Questa settimana un articolo-analisi del Financial Times, ficcante e preciso come sempre, ha presentato i risultati di uno studio annuale sulla competitività dei paesi.
A parte i risultati esilaranti raggiunti dopo 5 anni di cura-nano, era presentata un'argomentazione interessante sulle tasse. La vulgata vuole la riduzione sulle tasse, sia per le imprese che per le persone fisiche, essere un viatico per una razionalizzazione dei sistemi economici e un conseguente aumento della produzione, dei salari, della competitività.
La tabella-classifica illustra che non è così. Anzi, che non c'è un nesso diretto. Paesi con tassazioni molto alte (i paesi scandinavi e la Germania) sono nei primi posti. Paesi con tassazioni basse (US e paesi asiatici) sono anch'essi nei primi posti. Lo stesso dicasi per i posti più bassi.
Come scrive il FT, il vero nesso sta nell'uso del denaro che si ricava dalla tassazione. I paesi (a morale calvinista) del nord Europa e la Germania utilizzano le risorse per creare opportunità in modo efficiente (università, strade, sistemi informatici). In paesi di questo tipo, alta tassazione vuol dire alti redditi e alta competitività. Un circolo virtuoso al rialzo.
A voi invece vi è toccato il duo nano-pvofessovino che vi ha venduto fumo per anni e non vi ha raccontato come si governa un paese avanzato; non ve lo ha raccantato perchè non lo sanno; e non lo hanno neanche imparato.
Friday, September 30, 2005
Wednesday, September 28, 2005
Sette e trenta (e gli auguri di Emilio)
Sette e trenta non è la sveglia del mattino, ma il modo con cui in tedesco si dice 37. Ed esprime bene quello che domani festeggierò, in coabitazione insostenibile col nano.
Quel compleanno di sette anni fà lo passai su due voli Alitalia, Roma->Milano e Milano->Stoccarda. Tutto simbolico alla massima potenza. Milano, il futuro che poteva essere e non è stato. La Germania, il futuro che è stato. I trent'anni.
Eppoi i sette bellissimi anni qui. Pieni di vita, cultura, libri, film, bambini. Coraggio di prendere decisioni e piacere di vivere in un posto che passa con la mia mente.
E tante tante persone. Belle.
Quel compleanno di sette anni fà lo passai su due voli Alitalia, Roma->Milano e Milano->Stoccarda. Tutto simbolico alla massima potenza. Milano, il futuro che poteva essere e non è stato. La Germania, il futuro che è stato. I trent'anni.
Eppoi i sette bellissimi anni qui. Pieni di vita, cultura, libri, film, bambini. Coraggio di prendere decisioni e piacere di vivere in un posto che passa con la mia mente.
E tante tante persone. Belle.
Sunday, September 25, 2005
Lunga vita al Sig. Canon
Negli ultimi due anni la rivoluzione delle macchine digitali ha avuto il suo ultimo colpo: l'introduzione a prezzi accettabili delle reflex digitali. Come in ogni rivoluzione tecnologica, ci sono marche che prima non erano mainstream riprendere quota, o marche completamente nuove affersi. È il caso di Canon, che sta schiaffeggiando la Nikon a suon di prodotti meno costosi e almeno paritetici come prestazioni.
Quello che però il sottoscritto adora è il fatto che abbiano una particolare attenzione al mondo della fotografia astronomica. Il tipo di sensori (CMOS invece che CCD), l'attenzione alle frequenze del rosso, dove passa l'H-alpha, le ottiche e tante altre sottigliezze che si apprezzano durante le notti passate a fotografare il cielo.
Adesso poi hanno fatto uscire una versione modificata di un loto modello di punta, la 20Da, specificamente modificata per l'astrofotografia. Spettacolare.
Quello che però il sottoscritto adora è il fatto che abbiano una particolare attenzione al mondo della fotografia astronomica. Il tipo di sensori (CMOS invece che CCD), l'attenzione alle frequenze del rosso, dove passa l'H-alpha, le ottiche e tante altre sottigliezze che si apprezzano durante le notti passate a fotografare il cielo.
Adesso poi hanno fatto uscire una versione modificata di un loto modello di punta, la 20Da, specificamente modificata per l'astrofotografia. Spettacolare.
Saturday, September 24, 2005
Lucciole per lanterne
Nei prossimi giorni l'Iran si aggiungerà alla lunga lista dei paesi con presenza nello spazio. Lo farà non con una tecnologia propria, ma aiutato dalla Russia e dall'Italia: la Russia fornirà il vettore, e una società italiana ha costruito un satellite dei due che andranno in orbita.
Quest'ultimo, dal suggestivo nome di Lanterna, avrà ufficialmente funzioni metereologiche; ma, dall'orbita bassa in cui lavorerà (900 Km) potrà essere in grado facilmente di identificare anche obiettivi sensibili.
Ecco, questi sono quei momenti dei quali dopo dieci o vent'anni uno si pente. Vendere le armi, la tecnologia, le metodologie o gli ingegneri, deve seguire alcuni criteri. Dove sono le istituzioni governative italiane? Perchè di queste cose non si parla durante le chiacchierate nella dacia sul Mar Nero?
PS: però i bambini hanno tre cellulari
Quest'ultimo, dal suggestivo nome di Lanterna, avrà ufficialmente funzioni metereologiche; ma, dall'orbita bassa in cui lavorerà (900 Km) potrà essere in grado facilmente di identificare anche obiettivi sensibili.
Ecco, questi sono quei momenti dei quali dopo dieci o vent'anni uno si pente. Vendere le armi, la tecnologia, le metodologie o gli ingegneri, deve seguire alcuni criteri. Dove sono le istituzioni governative italiane? Perchè di queste cose non si parla durante le chiacchierate nella dacia sul Mar Nero?
PS: però i bambini hanno tre cellulari
Friday, September 23, 2005
Supposta
Supponiamo, così per fare un giochino di aritmetica, di avere una bella famigliola, con genitori (di sesso diverso, sennò Ruini si incaxxa), dei figli e una una situazione economica non nera, ma non rosea. Supponiamo cioè che la famiglia abbia fatto un grande passo alcuni anni fa (comprarsi una casa o mettere sù un'azienda) e che il debito sia vicino alla soglia di sostenibilità. Ipotesi uno: loro, a causa dei problemi economici, si separano, fanno mancare ai figli la presenza di entrambi i genitori; ipotesi due: si mettono sù a limare le spese, le paghette, il diritto dei figli a fare ginanstica e ad avere libri e cultura e si danno da fare con dei lavoretti aggiuntivi.
Spostiamo ora l'esempio ad una dirigente d'industria. Un'industria che, alcuni anni addietro, ha accettato di fondersi con un'altra messa veramente male; e lo ha fatto per motivi sociali più che economici. Ipotesi uno: la capa si spacca in quattro, cerca nuovi finanziamenti e nel contempo nuovi sbocchi tecnologici, limita al minimo minimo i licenziamenti. Ipotesi due: taglio forte dei rami secchi, aumenti di stipendi per quelli che producono di più, mancanza assoluta di colloqui coi sindacati.
Finiamo con l'ipotesi politica. Una nazione molto ricca alcuni anni fa si è fusa con una mal messa economicamente, e lo ha fatto per motivi di carattere storico; il tutto in un contesto internazionale estremamente dinamico. Ipotesi uno, il cancelliere si spacca in quattro per aumentare la produttività della parte del paese che produce e riduce per quanto possibile le spese. Ipotesi due, massivo taglio delle tasse per i ceti ricchi e via alla forbice sociale (chi c'è c'è). Ah, qui abbiamo anche un'ipotesi tre, cioè mantenimento dello stato sociale e mancanza di attenzione alla parte produttiva del paese.
Il giochino di queste supposizioni consiste nell'individuare il comportamento di sinistra o di destra.
Spostiamo ora l'esempio ad una dirigente d'industria. Un'industria che, alcuni anni addietro, ha accettato di fondersi con un'altra messa veramente male; e lo ha fatto per motivi sociali più che economici. Ipotesi uno: la capa si spacca in quattro, cerca nuovi finanziamenti e nel contempo nuovi sbocchi tecnologici, limita al minimo minimo i licenziamenti. Ipotesi due: taglio forte dei rami secchi, aumenti di stipendi per quelli che producono di più, mancanza assoluta di colloqui coi sindacati.
Finiamo con l'ipotesi politica. Una nazione molto ricca alcuni anni fa si è fusa con una mal messa economicamente, e lo ha fatto per motivi di carattere storico; il tutto in un contesto internazionale estremamente dinamico. Ipotesi uno, il cancelliere si spacca in quattro per aumentare la produttività della parte del paese che produce e riduce per quanto possibile le spese. Ipotesi due, massivo taglio delle tasse per i ceti ricchi e via alla forbice sociale (chi c'è c'è). Ah, qui abbiamo anche un'ipotesi tre, cioè mantenimento dello stato sociale e mancanza di attenzione alla parte produttiva del paese.
Il giochino di queste supposizioni consiste nell'individuare il comportamento di sinistra o di destra.
Thursday, September 22, 2005
Almeno contro l'ONU qualche idea ce l'aveva
Ho avuto la disavventura di comprare "L'Italia vista dalla CIA", libro di due giornalisti fatto sugli archivi della CIA, per la prima volta non segretati.
Per scoprire che l'unica cosa illegale che fu fatta sono stati dei versamenti ridicoli di denaro nel 48.
Nel libro non c'è nulla di nulla di nulla. Neanche le verità processuali, gli scandali, le infiltrazioni. Se veramente la CIA fosse stata così, non sarebbe neanche da classificare come centrale di intelligence.
Una delle letture più scarse in assoluto sulla storia dell'Italia dopoguerrina.
Per scoprire che l'unica cosa illegale che fu fatta sono stati dei versamenti ridicoli di denaro nel 48.
Nel libro non c'è nulla di nulla di nulla. Neanche le verità processuali, gli scandali, le infiltrazioni. Se veramente la CIA fosse stata così, non sarebbe neanche da classificare come centrale di intelligence.
Una delle letture più scarse in assoluto sulla storia dell'Italia dopoguerrina.
Monday, September 19, 2005
Economia di mercato solidale
In giro-si-sente-dire che le elezioni tedesche non hanno decretato alcun vincitore e che hanno portato la situazione ad uno stallo. Io non ci credo affatto e anzi penso che siano state tra le può nette della storia tedesca, con alcuni vincitori e altri sconfitti:
1. È vincitrice la democrazia come concetto: partecipazione al voto e alla campagna elettorale. Correttezza estrema (la CDU aveva annunciato forti piani di ristrutturazione delle tasse e del mercato del lavoro PRIMA e non con un contratto alla Vespa) e duelli televisivi. Che si venga a fare un giro in Germania la sedicente destra italiota. Qui la destra ha classe e serietà da vendere.
2. Perdono i sondaggisti alla Pilo. Tutti, tutti, ma proprio tutti gli organismi di analisi demoscopica, hanno cannato. Hanno cannato di percentuali superiori al 5%, tipico limite della gaussiana per queste ananlisi. Il che vuol dire che hanno scelto male il campione, non hanno preso in considerazione quanta gente si era dichiarata indecisa al telefono e non hanno avuto il coraggio di chiamare le elezioni too-close-to-call. Lo hanno fatto anche durante le proiezioni, che all'inizio davano distanze tra cdu e spd ben maggiori di quelle finali.
3. Il cancelliere uscente (e forse rientrante) è un vincente con la stoffa del grande comunicatore, ma di sinistra. Ad occhio e croce l'unico in Europa. Ha recuperato uno svantaggio enorme, facendo tesoro della contiguità dell'elettorato tedesco, come da queste parti si era già accennato.
4. Hanno perso i partiti che hanno guadagnato in percentuale (fdp e link) perchè portatori di istanze estreme, a destra come a sinistra. Che ora si dovranno confrontare con governi di coalizione, in cui queste istanze se le possono scordare. È un settarismo ben conosciuto dalle nostre parti dove, per raggiungere un improbabile regime lavorativo delle 35 ore, si fa cadere un governo, si mette alla berlina la sinistra, si fa vincere il nano e ci si ritrova con la legge Biagi. Mancanza di visione e Kompromissbereitschaft tipiche di chi guarda solo al proprio orticello.
Commento finale: la Germania, checchè ne scriva il Foglio o Panorama, è e rimane un'economia di mercato solidale. Non è nè un economia di mercato pura, nè una solidale pura. Se lo sparino nella capoccina un po' tutti. Sia a destra che a sinistra. Uno stato, visto come insieme di cittadini, che non tollera nè gli eccessi del liberismo (hire-and-fire, tassazioni ridotte per chi guadagna molto) ne quelli del socialismo (salari uguali per tutti, diritti ma non doveri, burocrazie eccessive). E che offre un sistema di vita bilanciato tra i due.
Questo sistema, volenti o nolenti, arriva a compromessi attivi tra lavoratori e classe dirigente. Basati sulla volgia di vivere e lavorare insieme. E sul parlarsi senza sparare cazzate ad effetto alla Bertinotti o alla Bossi.
Questo sistema è il primo esportatore di beni nel mondo, esporta in Cina e ha i redditi più alti del mondo. Ha centrali eoliche dappertutto e poca gente ad elemosinare per strada. Un sistema dove le persone normali si possono permettere casa e macchinone senza scendere a compromessi, ma solo lavorando onestamente.
I tedeschi tutte queste cose le sanno. E, in una fase economica di profonda trasformazione, hanno dato mandato a tutt'e due; alla CDU e alla SPD. Gli hanno detto: mettere a posto la situazione, ma mantenete un'economia di mercato (CDU) solidale (SPD).
1. È vincitrice la democrazia come concetto: partecipazione al voto e alla campagna elettorale. Correttezza estrema (la CDU aveva annunciato forti piani di ristrutturazione delle tasse e del mercato del lavoro PRIMA e non con un contratto alla Vespa) e duelli televisivi. Che si venga a fare un giro in Germania la sedicente destra italiota. Qui la destra ha classe e serietà da vendere.
2. Perdono i sondaggisti alla Pilo. Tutti, tutti, ma proprio tutti gli organismi di analisi demoscopica, hanno cannato. Hanno cannato di percentuali superiori al 5%, tipico limite della gaussiana per queste ananlisi. Il che vuol dire che hanno scelto male il campione, non hanno preso in considerazione quanta gente si era dichiarata indecisa al telefono e non hanno avuto il coraggio di chiamare le elezioni too-close-to-call. Lo hanno fatto anche durante le proiezioni, che all'inizio davano distanze tra cdu e spd ben maggiori di quelle finali.
3. Il cancelliere uscente (e forse rientrante) è un vincente con la stoffa del grande comunicatore, ma di sinistra. Ad occhio e croce l'unico in Europa. Ha recuperato uno svantaggio enorme, facendo tesoro della contiguità dell'elettorato tedesco, come da queste parti si era già accennato.
4. Hanno perso i partiti che hanno guadagnato in percentuale (fdp e link) perchè portatori di istanze estreme, a destra come a sinistra. Che ora si dovranno confrontare con governi di coalizione, in cui queste istanze se le possono scordare. È un settarismo ben conosciuto dalle nostre parti dove, per raggiungere un improbabile regime lavorativo delle 35 ore, si fa cadere un governo, si mette alla berlina la sinistra, si fa vincere il nano e ci si ritrova con la legge Biagi. Mancanza di visione e Kompromissbereitschaft tipiche di chi guarda solo al proprio orticello.
Commento finale: la Germania, checchè ne scriva il Foglio o Panorama, è e rimane un'economia di mercato solidale. Non è nè un economia di mercato pura, nè una solidale pura. Se lo sparino nella capoccina un po' tutti. Sia a destra che a sinistra. Uno stato, visto come insieme di cittadini, che non tollera nè gli eccessi del liberismo (hire-and-fire, tassazioni ridotte per chi guadagna molto) ne quelli del socialismo (salari uguali per tutti, diritti ma non doveri, burocrazie eccessive). E che offre un sistema di vita bilanciato tra i due.
Questo sistema, volenti o nolenti, arriva a compromessi attivi tra lavoratori e classe dirigente. Basati sulla volgia di vivere e lavorare insieme. E sul parlarsi senza sparare cazzate ad effetto alla Bertinotti o alla Bossi.
Questo sistema è il primo esportatore di beni nel mondo, esporta in Cina e ha i redditi più alti del mondo. Ha centrali eoliche dappertutto e poca gente ad elemosinare per strada. Un sistema dove le persone normali si possono permettere casa e macchinone senza scendere a compromessi, ma solo lavorando onestamente.
I tedeschi tutte queste cose le sanno. E, in una fase economica di profonda trasformazione, hanno dato mandato a tutt'e due; alla CDU e alla SPD. Gli hanno detto: mettere a posto la situazione, ma mantenete un'economia di mercato (CDU) solidale (SPD).
Sunday, September 18, 2005
Partita finisce quando arbitro fischia
Da queste parti alcune settimane fa, si diceva di non dare il cancelliere tedesco troppo spesso per spacciato. La campagna elettorale è cominciata con i democristiani al 50% e i socialdemocratici al 25%. È finita con i sondaggi che davano 43-33. E, dopo le elezioni, stando alle proiezioni, stiamo ad un 35,6-34,1.
È la lezione delle bandierine di Fede, delle stesse elezioni tedesche del 2002, dove i democristiani annunciarono urbi et orbi la vittoria. È la lezione di un politico, il cancelliere Schröder, che in campagna elettorale ha parlato di riforme e di sociale. Con parole forti. Un tipo molto molto particolare. Un politico che in Italia non esiste nemmeno lontanamente.
Staremo a vedere. I partiti dopo le elezioni tedesche sono soliti fare dei veri e propri contratti. Io non sarei sorpreso se, in qualche modo, i Gerardo rimanesse nel suo ufficio.
È la lezione delle bandierine di Fede, delle stesse elezioni tedesche del 2002, dove i democristiani annunciarono urbi et orbi la vittoria. È la lezione di un politico, il cancelliere Schröder, che in campagna elettorale ha parlato di riforme e di sociale. Con parole forti. Un tipo molto molto particolare. Un politico che in Italia non esiste nemmeno lontanamente.
Staremo a vedere. I partiti dopo le elezioni tedesche sono soliti fare dei veri e propri contratti. Io non sarei sorpreso se, in qualche modo, i Gerardo rimanesse nel suo ufficio.
Friday, September 16, 2005
Rosicate gente, rosicate
La bimba grande ha iniziato ieri il ginnasio tetesko, che è l'unione di scuola media inferiore e superiore. Ha ricevuto in dotazione tutti i libri e il materiale didattico, parte del quale usato (sì, le scuole teteske gestiscono l'usato tra un anno e l'altro). E il mercoledì ha le lezioni di nuoto.
Queste condizioni al contorno rimangono fino a fine ginnasio, pare indipendentemente dal censo. E da future riforme fiscali.
Queste condizioni al contorno rimangono fino a fine ginnasio, pare indipendentemente dal censo. E da future riforme fiscali.
Thursday, September 15, 2005
Aridatece JFK
Da queste parti si era accennato alle miopie delle diverse amministrazioni federali statunitensi nel trattare la scienza; in particolare ritenevo e ritengo i rapporti con la branca dei climatologi veramente al limite. Quel considerare la scienza una fazione, tipico di chi di scienza veramente non ne capisce un'acca, fa veramente pena nel 2005.
La questione delle previsioni fatte sugli uragani ha però alcuni aspetti ulteriori; questa branca della climatologia ha avuto un pioniere in William Gray, un 75-enne responsabile del Tropical Meteorology Project alla Colorado State University. È lui che periodicamente pubblica le previsioni stagionali sugli uragani; la previsione che citavo nel mio post precedente era sua.
Lui e il suo team lavorano basandosi su analisi statistiche più che su modelli computazionali da far digerire a mega calcolatori; è un climatologo della prima ora, alla Bernacca per intenderci. Il suo rispetto se lo è guadagnato a suon di previsioni azzeccate, l'ultima purtroppo sulla stagione 2005.
Come racconta in questa bella intervista concessa a Discover prima dei fatti della Luisiana, questo simpatico vecchietto non è un climatologo main-stream. È uno di quelli che non crede alla correlazione tra aumento delle emissioni dei gas serra (CO2 e H2O) e riscaldamento globale. A detta sua, la vecchia guardia dei climatologi a questa storia dell'effetto serra ci crede poco; ha sposato la tesi cara a Michael Crichton secondo la quale gli stati tendono ad ingenerare queste paure striscianti.
L'aspetto più interessante di tutta l'intervista riguarda però i finanziamenti. Lui e il suo gruppo universitario erano stati finanziati per decenni dal NOAA, l'istituto oceanografico statunitense; questi finanziamenti gli furono tolti da Al Gore, dice lui piccato. All'inizio dell'amministrazione Clinton, Gore ridiresse i finanziamenti su tematiche ambientali (!!!), tagliandolo fuori. Insomma, per farla breve, Bush potrà anche avere la colpa su come sono stati organizzati i soccorsi a livello federale; ma le responsabilità di non avere un team scientifico all'altezza vanno ascritte all'amministrazione precedente.
Una storia un po' cartina di tornasole della mancanza di visione a lungo termine che caratterizza le amministrazioni US da alcuni anni.
La questione delle previsioni fatte sugli uragani ha però alcuni aspetti ulteriori; questa branca della climatologia ha avuto un pioniere in William Gray, un 75-enne responsabile del Tropical Meteorology Project alla Colorado State University. È lui che periodicamente pubblica le previsioni stagionali sugli uragani; la previsione che citavo nel mio post precedente era sua.
Lui e il suo team lavorano basandosi su analisi statistiche più che su modelli computazionali da far digerire a mega calcolatori; è un climatologo della prima ora, alla Bernacca per intenderci. Il suo rispetto se lo è guadagnato a suon di previsioni azzeccate, l'ultima purtroppo sulla stagione 2005.
Come racconta in questa bella intervista concessa a Discover prima dei fatti della Luisiana, questo simpatico vecchietto non è un climatologo main-stream. È uno di quelli che non crede alla correlazione tra aumento delle emissioni dei gas serra (CO2 e H2O) e riscaldamento globale. A detta sua, la vecchia guardia dei climatologi a questa storia dell'effetto serra ci crede poco; ha sposato la tesi cara a Michael Crichton secondo la quale gli stati tendono ad ingenerare queste paure striscianti.
L'aspetto più interessante di tutta l'intervista riguarda però i finanziamenti. Lui e il suo gruppo universitario erano stati finanziati per decenni dal NOAA, l'istituto oceanografico statunitense; questi finanziamenti gli furono tolti da Al Gore, dice lui piccato. All'inizio dell'amministrazione Clinton, Gore ridiresse i finanziamenti su tematiche ambientali (!!!), tagliandolo fuori. Insomma, per farla breve, Bush potrà anche avere la colpa su come sono stati organizzati i soccorsi a livello federale; ma le responsabilità di non avere un team scientifico all'altezza vanno ascritte all'amministrazione precedente.
Una storia un po' cartina di tornasole della mancanza di visione a lungo termine che caratterizza le amministrazioni US da alcuni anni.
Wednesday, September 14, 2005
Informatori
La vicenda della medium che ha trovato l'auto della ragazza scomparsa da anni è tipica di un certo giornalismo italico. Che, a dover tirar fuori una definizione, si può dire "scarsamente preparato".
Allora, perchè nessuno scrive la verità? E cioè che queste cose delle medium sono cazzate, stronzate, bullshit. E che lei avrà sicuramente ricevuto una soffiata da una qualche persona coinvolta in qualche modo nell'omicidio, visto che ormai di omicidio si parla; il caso tipico è quello della persona che vi ha partecipato secondariamente e che ha avuto la coscienza di rivelare l'accaduto.
Quando avremo un articolo che attacca dall'incipit queste cavolate? Una cosa di questo tipo:
Titolo: Un'altra storia di truffe alla Vanna Marchi
Inizio: Nella vicenda dolorosissima di una famiglia che piange da anni la scomparsa della propria figlia si è inserita, con un costume tipicamente italico, la solita medium in cerca di lavoro; una che già tempo fa voleva trovare il tesoro del duce. Questa, dopo aver in qualche modo carpito delle informazioni sicuramente da qualche persona coinvolta nell'omicidio, ha inscenato una ricerca sulla base di fantomatiche voci,...
Allora, perchè nessuno scrive la verità? E cioè che queste cose delle medium sono cazzate, stronzate, bullshit. E che lei avrà sicuramente ricevuto una soffiata da una qualche persona coinvolta in qualche modo nell'omicidio, visto che ormai di omicidio si parla; il caso tipico è quello della persona che vi ha partecipato secondariamente e che ha avuto la coscienza di rivelare l'accaduto.
Quando avremo un articolo che attacca dall'incipit queste cavolate? Una cosa di questo tipo:
Titolo: Un'altra storia di truffe alla Vanna Marchi
Inizio: Nella vicenda dolorosissima di una famiglia che piange da anni la scomparsa della propria figlia si è inserita, con un costume tipicamente italico, la solita medium in cerca di lavoro; una che già tempo fa voleva trovare il tesoro del duce. Questa, dopo aver in qualche modo carpito delle informazioni sicuramente da qualche persona coinvolta nell'omicidio, ha inscenato una ricerca sulla base di fantomatiche voci,...
Tuesday, September 13, 2005
Tiro al Romano
Tutti addosso; il Prodi dice una cosa sulle coppie di fatto, e tutti gli si scatenano contro. Neanche una parolina per dire che la proposta é giusta, nonché sacrosanta visto che riguarda ormai milioni di persone; e che in forme diverse, si sta imponendo in tutt'Europa.
Monday, September 12, 2005
Boh
La lunga permanenza romana (per me una settimana è il massimo che riesco a resistere) mi lascia un po' interdetto. Provo a fare un poco d'ordine:
1. Andare in giro con il passeggino è pazzesco. Io a questa cosa non ci avevo mai pensato, mentre per due anni due mi sono spupazzato Chiara in quel di Stoccarda. Non voglio pensare a chi ha una sedia a rotelle.
2. Il tour dell'uomo di cultura (Ricordi, Messaggerie, Feltrinelli, Rinascita) è sempre bello. Si parte da Piazza del Popolo, e giù per il Corso. Me ne torno sù con un bel po' di libri (di politica) e con un paio di dvd (Totò e Peppino divisi a Berlino su tutti!).
3. In giro si percepisce che il soldo manca; le bancarelle sono piene, i negozi vuoti. Però tutti sono precisini alla moda; occhiale, pantalone, maglietta. Taroccate, ma alla moda.
4. Sono passato a Via Nazionale, davanti all'entrata secondaria di cui tanto si è parlato.
5. Mi dispiace per gli amici fraterni che rimangono qui, senza avere la possibilità di andarsene.
Finalmente domani si torna a casa.
1. Andare in giro con il passeggino è pazzesco. Io a questa cosa non ci avevo mai pensato, mentre per due anni due mi sono spupazzato Chiara in quel di Stoccarda. Non voglio pensare a chi ha una sedia a rotelle.
2. Il tour dell'uomo di cultura (Ricordi, Messaggerie, Feltrinelli, Rinascita) è sempre bello. Si parte da Piazza del Popolo, e giù per il Corso. Me ne torno sù con un bel po' di libri (di politica) e con un paio di dvd (Totò e Peppino divisi a Berlino su tutti!).
3. In giro si percepisce che il soldo manca; le bancarelle sono piene, i negozi vuoti. Però tutti sono precisini alla moda; occhiale, pantalone, maglietta. Taroccate, ma alla moda.
4. Sono passato a Via Nazionale, davanti all'entrata secondaria di cui tanto si è parlato.
5. Mi dispiace per gli amici fraterni che rimangono qui, senza avere la possibilità di andarsene.
Finalmente domani si torna a casa.
Thursday, September 08, 2005
Per fare un albero, ci vuole un fiore
Chiara, prima di passare agli audiovisivi, è stata cullata con una delle canzoni più dolci del mondo. Lei in braccio a me, e il CD che suonava a rotazione Sergio Endrigo. Se ne è andato un pezzo di mondo bellissimo.
Wednesday, September 07, 2005
Arigato-ni
Il Giappone mi suscita, da quando ho avuto la possibilità di interagirci direttamente, sentimenti curiosi. Le persone hanno una cultura molto strutturata ed estremamente basata sul consenso; un po' il contrario del just-di-it americano che a me tanto affascina.
Nel campo aereospaziale sarebbero una specie di potenza tecnologica, avendo un sistema di missili, rampe e una potenzialità scientifica enorme. Se non chè non se li fila nessuno. In questi giorni sta arrivando su un asteroide la loro sonda Muses-C, Hayabusa in giapponese. Una sonda con un programma ambiziosissimo: avvicinarsi piano-piano moggia-moggia all'oggetto, fino a qualche metro di distanza. Scaricarci un piccolo rover. E sparargli addosso un piccolo proiettile per prendere un paio di milligrammi di materiale asteroidale e riportarlo a terra.
La stessa missione, se fosse fatta dalla NASA o dall'ESA, avrebbe titoloni enormi e il mitico titolista di Rep tirerebbe fuori sicuramente un "sonda kamikaze attacca asteroide". Invece nulla di nulla. Comunque da queste parti se ne parlerà. La sonda promette dati ed immagini favolose.
Nel campo aereospaziale sarebbero una specie di potenza tecnologica, avendo un sistema di missili, rampe e una potenzialità scientifica enorme. Se non chè non se li fila nessuno. In questi giorni sta arrivando su un asteroide la loro sonda Muses-C, Hayabusa in giapponese. Una sonda con un programma ambiziosissimo: avvicinarsi piano-piano moggia-moggia all'oggetto, fino a qualche metro di distanza. Scaricarci un piccolo rover. E sparargli addosso un piccolo proiettile per prendere un paio di milligrammi di materiale asteroidale e riportarlo a terra.
La stessa missione, se fosse fatta dalla NASA o dall'ESA, avrebbe titoloni enormi e il mitico titolista di Rep tirerebbe fuori sicuramente un "sonda kamikaze attacca asteroide". Invece nulla di nulla. Comunque da queste parti se ne parlerà. La sonda promette dati ed immagini favolose.
Tuesday, September 06, 2005
Il sospetto che siano d'accordo
Oggi Rep lancia in home page la nuova fantastica barzelletta del nano. Di fronte a cotanto giornalismo nasce spontanea la domanda: ma come si sente un giornalista a scrivere un articoletto del genere? Disteso su un pianale in posizione prona? Senza midollo? Ridicolo? Poveraccio che deve portare a casa la pagnotta?
E poi la barzelletta è vecchissima, e aveva i Farisei al posto del nano... magari un fondo di verità c'è.
E poi la barzelletta è vecchissima, e aveva i Farisei al posto del nano... magari un fondo di verità c'è.
Monday, September 05, 2005
Das Duell
Ieri sera c'è stato il tanto agognato duello televisivo tra il cancelliere tedesco Schröder e la sfindante Angela Merkel. È andato come ci aspettava: il buon Gerardo è un tipo troppo poco tedesco per non vincerlo; diciamo un d'Alema simpatico. Battutine, prese in giro velate e quel sorriso da sornione.
A parte il discorso umano e a completamento di quanto detto alcuni giorni fa, la discussione è stata notevole sul piano degli argomenti tecnici e del giornalismo. A incalzare i due politici c'erano quattro giornalisti tutti belli preparatini e pepati. E si è parlato di tutti gli argomenti: fisco, lavoro, politica estera, interna, Turchia nell'Europa e pensioni.
Per fare un confronto con le cose italiote, anzitutto bisogna rendere merito alla Merkel che il duello lo ha accettato; c'ha più di dieci punti di vantaggio nei sondaggi e, al contrario del nano, si è messa in gioco. E poi c'è di nuovo da elogiare in generale i politici tedeschi che non si abbandonano allo sloganismo ma si tuffano nei dettagli. E non per demagogia, ma perchè loro la politica e l'economia la conoscono. Una differenza abbbbissale con l'Italia.
Il punto più alto l'ha secondo me raggiunto il Gerardo quando, parlando della tragedia di Katrina ha detto una frase epica: il vero dilemma oggi non è quanto tagliare le tasse, ma di quanto stato si ha bisogno. Una volta tagliate le tasse, i servizi non ci sono più, ed è solo questione di tempo perchè i problemi vengano fuori. Siderale.
A parte il discorso umano e a completamento di quanto detto alcuni giorni fa, la discussione è stata notevole sul piano degli argomenti tecnici e del giornalismo. A incalzare i due politici c'erano quattro giornalisti tutti belli preparatini e pepati. E si è parlato di tutti gli argomenti: fisco, lavoro, politica estera, interna, Turchia nell'Europa e pensioni.
Per fare un confronto con le cose italiote, anzitutto bisogna rendere merito alla Merkel che il duello lo ha accettato; c'ha più di dieci punti di vantaggio nei sondaggi e, al contrario del nano, si è messa in gioco. E poi c'è di nuovo da elogiare in generale i politici tedeschi che non si abbandonano allo sloganismo ma si tuffano nei dettagli. E non per demagogia, ma perchè loro la politica e l'economia la conoscono. Una differenza abbbbissale con l'Italia.
Il punto più alto l'ha secondo me raggiunto il Gerardo quando, parlando della tragedia di Katrina ha detto una frase epica: il vero dilemma oggi non è quanto tagliare le tasse, ma di quanto stato si ha bisogno. Una volta tagliate le tasse, i servizi non ci sono più, ed è solo questione di tempo perchè i problemi vengano fuori. Siderale.
Sunday, September 04, 2005
Mano al portafoglio, ragazzi
Algoritmo:
1. Fregarsene della politica
2. Pensare che l'america non è un'entità astratta, ma l'insieme di tante persone
3. Realizzare che insieme a quelle persone ci sono un sacco di bimbi
4. Cliccare sul link qui, dare i propri dati e mandare un po' di dollari.
PS: a volte il sistema di pagamento online non processa la transazione, perchè è sovraccarico. Riprovare..
1. Fregarsene della politica
2. Pensare che l'america non è un'entità astratta, ma l'insieme di tante persone
3. Realizzare che insieme a quelle persone ci sono un sacco di bimbi
4. Cliccare sul link qui, dare i propri dati e mandare un po' di dollari.
PS: a volte il sistema di pagamento online non processa la transazione, perchè è sovraccarico. Riprovare..
Saturday, September 03, 2005
Il due di Agosto del Duemilacinque
Più di un mese fa il NOAA, l'istituto governativo di oceanografia statunitense, pubblicò urbi et orbi un'analisi sulla stagione degli uragani nell'Atlantico. Un'analisi interessante, che partiva dalla spettro delle temperature dell'oceano e arrivava ad una previsione molto diretta e forte: nel periodo da Agosto e Novembre ci saranno da 11 a 14 tempeste tropicali, tra 7 e 9 uragani e tra 3 e 5 uragani devastanti. Non come conseguenza dell'effetto serra, ma come ciclo di 20-30 anni; stagioni simili ci furono negli anni 50 e 60.
Lungi da me un attacco ai politici americani alla Zucconi: in questi giorni esiste solo la parola solidarietà. Ma appena la situazione si sarà normalizzata, e nella speranza che il prossimo uragano dia un po' di tregua, pregherei tutti quegli amministratori statunitensi che trattano la scienza e la metereologia con sufficienza, di smetterla. Semplicemente di smetterla.
La scienza non è una fazione politica. Sono analisi e previsioni. E ormai la meteorologia è una scienza matura al punto tale da fare previsioni anche a medio termine di elevata precisione.
Smettetela e preparate tutte le infrastrutture per evacuazioni di massa. E per aiutare le altre isole del Golfo del Messico.
Lungi da me un attacco ai politici americani alla Zucconi: in questi giorni esiste solo la parola solidarietà. Ma appena la situazione si sarà normalizzata, e nella speranza che il prossimo uragano dia un po' di tregua, pregherei tutti quegli amministratori statunitensi che trattano la scienza e la metereologia con sufficienza, di smetterla. Semplicemente di smetterla.
La scienza non è una fazione politica. Sono analisi e previsioni. E ormai la meteorologia è una scienza matura al punto tale da fare previsioni anche a medio termine di elevata precisione.
Smettetela e preparate tutte le infrastrutture per evacuazioni di massa. E per aiutare le altre isole del Golfo del Messico.
Friday, September 02, 2005
Le sorelle del Marchese del Grillo
In questi giorni la campagna per le elezioni politiche del 18 settembre in Germania sta prendendo momento. Comizi, dibattiti e proposte varie. Ieri sera è stato poi il turno di un dibattito televisivo interessante, tra il ministro dell'economia Eichel e quello in pektoren Kirchhof. Discussioni affilate, tasse, sovvenzioni alle ditte, flat tax e quant'altro.
Ma la vera protagonista per me stava seduta tra i duellanti: una giornalista, una vera intendo. Tal Maybrit Illner, con una lunga carriera prima nella televisione della DDR e poi in quella di stato della Germania riunificata.
Per me è stato un abbaglio; abituato ad anni di genuflessioni, a politici che sparano caxxate alla meno tasse per tutti senza che uno straccio di giornalista ribatta. Abituato ai Ferrara, che della loro dipendenza ne fanno quasi un vanto. Ho visto finalmente che non c'è bisogno di andare negli Stati Uniti per trovare persone che siedono dietro ad un'Olivetti e che pensano.
Ma la vera protagonista per me stava seduta tra i duellanti: una giornalista, una vera intendo. Tal Maybrit Illner, con una lunga carriera prima nella televisione della DDR e poi in quella di stato della Germania riunificata.
Per me è stato un abbaglio; abituato ad anni di genuflessioni, a politici che sparano caxxate alla meno tasse per tutti senza che uno straccio di giornalista ribatta. Abituato ai Ferrara, che della loro dipendenza ne fanno quasi un vanto. Ho visto finalmente che non c'è bisogno di andare negli Stati Uniti per trovare persone che siedono dietro ad un'Olivetti e che pensano.
Thursday, September 01, 2005
Simulatore di un creazionista
Una fantastica notizia per noi creazionisti. La differenza con le scimmie, che quei guerrafondai dei darwinisti continuano a dire essere un nostro progenitore, è molto maggiore. Lo volete capire o no, che nelle ultime centinaia di migliaia di anni, qualcuno ci ha messo le mani e ha creato quella differenza? Un tipo molto smart, che si metteva là ogni dieci venti generazioni e cambiava alcuni geni. E poi, se per caso nella riproduzione qualche scimmia provava a cambiare delle sequenze del genoma, si rimetteva lì e le ricambiava.
Un dio penelope. Ecco cosa è il vostro dio dell'intelligent design. Speriamo che non vi senta.
Un dio penelope. Ecco cosa è il vostro dio dell'intelligent design. Speriamo che non vi senta.
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