Dopo la decisone del presidente della Repubblica, si sono aperte ufficialmente le danze per le elezioni politiche anticipate del prossimo Settembre in Germania. E sono cominciati i comizi e le trasmissioni elettorali.
Immaginatevi ora la situazione, voi abituati con le stronzate e i contratti vespiani: si parla in questi giorni molto delle proposte dei democristiani locali, la CDU-CSU, che vertono su un aumento dell'IVA di due punti e su una modifica dell'artikolen diciotten, cioè della possibilità di licenziare più facilmente. Le discussioni sono tremendamente professionali, con politici che si rinfacciano i meccanismi a domino che ogni decisione o non decisione causa. Stasera due signore, l'attuale ministro delle politiche sociali centrale e la ministra dell'economia della regione di Monaco, si stanno dando colpi di fioretto che neanche un dibattito tra Modigliani e Monti.
Difficile da spiegare quanto mi piace la Germania. Ma quando sento queste discussioni arrivo quasi all'adorazione.
Wednesday, July 27, 2005
Tuesday, July 26, 2005
Più o meno
A tutti coloro che passano da queste parti per avere notizie dello Shuttle, vi volevo dire che io sto a dita, mani e piedi incrociati e che non so se posterò la solita serie di info, foto e filmati, come faccio di solito durante le missioni spaziali. Mi devo ancora riprendere dalla botta del Columbia.
Un altro rinsavito: Romiti
Oggi leggo sconvolto l'intervista a Romiti. Lui, artefice della politicizzazione e dello spostamento dalla produzione alla finanza, afferma queste cose incredibili:
...
I rampolli della borghesia vanno a Londra o a New York a imparare la finanza, nessuno di loro va mai nella Rhur a vedere come funziona un'industria. Così compromettiamo l'industria manifatturiera per la finanza, nella quale saremo sempre marginali.
...
Io non sono pessimista, dobbiamo diventare più seri, fare meno avvocati e più ingegneri, chimici, ricercatori con il gusto della fabbrica.
...
Ci vuole un po' più di etica calvinista, sennò non saremo mai veramente in Europa. Prenda l'uso delle stock option.
Prendiamolo.
Gianni Agnelli me le proponeva e io gli dicevo: vede, Avvocato, devo prendere tante decisioni tutti i giorni, se mi fermo a pensare quelle che mi favoriscono o quelle che mi danneggiano finanziariamente, alla fine non faccio l'interesse dell'azienda.
...
I rampolli della borghesia vanno a Londra o a New York a imparare la finanza, nessuno di loro va mai nella Rhur a vedere come funziona un'industria. Così compromettiamo l'industria manifatturiera per la finanza, nella quale saremo sempre marginali.
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Io non sono pessimista, dobbiamo diventare più seri, fare meno avvocati e più ingegneri, chimici, ricercatori con il gusto della fabbrica.
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Ci vuole un po' più di etica calvinista, sennò non saremo mai veramente in Europa. Prenda l'uso delle stock option.
Prendiamolo.
Gianni Agnelli me le proponeva e io gli dicevo: vede, Avvocato, devo prendere tante decisioni tutti i giorni, se mi fermo a pensare quelle che mi favoriscono o quelle che mi danneggiano finanziariamente, alla fine non faccio l'interesse dell'azienda.
Monday, July 25, 2005
Pannella rinsavito
Nella sua lunga e zig-zagante parabola nell'androne politico, il Marco nazionale si sta finalmente riavvicinando alle sue origini. È di questi giorni l'ormai concluso accordo con i socialisti di Boselli. A braccia aperte torna il figliol prodigo, dopo undici-anni-undici di abbagli: lui, come tanti in Italia, hanno creduto alla favoletta del liberale sceso in campo nel '94 per salvare il paese e portare una ventata di liberalismo.
C'è voluto tanto ma, dopo cinque anni di cura, si stanno accorgendo tutti che il nano di arcore altri non è che un dirigista, uno che di macro economia non ci capisce una mazza, e una persona pericolosa per il vivere civile di una nazione.
Come il bettinone, a cui si ispira, più che passare ai libri di storia, il nano passerà alle raccolte di cronaca; giudiziaria.
C'è voluto tanto ma, dopo cinque anni di cura, si stanno accorgendo tutti che il nano di arcore altri non è che un dirigista, uno che di macro economia non ci capisce una mazza, e una persona pericolosa per il vivere civile di una nazione.
Come il bettinone, a cui si ispira, più che passare ai libri di storia, il nano passerà alle raccolte di cronaca; giudiziaria.
Friday, July 22, 2005
Ad avercene
Per chi ha seguito nelle settimane scorse le spettacolari vicissitudini della sonda Deep Impact solo sui giornali volevo segnalare un problemino che spesso la NASA ha avuto.
La sonda principale ha passato il fly-by con la cometa senza problemi, con un sacco di propellente a bordo e pronta per nuove avventure. In questi casi succede che il costo delle operazioni a terra (l'affitto delle antenne così come un paio di persone che si occupano della navigazione) diventa un problema. Avere una sonda in piena efficienza, che magari può andare avanti per anni e non avere gli spicci (ehm, un paio di milioni di dollari) per starla a sentire. Simile sorte sta toccando ai voyager e ai pioneer. E i due robot su Marte continuano imperterriti, dopo più di un anno e mezzo invece dei 90 giorni previsti.
La cosa più triste è che se queste missioni non vengono rifinanziate, si possono perdere risultati scientifici notevolissimi. C'è un tizio che, solo soletto, sta seguendo le traiettorie dei Pioneer da anni; ed ha trovato una deviazione minima, sull'ordine dei cm, dalla teoria della gravitazione di Einstein. Deviazione non spiegabile con alcun errore di misura. Deviazione che, come la processione al perielio di Mercurio per la gravitazione di Newton, potrebbe portare ad un'estensione delle attuali teorie soprattutto quando si parla di distanza dell'ordine degli anni luce.
Insomma, sempre e dovunque: misurare, misurare, misurare.
La sonda principale ha passato il fly-by con la cometa senza problemi, con un sacco di propellente a bordo e pronta per nuove avventure. In questi casi succede che il costo delle operazioni a terra (l'affitto delle antenne così come un paio di persone che si occupano della navigazione) diventa un problema. Avere una sonda in piena efficienza, che magari può andare avanti per anni e non avere gli spicci (ehm, un paio di milioni di dollari) per starla a sentire. Simile sorte sta toccando ai voyager e ai pioneer. E i due robot su Marte continuano imperterriti, dopo più di un anno e mezzo invece dei 90 giorni previsti.
La cosa più triste è che se queste missioni non vengono rifinanziate, si possono perdere risultati scientifici notevolissimi. C'è un tizio che, solo soletto, sta seguendo le traiettorie dei Pioneer da anni; ed ha trovato una deviazione minima, sull'ordine dei cm, dalla teoria della gravitazione di Einstein. Deviazione non spiegabile con alcun errore di misura. Deviazione che, come la processione al perielio di Mercurio per la gravitazione di Newton, potrebbe portare ad un'estensione delle attuali teorie soprattutto quando si parla di distanza dell'ordine degli anni luce.
Insomma, sempre e dovunque: misurare, misurare, misurare.
Thursday, July 21, 2005
Fly me to the moon
Oggi si festeggia la presa della Luna. Nel 1969 (il 20 o il 21 di Luglio a seconda dei fusi orari) gli americani coronarono il sogno di JFK di portare l'uomo sulla luna. Un sogno nato un po' così, per motivi di propaganda senza dubbio. Era la primavera del 1961 e il rampollo di casa Kennedy aveva collezionato in pochi giorni la figuraccia della Baia dei Porci e lo smacco di Gagarin.
Contando su una macchina produttiva metodologicamente seconda a nessuno, si buttò al raddoppio e sfidò i russi ad andare sulla luna. Rischio calcolato, perchè gli analisti della NACA (allora la NASA ancora non esisteva) gli proposero un budget così alto, che sicuramente i russi non se lo sarebbero potuto permettere.
Son passati quasi quarant'anni, ma la situazione è la stessa. Nei decenni scorsi il Giappone, l'Europa e ora la Cina si propongono di scalzarli dal ruolo di potenza tecnica del mondo. Non ci riesce nessuno. Forse bisognerebbe cominciare ad accettare questo stato di cose, e vivere il nostro ruolo di provincia dell'impero romano con gioia.
PS: Google festeggia a modo suo, pubblicando delle mappe dettagliatissime della Luna; zoomate fino alla fine!
Contando su una macchina produttiva metodologicamente seconda a nessuno, si buttò al raddoppio e sfidò i russi ad andare sulla luna. Rischio calcolato, perchè gli analisti della NACA (allora la NASA ancora non esisteva) gli proposero un budget così alto, che sicuramente i russi non se lo sarebbero potuto permettere.
Son passati quasi quarant'anni, ma la situazione è la stessa. Nei decenni scorsi il Giappone, l'Europa e ora la Cina si propongono di scalzarli dal ruolo di potenza tecnica del mondo. Non ci riesce nessuno. Forse bisognerebbe cominciare ad accettare questo stato di cose, e vivere il nostro ruolo di provincia dell'impero romano con gioia.
PS: Google festeggia a modo suo, pubblicando delle mappe dettagliatissime della Luna; zoomate fino alla fine!
Wednesday, July 20, 2005
Le stagioni di una volta
In questi giorni il fantastico mondo della politica ammericana sembra scosso da un altro scandalo-che-più-scandalo-non-si-può: il famoso caso Plame-Rove, storia di spiate, bugie e sotterfugi. Bello, veramente interessante, di quelli da togliere il sonno.
Magari a scavare e leggere i fogli US uno potrebbe anche fare un po' di fatica a trovare qualcosa di un po' più ficcante, tipo la diatriba che va avanti da alcuni anni tra l'amministrazione Bush e il mondo scientifico mondiale sulle modificazioni al clima; quelle causate direttamente dall'attività umana e in particolare dall'uso dei combustibili fossili. A Giugno il responsabile del comitato governativo sulla qualità dell'ambiente, tal Philip Cooney, ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo che il NYT lo ha beccato a contraffare i rapporti sull'ambiente, aggiungendo aggettivi a destra e manca per rendere i rapporti meno diretti. Per poi ritrovarsi assunto dalla Exxon dopo qualche giorno; per la cronaca, il nostro prima di dirigere quel comitato governativo era lobbista per l'American Petroleum Institute (!!!) e non aveva alcuna preparazione in materia ambientale, venendo da una carriera di avvocato.
La nuova puntata di questa telenovela l'ha iniziata un editoriale marchetta del Wall Street Journal di metà Giugno, in cui si accusano i maggiori scienziati climatologi statunitensi di aver contraffatto i dati delle loro analisi degli ultimi anni.
In particolare sono finiti sotto l'occhio attento della integerrima stampa made in US tre persone molto famose: Michael Mann, Ray Bradley e Malcolm Huges; nota: se si parla sempre più apertamente di riscaldamento globale lo si deve alle sofisticate analisi statistiche del primo (il cosiddetto metodo dell'hockey stick).
Sulla base delle fantastiche analisi del WSJ si è mosso prontamente a difesa dell'ambiente mondiale il presidente del comitato per l'Energia e il Commercio locale, che ha scritto delle lettere memorabili ai tre e ad altri due istituti; nelle lettere si chiede conto del comportamento tenuto in alcuni studi e della presunta mancanza di trasparenza nella gestione dei dati e dei codici. Accuse basate a loro volta su un articolo pubblicato su Energy & Environment, una nota rivista non scientifica (che cioè non sottopone gli articoli alla verifica incrociata di altri scienziati) e la direttrice della quale aveva candidamente ammesso che per tirare il numero in stampa aveva accettato l'articolo-accusa senza verificarlo.
Insomma, un buco nell'acqua come dimostrano le tre-risposte-tre date dai tre scienziati; un buco pensato per intimidire gente che non viene dalla politica, e che dei messaggi trasversali alla stai-attento-che-alla-prossima-ti-corco se ne sbatte apertamente; l'ennesima figuraccia di un'amministrazione ormai alle corde sui temi ambientali, il cui presidente si è trovato ad ammettere la corrispondenza tra l'inquinamento degli ultimi decenni e l'uso dei combustibili fossili per poi non trarne le conclusioni. Sarà che qualcuno sta facendo lobbying? Sarà che quel qualcuno non vede al di là del proprio naso e non vede i profitti enormi che le energie alternative possono generare? Sarà quel che sarà, ma comunque di questa robba nel mondo trotskysta neocone non troverete traccia. Lì impera il fantastico giallo Plame-Rove. E tutti i casi in cui il Bush ha ragione. Del resto non si parla.
PS: due degli scienziati sopra citati tengono uno dei weblog più ficcanti del panorama US, RealClimate.org.
Magari a scavare e leggere i fogli US uno potrebbe anche fare un po' di fatica a trovare qualcosa di un po' più ficcante, tipo la diatriba che va avanti da alcuni anni tra l'amministrazione Bush e il mondo scientifico mondiale sulle modificazioni al clima; quelle causate direttamente dall'attività umana e in particolare dall'uso dei combustibili fossili. A Giugno il responsabile del comitato governativo sulla qualità dell'ambiente, tal Philip Cooney, ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo che il NYT lo ha beccato a contraffare i rapporti sull'ambiente, aggiungendo aggettivi a destra e manca per rendere i rapporti meno diretti. Per poi ritrovarsi assunto dalla Exxon dopo qualche giorno; per la cronaca, il nostro prima di dirigere quel comitato governativo era lobbista per l'American Petroleum Institute (!!!) e non aveva alcuna preparazione in materia ambientale, venendo da una carriera di avvocato.
La nuova puntata di questa telenovela l'ha iniziata un editoriale marchetta del Wall Street Journal di metà Giugno, in cui si accusano i maggiori scienziati climatologi statunitensi di aver contraffatto i dati delle loro analisi degli ultimi anni.
In particolare sono finiti sotto l'occhio attento della integerrima stampa made in US tre persone molto famose: Michael Mann, Ray Bradley e Malcolm Huges; nota: se si parla sempre più apertamente di riscaldamento globale lo si deve alle sofisticate analisi statistiche del primo (il cosiddetto metodo dell'hockey stick).
Sulla base delle fantastiche analisi del WSJ si è mosso prontamente a difesa dell'ambiente mondiale il presidente del comitato per l'Energia e il Commercio locale, che ha scritto delle lettere memorabili ai tre e ad altri due istituti; nelle lettere si chiede conto del comportamento tenuto in alcuni studi e della presunta mancanza di trasparenza nella gestione dei dati e dei codici. Accuse basate a loro volta su un articolo pubblicato su Energy & Environment, una nota rivista non scientifica (che cioè non sottopone gli articoli alla verifica incrociata di altri scienziati) e la direttrice della quale aveva candidamente ammesso che per tirare il numero in stampa aveva accettato l'articolo-accusa senza verificarlo.
Insomma, un buco nell'acqua come dimostrano le tre-risposte-tre date dai tre scienziati; un buco pensato per intimidire gente che non viene dalla politica, e che dei messaggi trasversali alla stai-attento-che-alla-prossima-ti-corco se ne sbatte apertamente; l'ennesima figuraccia di un'amministrazione ormai alle corde sui temi ambientali, il cui presidente si è trovato ad ammettere la corrispondenza tra l'inquinamento degli ultimi decenni e l'uso dei combustibili fossili per poi non trarne le conclusioni. Sarà che qualcuno sta facendo lobbying? Sarà che quel qualcuno non vede al di là del proprio naso e non vede i profitti enormi che le energie alternative possono generare? Sarà quel che sarà, ma comunque di questa robba nel mondo trotskysta neocone non troverete traccia. Lì impera il fantastico giallo Plame-Rove. E tutti i casi in cui il Bush ha ragione. Del resto non si parla.
PS: due degli scienziati sopra citati tengono uno dei weblog più ficcanti del panorama US, RealClimate.org.
Tuesday, July 19, 2005
La visione dello sbuffo da vicino
Le pile a combustibile sono uno degli argomenti più semplici ed affascinanti della tecnologia post-bellica. Dal punto di vista teorico sono conosciute da decenni, ma la loro prima applicazione pratica seria la fece la NASA durante gli anni '60.
Le applicazioni dell'idrogeno come vettore energetico sono però decisamente più recenti, principalmente per motivi di affidabilità e costo. Però ce ne sono tantissime oramai, e comincia a diventare praticabile una diffusione su larga scala, come citato su MN giorni fa. A me rimangono seri dubbi sull'emissione enorme di vapore acqueo di questi motori ibridi. Direte voi, è acqua. Si, ma allo stato di vapore. Ora, se mettiamo su un paio di milioni di macchine che emettono vapore acqueo, magari ci dovremmo chiedere che effetti avrebbe sull'atmosfera: ecco, il vapore acqueo è tre volte più efficiente della CO2, come gas serra.
Tutto questo giro di parole per dire che ieri ho visto sulla salita vicina alla stazione principale di Stoccarda il bus ad idrogeno. Che sbuffava come un senza dio. Fantasctico fumo bianco candido, vapore acqueo. Ma tanto tanto fumo.
Le applicazioni dell'idrogeno come vettore energetico sono però decisamente più recenti, principalmente per motivi di affidabilità e costo. Però ce ne sono tantissime oramai, e comincia a diventare praticabile una diffusione su larga scala, come citato su MN giorni fa. A me rimangono seri dubbi sull'emissione enorme di vapore acqueo di questi motori ibridi. Direte voi, è acqua. Si, ma allo stato di vapore. Ora, se mettiamo su un paio di milioni di macchine che emettono vapore acqueo, magari ci dovremmo chiedere che effetti avrebbe sull'atmosfera: ecco, il vapore acqueo è tre volte più efficiente della CO2, come gas serra.
Tutto questo giro di parole per dire che ieri ho visto sulla salita vicina alla stazione principale di Stoccarda il bus ad idrogeno. Che sbuffava come un senza dio. Fantasctico fumo bianco candido, vapore acqueo. Ma tanto tanto fumo.
Monday, July 18, 2005
Perché Darwin
Già, perché Darwin? Ognuno nella sua vita ha avuto le sue ispirazioni e i suoi personaggi di riferimento. Io ho avuto Hawking, Hamming, Galileo, Newton e Dirac.
Poi ho avuto teorie scientifiche che mi sono piaciute molto molto, tipo la termodinamica. Ma ho una passione particolare per Darwin, il darwinismo (nella sua versione originale e in quella caos-driven) e per le enormi appicazioni del principio di selezione all'economia, all'informatica e al sociale (senza esagerare come negli anni '20 e '30 in Germania ed in Italia).
Questo weblog è il figlio del foglio di carta igienica, il vecchio blog, che ha coperto la fase della mia vita tra l'incidente del Columbia e il ritorno del Discovery. E come tale ne manterrà inalterate le caratteristiche: si parla di scienza e politica, con deviazioni sul personale, sullo sport e sulla Germania, terra tanto amata.
Non garantisco sull'ortografia, materia tanto scema e tanto odiata. Ormai non ho più molto a che fare con l'italiano. Per cui qui si faranno molti strafalcioni.
Poi ho avuto teorie scientifiche che mi sono piaciute molto molto, tipo la termodinamica. Ma ho una passione particolare per Darwin, il darwinismo (nella sua versione originale e in quella caos-driven) e per le enormi appicazioni del principio di selezione all'economia, all'informatica e al sociale (senza esagerare come negli anni '20 e '30 in Germania ed in Italia).
Questo weblog è il figlio del foglio di carta igienica, il vecchio blog, che ha coperto la fase della mia vita tra l'incidente del Columbia e il ritorno del Discovery. E come tale ne manterrà inalterate le caratteristiche: si parla di scienza e politica, con deviazioni sul personale, sullo sport e sulla Germania, terra tanto amata.
Non garantisco sull'ortografia, materia tanto scema e tanto odiata. Ormai non ho più molto a che fare con l'italiano. Per cui qui si faranno molti strafalcioni.
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