Qui si pensa che il metodo scientifico sia la base del progresso umano; che il relativismo scientifico sia la base della scienza moderna; e che Darwin sia un grande.

Monday, October 31, 2005

So-so-so Solletico

Non per buttarvi giù, ma vi volevo semplicemente dire che tutta una serie di articoli marchetta scritti sui giornali italiani riguardo ad un presunto super-ruolo internazionale dell'Italia (tipo questo), sono funzionali: servono cioè a farvi credere che siamo importanti.
Vi solleticano un certo sciovinismo italiota; quello per il quale l'Italia è il posto più bello del mondo, come si sta bene in Italia non si sta da nessuna parte, abbiamo il campionato più bello del mondo e così via.
Non per citare il Bisio di Puerto Escondito, ma non è vero niente. All'estero nessuno ci caga. Andiamo sulle prime pagine sono quando le si spara grosse, quando ci sono sciagure o quando ci sono crisi economiche.
Per il resto nulla di nulla. Mi dispiace per voi che ci siete dentro. Appena ne uscite, e il consiglio è di farvi un Erasmus o di trovarvi un lavoro all'estero, rimanete scioccati. Tutto quel cischia-cischia di radio, tv e giornali, non viene cagato da nes-su-no.

Sunday, October 30, 2005

Figliol prodigo

In questi giorni si sta tenendo l'assise radicale, qui il weblog, durante la quale si sta ufficializzando, dopo più di un decennio di incredibile e incomprensibile sbandamento peronista, il ritorno dei radicali nell'unione; perdipiù uniti con un pezzo di sinistra socialista, rappresentata da bobo e da Boselli.
A me fa tanto piacere. Anche il bobo mi sembra un cane bastonato, pure dalla sorella. A me quella tradizione socialista piace e penso si stia collocando dove è il suo posto. Terza zampa della sinistra, insieme a quella cattolica e a quella massimalista. Ma pur sempre sinistra.

Saturday, October 29, 2005

Notizie che ricicciano

A me questa ennesima boutade del nano, che avrà visto sui sondaggi quanto gli è costata la missione in Irak, mi sembra una notizia vecchia e stravecchia. Ne aveva parlato con termini simili già due-volte.

Monday, October 24, 2005

Ci eravamo tanto Amato

Da queste parti si saluta con gioia il ritrovato spirito giornalistico che sta diffondendosi nel gruppo Espresso, culminato con lo scandalo delle raccomandazioni alle poste e con l'infiltrato nel campo di accoglienza. Oggi poi Rep. sale in cattedra e fa una super-analisi del caso Nigeria-Iraq; un'analisi dalla quale spunta di nuovo il ruolo di un paio di pataccari italiani e del Sisde nel documento che in qualche modo fece da pistola fumante sulle wmd.
L'articolo mette anche a nudo l'attegiamento spregiudicato e non conscio delle consequenze tenuto dal governo italiano.
Solo che il giornalista si scorda di notare una cosa nella tempistica: il nano avrà utilizzato la padacca per farsi bello e poter far sfoggio del suo inglese nel ranch di Bush. Buzz la padacca fu preparata sotto il governo precedente.

Sunday, October 23, 2005

Come un A-B-C, come un lunedì, di vacanza dopo un anno di lavoro

A chi non li avesse ancora fatti, li facesse ,perchè i fiji, so pezz'e'core. Sono adrenalina per la vita e rappresentano un pezzo di carne vostra che cammina. Non a tutti capitano le fortune di averli che dormono bene come a me. Ma anche se vi dovete svegliare qualche volta di notte, sappiate che è tutta vita, sono neuroni che si connettono ogni giorno ad un ritmo incredibile, deltaS nell'ambiente che cresce enormemente, sguardi, canzoni, momenti, parole, camminate incerte.
Auguri Chiara.

Friday, October 21, 2005

Dazi e valute

Sul wsj c'è un interessante articolo (a pagamento) sulla crisi che sta investendo il settore manifatturiero americano, messa in evidenza dalla bancarotta della Delphi, un tempo società interna della GM e nel 1999 scorporata per permetterle di competere sul mercato.
L'analisi è impietosa e si concentra, cavallo di battaglia americano, sul fatto che alcune grosse corporate offrono benefici ai dipendenti tipo walfare, pensioni, assegni di disoccupazione, assegni familiari e altri interessantissimi pacchetti. Secondo l'analista, RJ Samuelson, la produzione cinese sta mettendo in crisi proprio questo modello.
Qui l'articolo di fa veramente fino: il combinato del mercato cinese è imbattibile e sta distruggendo l'economia di produzione di altri paesi. E il combinato è composto da salari bassi, mercato enorme e valuta tenuta bassa.
L'unica soluzione che un ministro italiano genialoide potrebbe pensare sono i dazi: chiudersi invece di continuare ad aprirsi. L'unica soluzione che un economista può pensare è lasciare fluttuare (crescere in questo caso) la valuta: aprirsi invece che chiudersi.
Ovviamente c'è un circolo vizioso enorme: la valuta è tenuta alta dal governo utilizzando il cash che gli investitori portano in Cina (sicuramente anche dagli Stati Uniti stessi). Il che vuol dire che, come spesso accade, il mercato si compora secondo la teoria degli attrattori: il capitale punta dritto a dove il singolo bene costa meno per unità lavorativa. Ma soprattutto vuol dire che, dato che gli US sono toccati sul nervo, una riforma notevole è all'orizzone. La riforma riguarderà l'obbligo dei paesi del wto di lasciar fluttuare le valute con delle bande più ampie.
Si ripete la storia della legge sui monopoli, causata dal monopolio di Rockfeller, e di altri episodi simili: il mercato non si regola da solo, ma non va neanche regolato troppo. Al momento giusto, una stoccata deve dargli la direzione.

Thursday, October 20, 2005

Norimberga reloaded

Da queste parti c'è una passione particolare per i tribunali sui crimini contro l'umanità. Concetto introdotto specificatamente nel secondo dopoguerra del secolo scorso, e poi purtroppo non troppo spesso riapplicato; Norimberga stessa fu un processo simbolo, e anche una catarsi generazionale. Ma, almeno nelle intenzioni di chi lo creò, doveva essere un monito per le future generazioni di dittatori. Un monito che a certi comportamenti sarebbero seguite consequenze personali, e che sulla storia avrebbero pesato gli atti dei processi. Un modo molto efficace per toccare sul nervo due delle principali preoccupazioni del despota quadratico medio.
Per cui mi sento molto contento dopo l'inizio di questo processo, ero molto contento quando partì quest'altro, e aspetto con ansia che la storia vada avanti.
Soprattutto non mi sento di accettare critiche "funzionali", del tipo: l'ha dovuto fare per motivi contingenti, per salvarci dai comunisti; oppure era per il bene del popolo. Tipo che ne so, il rincojonito nonnetto cileno aiutato dal tetesko alla Casa Bianca, oppure l'occhialuto presidente e le sue due bombe, o magari il politico oggi ancora sulla breccia che, pare dicono sembra, si mise d'accordo con un gruppo di fanatici che volevano perpetrare uno sterminio in due campi di profughi, ...
Il mio non è un giudizio pre-confezionato. Dico solo che mi piacerebbe vedere questi processi; mi piacerebbe vederne tanti. E mi piacerebbe che tutti ne abbiano a monito.
Qui trovate una bella lista, bella si fa per dire.

Wednesday, October 19, 2005

Guarda come dondolo

Starsene a lavorare in santa calma, nella sera di Tokyo tutta luci e grattacieli. E trovarsi ad oscillare, al diciannovesimo piano. Con il palazzone che scricchiola manco fosse una vecchia sedia a dondolo.
Ovviamente neanche una minima di scena di panico.

Tuesday, October 18, 2005

Macchiato con una spruzzata di caramello

Io dico: uno se ne sta tutto tranquillo e vede l'insegna fantastica di uno Yahoo Cafe. Ci entra, si siede e si connette alla Internet, tutto gratuitamente. Sente il calore tipico dietro la schiena della connessione (questa la capiamo in pochi). Per poi accorgersi, dopo qualche minutino, che nel fantastico Yahoo Cafe c'è sì la telecamerina, Internet molto veloce, tutti i softuèrini precisi; ma il caffè non c'è. E non si può comprare.
La giapponesina che stava all'ingresso si sta ancora scusando.

Sunday, October 16, 2005

Le leggen dei 135 anni

Alla sinistra italiana viene spesso torto additata di una certa lentezza nel capire alcuni processi. Tipicamente lo si fa prendendo in considerazione una tematica sola di quelle che alcuni anni fa erano al centro della polica. Chessoio, si sceglie la scala mobile solo. E ci si dimentica delle posizioni sulla questione morale, della qualità delle amministrazioni locali, dello strappo da Mosca o dell'ombrello della NATO.
Adesso lo faccio anch'io questo gioco: a tutti quelli che drizzano le penne per le dichiarazioni di papa Ratzi sui diritti umani, vorrei far notare che la frase "I diritti fondamentali non vengono creati dal legislatore, ma sono iscritti nella natura stessa della persona umana, e sono pertanto rinviabili ultimamente al creatore" in realtà nasconde una enorme disfatta per la Chiesa; altro che un velato indirizzo neo-temporalista. Datosi infatti che la Chesa stessa infatti si è fregiata del potere temporale per secoli, si aprono le seguenti opzioni:
1. All'epoca del Papa-Re, la Chiesa sapeva di quanto detto dal papa oggi e, malgrado l'occasione unica di riunire potere legislativo e verità religiosa, non si è mai degnata di mettere i diritti umani nelle leggi dello stato pontificio. Disprezzo del popolino? Gestione aristocratica? Menefreghismo romano? Fate voi.
2. La Chiesa non sapeva di quanto detto dal papa; non sapeva cioè che i diritti umani sono un dono di Dio. E qui non continuo.
3. La Chiesa sapeva dei diritti umani ma non sapeva della loro separazione dalla legislazione. Opzione che non sta in piedi, visto che di diritti umani non se ne vede traccia nelle leggi papaline.
Per conoscenza del mondo romano, a mio parere rimane in piedi solo la prima opzione. E la dichiarazione del Papa (Santo Subito!) vuol dire implicitamente:
noi siamo consapevoli della centralità dei diritti umani; ma non capiamo niente di potere legislativo, visto che per quasi duemila anni non li abbiamo scritti nelle leggi della monarchia assoluta che governavamo. Scusateci, ma di potere temporale non siamo proprio esperti. Lasciateci alle cose della morale.

Saturday, October 15, 2005

Antiquariato informatico

Uno dei software più belli che esiste in circolazione è VMWare. VMWare è una applicativo per simulare sistemi operativi all'interno della propria macchina. Immaginate di far partire un programma e, al suo interno, di far partire chessoio una Suse 9.x. L'applicativo scherma completamente il sistema operativo ospitante da quello ospitato. Per cui potete utilizzarlo per test (ad esempio testare una pagina web con differenti sistemi operativi/browser) senza dover mettere sù una marea di hardware.
La cosa bella poi è che l'intero sistema operativo sta in un file. Per cui se volete trasportarlo su un'altra macchina, basta spostare il file. Oppure se volete fare il backup, basta copiare un file. E poi vi potete sbizarrire con beta e alpha dei sistemi operativi, senza avere il panico di perdere tutti i dati della vostra macchina.
Ne esiste anche una versione server, con una console fichissima dove si controllano tutti i sistemi operativi che girano. Fino a centinaia. Che vuol dire che, e sta già succedendo, le mitiche stanze dei server stanno via via cambiando aspetto. Ci si trovano macchine singole mostruose (tera di hd e 20 giga di ram) sulle quali girano dinamicamente decine e decine di macchine virtuali. Col risultato che, finalmente, i server stanno sotto stress (cpu, performance, hd). Per cui big blue la sta facendo finita di vendere server-sola.
Questo tipo di architettura si sta spostando anche sui microporcessori, le cui prossime generazioni saranno in grado di far non solo il multi-tasking, ma il multi OSing. Immaginatevi insomma di avere contemporaneamente 5 XP (oddio, ho detto XP; volevo dire Suse) sulla vostra macchina. Su uno scrivete il vostro documento, su uno navigate, su uno gira la scheda TV, e quant'altro. Le macchine potranno condividere tutte le risorse, rete, hd, cd e usb (oddio, ho detto usb; volevo dire firewire). Ma gli applicativi saranno incapsulati in una sandbox. Inutile dire che Bill ha fiutato la direzione, e ha piazzato il suo prodotto analogo. Che probabilmente alla lunga vincerà.
VMWare supporta di suo un sacco di sistemi operativi client, avendo incluso anche i Solaris 9 e 10, e host; cosa che MS non fa. E ha anche un'ottima strategia commerciale, mettendo online "la versione evaluation" e moderando un forum cazzutissimo, o per meglio dire meglio ca**utissimo.
Insomma, io navigo con un Netscape Navigator Gold sotto Windows 3.11 e vado in giro per mercatini "come in un torrente" a cercare vecchi residuati di sistemi operativi per mettermeli sù. Adesso mi sto incaponendo con OS2.

Wednesday, October 12, 2005

Cinesi

Proprio in queste ore, secondo le previsioni, si dovrebbe alzare in volo la seconda missione spaziale unama fatta dalla Cina. Stavolta decisamente più complessa della prima in quanto prevederà la permanenza di due astronauti, Fei Junlong e Nie Haisheng, e avrà una durata intorno ai 5 giorni.
La Cina si gioca con queste imprese tecnologiche una buona dosa di effetto marketing, un po' come fece l'Unione Sovietica negli anni '50 e '60. All'epoca il sistema messo insieme da Baffone, e proseguito dal suo successore Kruschev, puntava sulla tecnologia spaziale come alla punta di diamante del nuovo modello di progresso. La caratteristica principale del programma, per chi l'ha vissuta in quegli anni, fu l'assoluta mancanza di informazioni sui progetti, a cui si contrapponeva una eccessiva spettacolarizzazione da parte statunitense.
I cinesi stanno seguendo un modello misto: il programma è sì super-segreto, ma trapelano moltissime informazioni. Dei lanci russi di fine anni cinquanta e inizio anni '60 si veniva a sapere solo a bocce ferme. Oggi invece si sanno molte notizie sulla Shenzhou VI, ma decisamente manca una letteratura o una pubblicistica adeguata.
Dopo tanti decenni dalle imprese sovietiche e grazie alla perestrojka inaugurata da Gorbachev, si sono conosciuti più o meno tutti i segreti di quegli anni. E i segreti erano per lo più confessabili: Gagarin non atterrò, ma si lanciò col paracadute, invalidando il record di primo uomo nello spazio; gli animali fecero da cavie per anni in modo brutale; alcuni cosmonauti fecero lo stesso, e ce ne erano anche con funzioni di progettista che si andavano a testare le navicelle da loro stessi progettate; la scomparsa del chief engineer e il caos che ne seguì; le pressioni politiche fortissime. Tutto giustificato nel nome della guerra fredda.
Già, ma perchè? Mi è sempre sfuggito il nesso tra il tentativo di creare un "uomo nuovo" ovvero una società basata sulla persona e non sul capitale ovvero una realizzazione dei principi sacrosanti di giustizia sociale, e questa eccessiva segretezza. Dove sarebbe stato il problema nel divulgare urbi et orbi le scoperte e i loro metodi, che poi in quella fase di contrapposizione estrema tanto diversi da quelli americani non lo sono stati?
La stessa domanda me la pongo oggi con i cinesi. Guardate che ad aprirvi e a far conoscere come riuscite a raggiungere certi risultati avreste solo da guadagnarci.

Tuesday, October 11, 2005

Donne, du du du

Come già accennato qualche settimana fa nell'analisi che a Bari definivano sbagliatissima, la Germania si sta avviando a definire il prossimo governo. Che sarà l'unico possibile con i risultati che si erano prospettati. Si ripete un po' la situazione del trienni '66-'69 in Germania e '76-'79 in Italia, con alcune diversità.
La Germania si trova oggi ad affrontare una curiosa dicotomia tra crisi interna del mercato del lavoro e una quasi perfetta adattabilità al processo di globalizzazione. Negli anni '60 il motivo dominante era la contrapposizione est-ovest. Mentre negli anni '70 era la crisi petrolifera.
A me sinceramente un governo di coalizione rosso-nero genera molti meno pensieri della coalizione di cui tutti parlavano prima delle elezioni, o della situazione in cui si trova l'Italia oggi. Le persone che governeranno i posti chiavi portano di nuovo al governo berlinese il modello del sud della Germania, e questo è un bene. E alcune idee decisamente inefficienti sui sistemi di tassazione non sono più in discussione.
E, detto col cuore in mano, anche in questi giorni sono contento di non dover subire le bestialità del governo italiano, arroccato sulla propria incapacità di governare i processi macro-economici. La classe dirigente tedesca ce la farà, e farà crescere internamente l'area dell'Euro beneficiando dell'enorme surplus di esportazioni. Quello che le aziende tedesche fanno già da anni, ottimizzando processi costi e metodologie, arriverà a Berlino. E saranno di nuovo cavoli per chi non sta dietro.
A quelle quattro tacche che non l'hanno capito, ricordo che una Germania e un marco (ops, un euro) forte avvicinerà la prospettiva della crisi argentina che l'Italia ha davanti. Alla quale solo con un fortissimo impulso alla ricerca si può rispondere. A me sembra un po' tardi. Se ci dovesse essere l'auspicato cambio a Roma, ci vorranno due o tre anni per sentirne i benefici. E il sistema Italia potrebbe non farcela.

Friday, October 07, 2005

Pippo Baudo

A tutti quelli che si scandalizzano dell'offerta fatta a Pippo Baudo volevo ricordare che:
1. In Italia dal 1994 non si confrontano una destra e una sinistra, e neanche un centro destra e un centro sinistra, malgrado il tentativo decennale di tutti i mezzi di informazione di passare questa boiata.
2. Il confronto è tra peronismo e centro-sinistra-destra.
3. Nel centro-sinistra-destra ci sono Bertinotti, Dini, Mastella e (pare dicono sembra) Pannella.
4. Negli ultimi cinque anni è stato approvato un numero di leggi che poco hanno a che fare con la democrazia e con una visione sostenibile dello stato, i condoni su tutto.
5. Nei prossimi vent'anni pagheremo nel settore economico le tremontate.
6. Pippo Baudo è democristiano, come Prodi e Mastella.
7. Questa radicalizzazione di cose purtroppo fa il gioco dei peronisti (tradotto: le forze democratiche stanno all'angolo).
8. La scelta sarebbe tra il Pippo e quell'altro. Non riesco neanche a scrivere il nome.

Thursday, October 06, 2005

Scienziati, razza superiore

Succede che a 70 e passa anni una persona, un francese, si vede assegnare il premio nobel per la chimica dopo decenni dalle sue teorie. Decenni passati a confermarle; e infatti il premio se l'è preso in coabitazione con due chimici sperimentali statunitensi.
Succede che quell'uomo è uno scienziato che ha già vissuto la sua vita, che ha perso la sua compagna da alcuni mesi e sta vivendo i suoi ultimi anni in pace, coi suoi ricordi e la sua vecchiezza.
E succede che quello scienziato, con un atteggiamento tipico delle persone che hanno quel tocco in più, quel premio non lo vuole, e sta pensando di non andare a ritirarlo.
Razza superiore.

Tuesday, October 04, 2005

Onestà intelletuale

Premessa: io considero personalmente e professionalmente il ministro Tremonti un fallito. Una figura-macchietta messa lì per fare il gioco del padrone del governo. Uno sempre pronto alla battuta televisiva e al condono, iniquo sistema di tassazione a pioggia con effetti devastanti sul futuro.
Ma oggi, dopo anni e anni di stupidaggini, ha focalizzato finalmente il problemo italiano:
«Le criticità accumulate e che hanno determinato l'andamento dell'economia italiana vanno cercate dalle parti dell'euro e della Cina»: ha ribadito il ministro dell'Economia. Tremonti ha aggiunto però che «l'euro è stato straordinariamente positivo per la Repubblica italiana perchè ha permesso di consolidare il debito pubblico. E questo è un dato fondamentale. Ma nella transizione tra la vecchia moneta e l'euro ci sono stati fatti che non possiamo considerare irrilevanti». Dal punto di vista della situazione economica inoltre per Tremonti «non c'entra nulla l'11 settembre con l'Italia e l'Europa». Anche l'entrata nell'euro viene considerata da Tremonti un successo «straordinario» del centrosinistra.
Lui queste parole non le ha mai pronunciate negli ultimi anni; ora, delle due l'una:
- o lo sapeva dei problemi strutturali del sistema Italia e si è prestato al gioco del nano.
- oppure non lo sapeva, il che dimostrerebbe il suo essere un economista fallito.
In entrambi i casi si faccia da parte. Di queste persone l'Italia non ne ha bisogno. Se in cinque anni avesse investito mari e monti nella ricerca, oggi saremmo in una situazione differente e senza differenziale con l'Europa. Differenziale che, in una situazione monetaria bloccata, farà fare all'Italia gli stessi passi dell'Argentina degli anni '90.

Sunday, October 02, 2005

La testimonianza di Crichton al senato US

Lo stato di salute del dibattito scientifico negli Stati Uniti, dopo le vicende sull'insegnamento dell'ID nelle classi di scienza, ha avuto un altro colpo negativo. Nella settimana passata un senatore repubblicano, tal James Inhofe, ha chiamato a testimoniare al senato niente-popò-di-meno che Michael Crichton.
Come riportato da realclimate.org, la discussione verteva sulla climatologia, argomento tanto caro allo scrittore di fantascienza che ne ha esposto compiutamente nel suo romanzo "State of Fear".
Lo scrittore ha testimoniato nella commissione ambiente e lavori pubblici, portando gli argomenti che aveva già usato nel libro (la caoticità del fenomeno metereologico e la sua consequente non prevedibilità, il fatto che gli scienziati credessero negli anni '70 che stesse per arrivare un'era glaciale, l'assunto che i modelli attuali sul clima non prevedono il clima nel passato e altre amenità). Tutti argomenti falsi, per lo più frutto di errate interpretazioni tipiche di chi non capisce di scienza e di metodo scientifico.
A parte le doverose critiche che Mann e Schmidt riportano su realclimate.org, a me preme veramente sottolineare la deriva che sta prendendo la politica statunitense in queste questioni. Una deriva prettamente antiscientifica. Per una nazione che, volente o nolente, ha basato la sua fortuna sull'incredibile sviluppo tecnologico consequente ad investimenti colossali per la ricerca scientifica, questo è un viale del tramonto come nemmeno i peggiori detrattori si potrebbero augurare. Tarparsi le ali da soli, ecco cosa stanno facendo al di là dell'Atlantico. Si stanno precludendo gli sviluppi futuri, i prossimi 50 anni di sviluppo tecnologico.