavano.
L'emulo di Cavallo è il ministvo con la evve moscia, il Tremonti. Il quale nelle discussioni pubbliche, sulla TV e sui giornali fa sempre la sua brava figura. Ha sempre un argomento, una giustificazione, qualcuno a cui dare la colpa, etc etc.
Il quale anche governa l'economia italiana da anni, anche lui in spezzoni temporali. Il Tremonti si dovrebbe confrontare con una situazione che si è globalizzata fortemente negli ultimi tre lustri, dalla fine del comunismo in poi. Ma che ha avuto un'accelerazione enorme dopo l'entrata della Cina nel gran gioco dei capitali mondiali. Ovviamente, di fronte a un cambiamento di questo tipo, ogni ministro savio si mette là e discute di un solo ed unico argomento: la competitività, o meglio dire la produttività, o per meglio dire l'innovazione; a dirla tutta la ricerca.
E il ministro savio si inventa sgravi, detassazioni, agevolazioni e cazzilli vari, per spingere le aziende ad investire in ricerca, ricerca e ancora in ricerca.
No, lui le agevolazioni le ha date a chi ha speso, non a chi ha investito. E nei dibattiti pubblici sempre lì a parlare del buco lasciato da Amato, dell'incredibile soluzione a tutti i mali data dalla banconota da un euro, dai casini fatti da Siniscalco e altre amenità che lasciano un ricordo indelebile nei neuroni di tutti noi.
Questi sono i risultati.

Tuesday, November 15, 2005

Tornare sui banchi di scuola

Nei giorni scorsi ci sono state un paio di notizie che fanno da cartina di tornasole del livello di preparazione scientifica della stampa:

1. Il Corsera fa un pezzo sul riscaldamento globale passando come scoperta fondamentale che l'umidità sia un gas serra. Se non chè è noto e stranoto che il vapor acqueo è 3-4 più gas serra del CO2.
2. Il padre di tutti i neoconi nostrani, sbeffeggia Fassino scrivendo una doppia stupidaggine grossa come una casa ("Gas? Il Fosforo è un gas? Chimici? Ma di che parla?") non sapendo che nessuna sostanza "è un gas", ma che tutto dipende dallo stato (temperatura e pressione); cioè che una sostanza è un gas da certe temperature/pressioni in sù. Ovvero è solido da certe temperature/pressioni in giù. Per chi non ci crede, l'idrogeno è un solido metallico sulla superficie di Giove. Poi nel particolare, siccome i traccianti sono sostanze che bruciano lentamente, emettono sottoprodotti gassosi. Per cui Pierino Fassino aveva ragione nel merito.
3. Tutti stanno scrivendo delle questioni dell'ICANN parlando di "libertà della rete" e governo della stessa; non conoscendo la differenza tra governo e governance. L'istituzione americana definisce i domini e non la libertà della rete. Tantopiù che non ha potuto far nulla contro le misure (sceme e aggirabili) che alcuni paesi e aziende hanno implementato per limitare la navigazione. E la questione della governance è sacrosanta, perchè dovrebbe essere sganciata da un paese, visto che riguarda questioni di business. L'organizzazione dovrebbe essere qualcosa del tipo WB o FMI o ancor megli la FCC. Deve definire limiti e regole, ma non partecipare nel business. E deve essere partecipata da più paesi possibili, secondo regole ben definite e non politiche. Molti paesi che dal punto di vista governativo sono tirannie, partecipano a organismi di governance tecnologico (l'IEEE su tutti); perchè lì non si definiscono regole di libertà, ma implementazioni di temi tecnologici.

Ignoranza in temi scientifici e tecnologici? Oppure sottile gioco delle tre carte? Conoscendo alcuni giornalisti mi orienterei per la prima..

Il casino che seguirà le elezioni del prossimo aprile

Insomma, dopo quasi due mesi si è chiusa la fase di discussione sul programma del governo tedesco, il kompromessen storiken n.2 (dopo quello della fine degli anni 60). Ora, considerando come sono seri e ponderati i tedeschi, vi dovreste figurare che questo compromesso è stato messo nero su bianco in un contratto. È una prassi di tutti i governi di coalizione; ma certamente se la coalizione si è presentata come tale alle elezioni, il contratto è il programma di governo.
Se invece la coalizione non si era presentata come tale alle elezioni, e questo è il caso del nuovo governo Merkel, il contratto non era stato votato come programma dagli elettori.
Questo è un effetto del sistema di voto che non indica la maggioranza e non le offre il premio; non sto dicendo che è sbagliato, ma che uno vota per un partito e per il suo programma, ma non sa se questo programma verrà applicato in caso di vittoria. Si sposta cioè il potere decisionale sul programma ai partiti.
Qualcuno dirà: e sì, altrimenti che ci stanno a fare i partiti? Ecco, questa è proprio il punto. I partiti stanno lì per implementare una politica, o per definirla? Stanno lì a servizio degli elettori o stanno lì per fare un servizio agli elettori.
Inutile dirvi che, tolta la serietà dei tedeschi, in un paese di caciotte e nani, il proporzionale ha già dato prova di sè con una sequenza incredibile di governi. Che riprenderà puntualmente dall'Aprile 2006. E il risultato sarà la mancanza di politiche di lungo termine. Quelle in cui un governo ha bisogno di un po' di tempo.
Una su tutte la ricerca.

Monday, November 14, 2005

Cato Maior de senectute

Lo scorso fine settimana si è inaugurata a Kyalami la serie di corse del Gran Prix Master. Sono delle corse monomarca, monomotore, monogomma, per ex piloti di Formula 1, con almeno due stagioni alle spalle e 45 anni sulla carta di identità.
La formula semplice semplice, i prezzi abbordabili e la presenza di quei nomi ha fatto garantire un pienone clamoroso. Che speriamo si ripeta l'anno prossimo, quando la serie diverrà una stagione completa e non più una gara a se stante. Magari dando anche qualche suggerimento per rinnovare la Formula 1 moderna, divenuta ormai arida di sorpassi e ruote fumanti.
E che magari sono ivecchiato io e penso al duello dell'Hungaroring tra Piquet e Senna. O a quello nello stesso circuito tra Senna e Mansell; però sentire la lista dei partecipanti fa venire la pelle d'oca: Prost, Fittipaldi, Jones, Patrese, Arnoux, Tambay, Cheever.
Comunque il mitico leone mansueto Mansell ha dato la polvere a tutti. Pole, Vittoria, GpV e in testa dall'inizio alla fine. Tiè.

Sunday, November 13, 2005

First Man

Sempre per la serie "nerds americani che hanno cambiato il mondo" oggi è la volta di Neil Armstrong, l'astronauta della NASA che per primo mise piede sulla luna.
Non so se mai nella storia dell'uomo ci sia stata una persona così a basso profilo per un'impresa così grande. Neil completa con Glenn e Shepard un triangolo di astronauti che hanno dato forma alla NASA com'è oggi. Cresciuto attraverso la depressione US degli anni '30, fece per molti anni la carriera di test pilota per la NACA, poi divenuta NASA; facendo record a non finire con l'X-15. Poi passò alla carriera di astronauta, con il primo docking della storia e con una missione, la Gemini VII, che per poco non si trasforma in tragedia. Passò attraverso la fama e la gloria dell'Apollo XI con un aplomb notevole e si costruì una carriera di business man negli anni 70 e 80.
Tutta la sua vita è ora raccolta in "First Man", la prima biografia autorizzata scritta da James Hansen; un mattone di quasi 700 pagine che vanno via che è un piacere. C'è molto della normalità americana, dell'essere nerd tipico degli ing. E c'è una vita fatta di lavoro, dedizione, concentrazione e passione. Una vita da primi, ma senza ansie e patemi.

Friday, November 11, 2005

Le quote rosa

C'è un bel vociare su un tema di razzismo che affligge le società post-industriale. Razzismo verso le donne. E si riparla di quote rosa, in parlamento come nei CDA norvegesi.
Ora, permettete un ragionamento? La questione è sacrosanta. In tutte le posizioni dirigenziali ci dovrebbero essere mediamente entrambi i sessi rappresentati; a dirle tutta anche tutte le culture/religioni/colori della pelle. Ma rimaniamo ai sessi.
Sia per le posizioni manageriali, come per quelle politiche, stiamo parlando della "valle delle società moderne". Una persona ha un percorso formativo e di esperienza lavorativa e arriva un giorno a guidare un'azienda. Può essere il miglior genio del mondo, ma ovviamente il raggiungimento di una tale posizione dipende da una serie di circostanze: la famiglia, lo studio, i soldi per farsi una vacanza studio, il supporto del partner nella famiglia, il supporto delle istituzioni nella vita quotidiana (asili, metropolitana, ospedali e quant'altro), ....
Cioè, la posizione di manager nel CdA delle società, o di parlamentare è il frutto di una somma aritmentica tra P, il valore della persona, e S, il supporto ricevuto nella carriera:

P + S = CdA
ovvero
P + S = Parlamento

Ora, siccome io parto dal presupposto che non ci siano grosse differenze strutturali e capacitative tra uomo e donna, dico che a livello di P siamo circa uguali. Se a livello di presenze in CdA o in Parlamento non siamo equamente rappresentati da uomini e donne, il problema sta in S. Nel supporto, nelle possibilità di studiare, nelle capacità ricettive degli asili, etc etc.
Fine della pippa con una domanda: qualcuno ha un idea del come possa funzionare l'imposizione delle quote rosa, se il problema sta da un'altra parte? Insomma, mettiamo per legge che metà dei CdA devono essere donne. Ma se non ci sono le strutture di supporto, ma come fanno 'ste sante donne a stare nei CdA?

Thursday, November 10, 2005

A Nando, faccee aa mericano

Ieri qui a Cannes ho avuto la fortuna di assistere, dalla terza fila, alla performance di Scott McNealy, il capoccia della Sun. Ora, a parte il legame emozionale di vedere un pezzo della mia storia universitaria in carne ed ossa, mi sorge spontanea una riflessione sugli imprenditori statunitensi; la riflessione è facile: 'sta gente emana. Emana energia come un sole. Sono tipicamente nerds, vestiti in un modo che una stilista italiana definiribbe da stvaccione, eppure hanno due palle tanto.
In un'oretta ha riassunto la storia e il futuro di una delle società informatiche che ha cambiato il mondo; ha parlato del grid che debutterà nelle prossime settimane, del fatto che il software deve essere open source, della scarsità di big blue, e del fatto che la priorità del progresso deve essere la compatibilità con l'ambiente.
Queste persone, quest'ammerica, questa energia, noi ce la sogniamo. Noi c'abbiamo i nani. Loro i giganti.

Tuesday, November 08, 2005

Orgoglione

A me di tutte, dico tutte, ma dico proprio tutte, le vicende che ruotano intorno al presunto TG satirico che gira da anni su Canale 5, con annessi presentatori che si sono fatti una gran fama non me ne è mai fregato niente. Penso che sia una satira di potere, quindi estremamente ridicola; penso che è una macchina per far soldi e che si attacca ovviamente solo addosso ai poveracci.
Mi fa un po' pena; un po' come il paese che le ospita.

Sunday, November 06, 2005

I ghiacciai della Groenlandia

L'ESA ha pubblicato i primi risultati di un'analisi fatta su più di un decennio di dati altimetrici dei ghiacciai della Groenlandia. La più grande isola terrestre, nonchè la seconda riserva di acqua dolce del mondo, rappresenta un punto molto sensibile nei modelli climatologici, perchè una diminuzione dei suoi ghiacciai, con conseguente immissione di acqua dolce nell'atlantico, potrebbe avere consequenze disastrose per la corrente del golfo.
Gli studi mostrano un aumento del livello dei ghiacci di circa 6 cm in media, a fronte del decennio con le temperature più alte da quando si registrano i dati metereologici in modo diretto. Ed è un risultato non sorprendente, perchè i modelli attuali prevedono oscillazioni spaziali della temperatura, ma soprattutto perchè un innalzamento della temperatura fa corrispondere maggiori precipitazioni, che da quelle parti sono nevose.

Saturday, November 05, 2005

Minerva morbide

Nei prossimi giorni la sonda di cui nessuno parla arriverà bella bella a poggiarsi sull'asteroide Itokawa. E sgancerà un affarino di 600 grammi di peso, il lander Minerva, che farà alcune misure e foto sulle quali c'è grossa attesa a Tokyo. Ieri c'è stato un problemino di comunicazione, ma tutto sembra procedere per il meglio, aiutato dalla dinamica gravitazionale estremamente lenta che offre un asteroide dalla massa così ridotta.
Update: a causa di un problema di navigazione, l'atterraggio è rimandato sine die. Fine settimana di passione dalle parti di Tokyo.

Friday, November 04, 2005

La SuSe 10.0

Alùra, mentre un centinaio di Km ad Est da qui il barese si sta trasformando in un borghese, io ho tirato giù ed installato la SuSe 10, in versione open source. Con un colpevole ritardo dovuto ad un freeze neuronale che mi ha colpito nei giorni scorsi.
Cominciamo con l'installazione, fatta coi 5 ISO direttamente in VMWare, sfruttando la funzione CD-ISO del medesimo; insomma, non ho bruciato neanche un CD. Il kernel di installazione riconosce VMWare come processore (!!) e si scanna tutto il sistema non dando il minimo errore. Ovviamente ho installato quasi tutto, compreso il LaTex, un po' per farmi venire la lagrimuccia. Il tutto è durato un'oretta, ma il PC stava facendo altre cose. Insomma accettabile, anche se non ancora low-level per essere data in pasto a tutti. Ci sono ancora un paio di scelte da nerds.
Networking e gestione degli utenti sono al solito molto buone, con supporto dei peggio protocolli e sistemi di directory, escluso AD.
L'uso, per quanto possa dire dopo una mezz'ora di cazzeggio, è buono e ha un paio di featurine nuove niente male. Su tutte il fatto che il supporto per il VoIP si sta facendo decisamente consistente,
PS: ormai sono diventato un collezionista; ho quasi una ventina di immagini in VMWare. Posso simulare di tutto di più. Se avete richieste o sfide, fatevi sotto. Sto lavorando indefessamente a OS2.

Thursday, November 03, 2005

E se Longhorn non uscisse per niente?

Dopo un paio di tentativi, e con il server in uno stato comatoso, sono riuscito a testare la beta di Windows Live, il nuovo prodotto di MS (attenzione, non supporta Firefox per il momento).
Dateci un'occhiata se avete tempo, ma soprattutto se ci riuscite. Perchè le idee che ci sono dietro sono niente male, e tutte fornite di apposito weblog; ovviamente non è nulla di nuovo o di non visto. Ma ci dovreste buttare un'occhiata perchè questo è il terreno della sfida con Google nei prossimi anni. E probabilmente questa è anche la fine del sistema operativo, così come la si è pronosticata molte volte. Finirà che avremo un sistema operativo molto leggero, a quel punto sarà un firmware messo in una stick, il cui unico scopo è di far partire il browser in una macchina "nuda". Tutto il resto sarà online, in un portalino tipo il Live.com.
Ovviamente la vera sfida commerciale non sarà sui gadget, feed rss e messanger. Ma sarà sugli applicativi office, intendendo il trio word-excel-powerpoint, al quale si aggiungerà la possibilità di telefonare online.
Sembra di rivivere le promesse del primo boom del web. Le cui due limitazioni, la maturità degli applicativi e la capacità delle linee, sono cadute. E, conoscendo la MS, non mi stupirei se ne uscisse vincente anche questa volta.

Wednesday, November 02, 2005

Capitalismo senza skipper

La crisi in cui si sta avviluppando la politica tedesca, al pari del ping-pong tra Gore e Bush di qualche anno fa, dimostra il grado di maturità dei sistemi post-capitalisti usciti fuori dalla guerra fredda.
Prima dell'89 una fase del genere sarebbe rimasta nell'ombra, vedi il governo parallelo segretissimo che sostituì il Nixon alcolizzato. Oggi invece i sistemi sono sicuri di sè e viaggiano a vele spiegate, con o senza skipper. Anzi, a dirla tutta, senza sarebbe quasi meglio. La gestione dell'economia è fatta da persone che la sanno fare e che ormai non hanno bisogno di politici. E possono mandare avanti una macro-economia, perchè si reggono su un sistema maturo di pesi e contrappesi.
Niente di nuovo comunque: 'ste cose le diceva un tedesco più di cent'anni fa.